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    Soave tra Identità e competitività

    È stato approvato, all’unanimità dal Consorzio, il “Progetto Identità Soave”, ovvero l’insieme di direttive e di buone pratiche che sono state adottate all’interno della denominazione del Soave, fra cui: la riduzione delle rese per ettaro, l’aumento al 30% delle verifiche da parte dell’ente di certificazione SIQURIA, maggiore attenzione all’ambiente, forte responsabilità della base produttiva e massima tutela dei consumatori.

    Dopo aver deliberato nella scorsa estate la sospensione degli impianti ai fini della rivendica per i vigneti realizzati dopo il 31 luglio 2023 e un blocco rivendica per le stagioni 2023 e 2024, è stata approvata nella seduta assembleare di fine dicembre la riduzione delle rese per ettaro previste dal disciplinare per tutte le produzioni Doc Soave. A seguire è stato inoltre collegialmente deciso un aumento al 30% delle verifiche da parte dell’organismo di certificazione SIQURIA sul rispetto della resa massima consentita: col 2024 quindi il 30% dei viticoltori della denominazione verrà ispezionato dall’ente di certificazione nel periodo di presenza del grappolo sulla pianta al fine della stima della resa potenziale del vigneto e del rispetto dei nuovi limiti produttivi stabiliti.

    Tali scelte in materia di gestione delle produzioni posizionano di fatto oggi il Soave tra le prime denominazioni italiane per percentuale di controlli effettuati in vigneto.

    Appoggio totale da parte della Regione del Veneto per la quale la DOC Soave è e rimane un asset strategico di fondamentale importanza.

    L’obiettivo a cui si punta con queste misure di gestione della denominazione è quello di porsi in maniera tonica rispetto ai mercati, in Italia e all’estero, proponendo un vino marcatamente identitario dal punto di vista del vigneto e del terroir, grazie a pratiche agricole condivise in grado di gestire la naturale esuberanza produttiva della Garganega. 

    Una scelta dal forte impatto non solo qualitativo, ma anche etico: dosare con lungimiranza la produttività dei vigneti significa di fatto ridurre l’apporto energetico nella loro complessiva gestione, dal vigneto alla cantina, in primis in termini di risorse idriche.

    Forte poi il senso di responsabilità nei confronti dei consumatori che avranno così la certezza di acquistare vini frutto di un importante lavoro di controllo e di selezione.

    Una misura, adottata oggi, che diventa strategica anche per i viticoltori: a partire da adesso potranno già effettuare i lavori di potatura programmando e decidendo fin da subito quali sono i vigneti più vocati da destinare alla produzione di Soave e quali invece ad altre tipologie.

    Sandro Gini

    «Quello che abbiamo posto in essere – evidenzia Sandro Gini, presidente del Consorzio di Tutela del Soave – è un insieme di misure che, da circa due anni, mirano ad una forte riorganizzazione interna sul fronte della produzione col risultato di garantire al consumatore finale vini frutto di una severa selezione, in grado di distinguersi per l’elevata qualità. È una risposta importante che come denominazione intendiamo dare ai mercati che, oggi più che mai, ricercano vini fortemente identitari, con una gradazione alcolica non troppo spinta».

    Per il Soave un richiamo ad essere semplicemente se stesso. Da qui il nome di Progetto Identità Soave.

    «La Garganega, madre del Soave, è un’uva generosa e per tale ragione va dosata la sua naturale esuberanza. Se coltivata con lungimiranza e intelligenza non ha nulla da invidiare a vitigni come lo Chardonnay o il Sauvignon e non deve temere il confronto con le varietà aromatiche. Il Soave  – conclude Gini – si caratterizza proprio per la sua “lievità olfattiva” che varia a seconda delle zone di produzione ma proprio questa sua caratteristica può dar vita ad una complessità affascinante, sostenuta dalla naturale vocazione di questo grande bianco veronese ad evolvere nel tempo». LEGGI TUTTO

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    Suavia e i “vini di terroir”: la linea “I Luoghi”

    di Patrizia Vigolo

    Le colline del Soave si intrecciano indissolubilmente con il vitigno della Garganega e le sorelle Tessari lavorano da anni per far emergere le grandi potenzialità di questo territorio.

    La cantina Suavia nasce nel 1982 quando i genitori delle sorelle Tessari, Giovanni Tessari e la moglie Rosetta, iniziano a produrre vini da uve provenienti dai terreni della famiglia, interrompendo così il conferimento delle uve alla cantina sociale. “Un azzardo forse per gli anni ottanta, coppia giovane, figlie tutte femmine e nessun maschio per guidare un trattore, una cosa impensabile per la mentalità dell’epoca” dice una delle sorelle Tessari ma la storia ha poi dato ragione alla temerarietà di questa giovane coppia, perché tutte le sorelle entrano in azienda con energia e con grande voglia di innovare e crescere.

    sorelle Tessari

    Suavia e le sorelle Tessari, Meri, Alessandra e Valentina, nascono proprio su questi territori, in Contrada Fittà, nel cuore del Soave Classico, terra ricca di biodiversità.

    Da questo instancabile lavoro portato avanti da Alessandra, Meri e Valentina nasce la linea “I Luoghi”, una vera dichiarazione d’amore per il loro territorio, la sua tradizione e la sua profonda personalità. Un progetto che vede la luce dopo 5 anni di lavoro e che si realizza in queste 2000 bottiglie che raccontano una meticolosa ricerca in cantina e in vigna nelle zone Fittà, Castellaro e Tremenalto, località il cui terreno, esposizione e microclima le hanno da sempre rese apprezzate per la viticoltura nel contesto del Soave Classico, tanto da essere riconosciute ed inserite all’interno del disciplinare di produzione come U.G.A. (Unità Geografiche Aggiuntive)

    Questitre piccoli appezzamenti di proprietà dell’azienda ottengono sempre uve molto espressive. Per creare le 2.000 referenze le uve Garganega, varietà simbolo dell’area, sono state vinificate separatamente ma in maniera identica e il risultato sono tre vini originali e perfettamente distinguibili l’uno dall’altro.

    L’anima de “I Luoghi”

    Ogni bottiglia di questa linea è un autentico tributo ai luoghi da cui provengono le uve. La Cantina Suavia ha adottato un approccio meticoloso nella selezione dei vigneti, assecondando le peculiarità del suolo, del microclima e delle varietà di uve autoctone.

    Un’esperienza di degustazione all’interno della gamma “I Luoghi” diventa quindi un viaggio attraverso i vigneti della cantina Suavia.

    Fittà

    Questo vino proviene da un vigneto nella U.G.A. Fittà, estensione 1 ettaro a ca. 240 m slm con una esposizione sud,est. Vigne vecchie (anno di impianto 1943) che sanno regalare un vino con una intensa espressività aromatica, con note esotiche, aggrumate e floreali.

    Castellaro

    La U.G.A. Castellaro sa regalare un vino fine ed elegante. Un vigneto con una estensione di ca. 3600 mq ad una altitudine di ca. 200 m slm esposto sul versante nord della dorsale che sale verso l’abitato di Fittà, caratterizzato da un substrato di vulcaniti basaltiche alterate.

    È un vino che si caratterizza al naso con un frutto molto ricco, giallo maturo e che mostra come, a distanza di poche centinaia di metri, il terroir possa donare vini così diversi tra loro.

    Tramenalto

    In questa U.G.A. il territorio è estremamente scosceso e quasi selvaggio. Ad una altitudine più bassa rispetto alle precedenti (siamo a 80/130 m slm), il vigneto di ca. 2 ettari ha una esposizione ad ovest ed una pendenza del 25% che raggiunge in alcuni punti il 40%.

    Le uve di questo vigneto producono un vino che forse più di tutti si discosta dall’immagine che molti di noi hanno del tradizionale Soave: un vino profondo, lento nel concedersi e che ci chiede tempo per esprimersi al meglio. Al palato è fitto, complesso e porta il giusto appagamento in ogni sfumatura.

    Questo progetto delle sorelle Tessari porta sicuramente con sé un grande messaggio: parlare di “terreno vulcanico” risulta estremamente limitativo: le tre etichette della cantina Suavia mostrano la grande varietà delle espressioni del territorio del Soave. Tre vigneti, tre suoli e tre vini che nascono dalla stessa uva, con stessa matrice vulcanica del suolo ma ciascuno di loro rappresenta un unicum identitario. LEGGI TUTTO

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    La longevità del Soave, la strada del vino e altre storie

    Era da un po’ che non frequentavo le terre venete tanto care al Commodoro Henning Hammargren, ma soprattutto, era da un po’ che non assaggiavo vecchie annate di Soave. L’occasione, irrinunciabile, mi è stata offerta da La Strada del Vino Soave in occasione dell’anteprima di Soave Seven 2023, manifestazione, giunta alla sesta edizione, nata per sondare la longevità del vino bianco della provincia veronese, ma andiamo per gradi. A questo proposito, ad esempio, dopo averlo degustato, la domanda che mi faccio è la seguente: “A quanto verrebbe venduta una bottiglia di Vecchie Vigne 2011 di Tenuta Sant’Antonio della Famiglia Castagnedi se fossimo in Borgogna o nella Loira? Dico questo non per fare stupidi paragoni con i blasonati terroir francesi, ma proprio perché un vino così non può essere subalterno a nessuno, anzi, può e deve tranquillamente giocare nello stesso campionato dei suoi rivali più titolati.

    Ovviamente non è l’unico, dicasi lo stesso per Foscarino Soave Classico 2016 di Inama, il Fonte Soave Classico 2016 di Canoso, il Soave La Froscà 2016 di Gini, il Cimalta Corte Adami 2015, il Soave Colli Scaligeri 2015 di Sandro De Bruno o il Villa Canestrari Superiore Riserva 2012, giusto per fare qualche nome. So che non è facile, per i mille motivi che sono noti, ovvero il mercato, la poca predisposizione dei ristoratori a proporre vecchie annate, il luogo comune, duro a morire tra i consumatori, che il vino va bevuto entro l’anno successivo alla vendemmia altrimenti è vecchio, ecc. ecc. Grazie anche al lavoro che sta facendo La Strada del Vino, l’auspicio per il prossimo futuro è che il Soave, per le aree particolarmente vocate, prima di uscire sul mercato, si ritagli uno spazio di attesa, che potrà essere più o meno lungo a seconda del progetto della cantina, così facendo potrà occupare il posto che merita tra i grandi vini bianchi del mondo.

    La Strada del Vino Soave

    La Strada del vino Soave nasce nel 1999 e conta oggi circa 100 socisuddivisi in cantine, Enti e Associazioni, Agriturismi, Ristoranti, Hotel, frantoi e aziende di prodotti tipici locali. Da sempre la Strada del Vino è attiva per coordinare i numerosi soci che fanno parte all’interno di un ideale percorso di circa 50 Km lungo il quale è possibile ammirare il paesaggio, visitare cantine, degustare vino, assaggiare piatti tipici e venire a contatto con l’ospitalità delle persone.

    I turisti che giungono nella denominazione possono scegliere entro un’offerta ampia e variegata all’interno dei tredici comuni che aderiscono alla Strada dislocati in quattro stupende valli che per le loro diverse attrattive meritano sicuramente una visita. Partendo da Verona si trovano in ordine Val di Mezzane, Val d’Illasi, Val Tramigna e Val d’Alpone. Per ulteriori approfondimenti è possibile consultare il sito www.stradadelvinosoave.com

    I prodotti tipici – il vino

    Soave Superiore DOCG

    Il Soave Superiore, prodotto nelle colline della zona del Soave, ha ottenuto la certificazione di origine controllata e garantita nel 2002. Ciò che porta ad un vino di così elevate caratteristiche qualitative è la combinazione ottimale tra zona di coltivazione, resa produttiva mantenuta sotto controllo in campo e corretta conservazione prima dell’imbottigliamento. Il Soave Superiore – che assume la tipologia di Soave Superiore classico quando viene prodotto nella cosiddetta zona classica – è un vino che viene immesso in commercio solo dopo un periodo di affinamento in bottiglia di almeno tre mesi, così da salvaguardarne le caratteristiche di maturità e complessità.

    Soave DOC

    Questa zona è stata la prima DOC riconosciuta in Italia nel 1936 e, negli ultimi anni, ha ottenuto ben due denominazioni di origine controllata e garantita, il massimo delle certificazioni di qualità sotto il profilo enologico: il Recioto di Soave D.O.C.G. e il Soave Superiore D.O.C.G. La zona di produzione più antica, che si trova sui rilievi collinari dei comuni di Monteforte d’Alpone e Soave, fu delimitata fin dal 1931 e coincide con quella del Soave “classico”, mentre la sottozona Colli Scaligeri va da San Martino Buon Albergo a Roncà, interessando i rilievi della Val di Mezzane, Val d’Illasi, Val Tramigna e Val d’Alpone. In quest’area si ottiene la massima espressione qualitativa della Garganega, tanto che la zona si identifica con il suo vitigno e viceversa, creando tra loro un legame unico e irripetibile.

    Alla DOC appartengono i vini Soave, Soave classico, Soave spumante e Soave Colli Scaligeri. Il Soave deriva dalla sapiente unione delle uve della Garganega – in una percentuale di oltre al 70% – con quelle del Trebbiano di Soave per massimo 30%.

    Recioto di Soave DOCG

    Il Recioto di Soave, prodotto nelle colline della zona del Soave, è stato il primo vino veneto ad ottenere la certificazione di origine controllata e garantita, nel 1998.

    Il nome Recioto deriva dalla parola dialettale “recia”, in italiano orecchio, che simbolizza la forma tipica della parte alta del grappolo di Garganega, quella più ricca di zuccheri e più esposta al sole, che viene selezionata per fare il vino: i grappoli migliori vengono fatti appassire su graticole per un periodo variabile dai 4 ai 6 mesi e poi vengono pigiati. La fermentazione è molto lenta e lunga.

    Alla DOCG appartengono i vini Recioto di Soave e Recioto di Soave Spumante. Il Recioto di Soave ha un colore giallo dorato brillante, più o meno intenso; il profumo è intenso e fruttato con sfumature di vaniglia, il gusto è dolce o amabile, vellutato e armonico, di corpo e con eventuale percezione di legno.

    Altri prodotti

    Olio ExtraVergine d’oliva Veneto “Valpolicella”DOP

    Caratteristica principale del prodotto è la tradizionale spremitura a freddo di frutti sani, selezionati e raccolti a mano con l’utilizzo di pettini o rastrelli direttamente dalla pianta. Dalla raccolta alla molitura passano solo poche ore, in modo che il prodotto non subisca alcuna alterazione esterna; la molitura avviene con sistemi di estrazione tradizionali (a presse o continuo) atti a non modificare la qualità organolettica delle olive raccolte.

    L’olio extra vergine di oliva Veneto “Valpolicella” DOP, con cultivar Grignano o Favarol, ha colore giallo con lieve tonalità di verde, un odore di fruttato leggero e un sapore pure fruttato, con lieve sensazione di amaro e retrogusto muschiato. Si produce nella zona che si estende sulla parte destra dell’Adige e comprende le terre vinicole del Valpolicella per poi allargarsi alla zona di produzione del vino Soave.

    Il Pisello Verdone Nano di Colognola ai Colli (prodotto stagionale)

    Il Verdone Nano è una varietà di Pisum sativum, il legume i cui teneri semi sono racchiusi in un baccello (detto anche buccia). Questa pianta annuale e rampicante ha trovato a Colognola (VR) un ambiente ideale per la sua coltivazione.

    Il terreno, l’esposizione al sole e i campi posti ad un’altitudine inferiore ai 200 metri, permettono di avere le condizioni ideali di nutrimento, temperatura e umidità. Si ottiene così un prodotto di particolare qualità, dal sapore dolce e delicato, che si raccoglie entro maggio.

    Come si cucina il Verdone Nano? Vista la zona d’origine, il matrimonio perfetto è sicuramente quello con l’altro Nano veronese eccellente, il riso Vialone. I risi e bisi (riso e piselli), sono un piatto principe della gastronomia veneta, che persino i Dogi volevano alla loro tavola.

    Igor Gladich (Direttore Consorzio Tutela vini del Soave) e Stefano Alberti (Presidente Strada del Vino Soave)

    Mora di Cazzano (prodotto stagionale)

    La storia recente della Mora di Cazzano è quella dell’intera cerasicoltura veronese. Dopo secoli di coltura promiscua e familiare, le piantagioni intensive iniziarono solo dopo il 1920 e si estesero soprattutto tra il 1930 e il 1940 e nel secondo dopoguerra. Un forte impulso venne negli anni ’70 dalla legislazione per la D.O.C. dei vini, che costrinse alla separazione tra vigneti e ceraseti.

    Prosciutto crudo di Soave

    Prosciutto crudo di Soave vuol dire famiglia Masconale. Il Prosciuttificio Soave è un’azienda storica del territorio di Soave, impegnata da quattro generazioni a produrre salumi di qualità. Il settore stagionatura prosciutti ha una potenzialità di 25/30.000 pezzi all’anno nelle varie tipologie.

    Le cosce dei prosciutti sono di suino pesante nazionale, tatuato e garantito, del peso dai 12 ai 15 chili. Tutti gli allevamenti di provenienza sono situati in Emilia, Lombardia e Veneto.

    Oltre ai prosciutti crudi, l’azienda produce speak, culatello e lardo.

    Sopressa Veronese

    La sopressa ha radici antiche, testimoniate dalle numerose citazioni storiche ed artistiche che si sono susseguite nei secoli.

    Si tratta di un insaccato di qualità, fortemente legato al territorio di produzione, espressione della cultura e delle tradizioni gastronomiche contadine locali: sin dagli anni ’50 erano dedicate a questo prodotto diverse manifestazioni e feste paesane.

    Formaggio Monte Veronese DOP

    Tipico della tradizione casearia della zona montana della Provincia di Verona, ed in particolare dei fertili pascoli della Lessinia. Questo formaggio, che si ottiene dalla lavorazione di latte vaccino, è presente in due tipologie: a latte intero e a latte parzialmente scremato, definito d’allevo. Quello a latte intero è un formaggio da tavola a pasta semicotta, prodotto esclusivamente con latte di vacca intero, proveniente da una o due mungiture consecutive. Il sapore è delicato e gradevole, di fermenti lattici e di panna. La stagionatura varia dai 25 ai 65 giorni.

    Quello d’allevo è un formaggio da tavola o da grattugia, a pasta semicotta, prodotto esclusivamente con latte di vacca parzialmente scremato, sempre proveniente da una o due mungiture consecutive.

    Grappa di Recioto di Soave

    La Grappa di Recioto di Soave è uno dei prodotti più strettamente legati al territorio e alla tecnica dell’appassimento delle uve che da secoli si tramanda nel Soavese.

    Questa Grappa viene ottenuta dalla distillazione delle vinacce dei vitigni Garganega e Trebbiano. Vinacce raccolte dalle più rinomate ed affermate aziende agricole della zona del Soave. In queste aziende, l’uva viene lasciata appassire per un periodo di circa tre/quattro mesi in locali ben aerati fino a raggiungere un elevato tenore zuccherino in modo da ottenere poi il Recioto di Soave Docg.

    Soave Seven 2023

    La manifestazione Soave Seven, giunta alla sesta edizione, è l’occasione per verificare di persona la longevità del vino Soave, quest’anno si terrà l’lunedì 11 settembrenella sede di Eataly, in Via Santa Teresa n.12, a Verona. I 31 produttori presenti faranno degustare i loro vini comparando le annate 2016 e 2022 o precedenti e illustreranno la loro realtà vitivinicola ai partecipanti nei banchi di degustazione, aperti dalle 18 fino mezzanotte. Sarà un’esperienza per tutti gli appassionati del vino e un’opportunità unica per assaggiare bottiglie generalmente non in vendita.

    In abbinamento al Soave si potranno gustare anche varie eccellenze gastronomiche del territoriopreparate dagli chef di Eataly.

    L’organizzazione dell’evento è affidata alla Strada del Vino Soave, a cui aderiscono sette comuni dislocati in quattro valli: Val di Mezzane, Val d’Illasi, Val Tramigna e Val d’Alpone.

    Le cantine che parteciperanno al Soave Seven 2023 sono: Ca Rugate, Corte Adami, Inama, Gini, Azienda Agricola Graziano Prà, Cantina del Castello, Coffele, Nardello, Mainente, ILatium, Roccolo Grassi, Villa Canestrari, Corte Moschina, Tenuta Sant’Antonio, Canoso, Marco Mosconi, La Cappuccina, Suavia, Le Albare, Cornelia Tessari, Vitevis, Montetondo, Fattori Wine, Portinari Maria, Bertani, Sandro De Bruno, Dal Cero Family, Cantina di Monteforte, Corte Giacobbe, Fornaro, Rocca Sveva.

    INFORMAZIONI | Soave Seven

    Data: lunedì 11 settembre 2023

    Luogo: Eataly Verona, Via Santa Teresa, 12

    Orario: dalle 18.00 alle 24

    Biglietti: Il costo del biglietto, acquistabile solo online, è di 25 euro a persona https://www.eventbrite.it/e/biglietti-soave-seven-2023-643037411207?aff=ebdssbdestsearch.

    Per info: https://www.facebook.com/stradadelvinosoave – associazione@stradadelvinosoave.com LEGGI TUTTO

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    Veneto – dati di produzione dei vini DOC (2019)

    Trovate all’interno del post le tabelle relative agli ettari rivendicati, ettolitri certificati, ettolitri imbottigliati e valore della produzione (ai prezzi di base) delle DOC più rilevanti della regione Veneto. I dati sono ricavati dalle pubblicazioni ISMEA. Si riferiscono agli anni 2016-2019 per le seguenti DOC: Prosecco, Delle Venezie, Conegliano Valdobbiadene Prosecco, Soave, Valpolicella Ripasso, Bardolino, Valpolicella, Asolo Prosecco, Amarone della Valpolicella, Valdadige, Bianco di Custoza, Lugana, Venezia, Garda, Colli Euganei, Colli Berici, Veneto Orientale, Breganze, Lessini Durello, Lison Pramaggiore, Colli Euganei Fior d’Arancio, Piave, Gambellara, Montello Colli Asolani, Soave Superiore, Recioto della Valpolicella, Arcole, Vallagarina, Bagnoli Friularo, Bardolino Superiore, Recioto di Soave, Lison, Colli di Conegliano.Vista la laboriosità dell’elaborazione dei dati ho omesso le denominazioni meno rilevanti (in base al valore).Per ottenere i dati in formato Excel contattatemi.Tabelle allegate nel resto del post Se siete arrivati fin qui……ho un piccolo favore da chiedervi. Sempre più persone leggono “I Numeri del Vino”, che pubblica da oltre dieci anni tre analisi ogni settimana sul mondo del vino senza limitazioni o abbonamenti. La pubblicità e le sponsorizzazioni servono per aiutare una missione laica in Perù. Per fare in modo che questo lavoro continui e resti integralmente accessibile, ti chiedo un piccolo aiuto, semplicemente prestando da dovuta attenzione con una visita alle inserzioni e alle sponsorizzazioni presenti nella testata e nella sezione laterale del blog. Grazie. Marco LEGGI TUTTO

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    Vendemmia 2020, tanta qualità ma si selezionano i vigneti

    Una stagione metereologica come la 2020 non si vedeva da diversi anni. Preceduta da un inverno mite e siccitoso, il germogliamento è partito con sostanziale anticipo rispetto alla stagione precedente. I mesi di aprile e maggio sono stati perturbati e piovosi, e le basse temperature registrate hanno rallentato la corsa delle viti per arrivare alla fioritura in giugno in perfetto stato. I mesi estivi hanno registrato temperature senza estremi, ventilazione e un perfetto apporto idrico che hanno portato le vigne a essere rigogliose e sane, senza attacchi di peronospora o altre malattie. Un po’ più preoccupante è l’aumento di mal dell’esca e flavescenza dorata che è però costantemente monitorata dai tecnici delle “Sentinelle del Soave” che stanno effettuando interventi puntuali ed efficaci.
    Le vigne di Garganega e Trebbiano di Soave sono quindi in ottimo stato e con un produzione nella media. La scelta del Consiglio di avere prudentemente abbassato le rese per la vendemmia 2020 arriva quindi a sottolineare una grande attenzione in vigneto, selezionando quelli migliori per la produzione del vino Soave che anche quest’anno raggiungerà i 450.000 ettolitri, in linea con le richieste del mercato. Dati incoraggianti inoltre sono quelli che vengono dagli imbottigliamenti, che stanno recuperando rispetto ai primi mesi dell’anno, segno di una maggiore fiducia e richiesta di prodotto sui mercati di elezione del Soave, in particolar modo la Germania.
    La vendemmia per le terre del Soave dunque è prevista per il 20 di settembre, solo qualche giorno di anticipo rispetto agli scorsi anni, con una garganega allungata e spargola e con le acidità che sono aiutate dalle importanti escursioni termiche che si stanno registrando e che sono ottimali per la freschezza ma anche per i profumi floreali di fiori d’acacia e camomilla del Soave.
    «Ci stiamo preparando a una vendemmia da un lato estremamente promettente, dall’altro con qualche nuvola all’orizzonte – dice Sandro Gini, presidente del Consorzio – il nostro Consorzio si è dimostrato reattivo e in grado di rispondere alle problematiche che ci si sono poste davanti e siamo sicuri che saprà reagire con prontezza anche in futuro.» LEGGI TUTTO

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    Vigneti storici: nuove opportunità per le Colline Vitate del Soave

    E’ ufficiale. I vigneti storici ed eroici italiani sono tutelati come bene comune e saranno oggetto di maggiori tutele in chiave di conservazione paesaggistica. I vigneti che saranno registrati avranno quindi maggiori opportunità di accesso a contributi per la preservazione e il ripristino. Questo il sunto del decreto legge uscito il 1 luglio 2020: “sono […] LEGGI TUTTO

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    Il Soave by the Glass in Giappone non si ferma

    Soave by the Glass in Giappone Il Giappone chiama e il Soave risponde. Riparte infatti a metà luglio la fortunata campagna “Soave by the glass” ideata dal Consorzio del Soave in collaborazione con l’agenzia Wellcom di Alba e SoloItalia, guidata da Shigeru Hayashi. Sebbene ci sia ancora cautela nel mercato nipponico, si registra una grande […] LEGGI TUTTO

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    Soave, ci sono novità

    Ha fatto bene il Consorzio a rinunciare ad organizzare la consueta anteprima di maggio, per fare assaggiare i Soave d’annata con qualche mese in più in bottiglia? Certamente sì, anche se nell’assaggio complessivo alla cieca dei 22 Soave 2018 (pochi per la verità) non ho trovato particolare giovamento. Vini al momento scomposti, non particolarmente brillanti, […] LEGGI TUTTO