Dopo la pausa del 2024, il vino argentino torna a perdere terreno: 555 milioni di euro nel 2025 (-12%), il valore più basso degli ultimi anni e il 25-30% sotto la media decennale. A pesare è il doppio crollo simultaneo di USA (-22%) e Regno Unito (-17%), i due pilastri storici del Malbec, con il solo Brasile (+6%) a tenere.
Le esportazioni di vino dell’Argentina nel 2025 segnano un nuovo passo indietro, scendendo a 555 milioni di euro, in calo del 12% rispetto al 2024. Dopo la stabilizzazione del 2024 (632 milioni, sostanzialmente in linea con i 627 del 2023), si torna quindi a scendere. Sui volumi il quadro è simile, con 1.79 milioni di ettolitri spediti nel 2025, -9% sul 2024. Per dare un parametro storico, le esportazioni argentine viaggiavano quasi stabilmente sopra i 700 milioni di euro fino al 2022 (anno in cui avevano toccato 773 milioni), mentre la media decennale dei volumi era di circa 2.8 milioni di ettolitri: oggi siamo del 25-30% sotto quella media, su entrambe le metriche.
Guardando alla scomposizione per categoria, le esportazioni di vino imbottigliato scendono a 508 milioni di euro dai 576 del 2024, con un calo del 12%, il vino sfuso scende a 33 milioni dai 44 del 2024 (-25%), confermando un’erosione che era già in atto dal 2022 (51 milioni). La voce “altro” (spumanti e prodotti minori) sale a 14 milioni ma è comunque marginale (2-3% del totale).
Passando alla geografia delle esportazioni, il quadro 2025 racconta una storia molto diversa da quella del 2024, quando i mercati chiave erano in crescita. Quest’anno i due principali sbocchi commerciali crollano contemporaneamente, e questo spiega gran parte del calo aggregato.
Stati Uniti – Restano il primo mercato a valore con 142 milioni di euro (26% del totale), ma in calo del 22% sul 2024, una sforbiciata pesantissima che riporta il dato sui livelli di 5-6 anni fa. Sui volumi il calo è analogo (-22% a 360mila hl). Va ricordato che l’export verso gli USA aveva già un trend strutturalmente negativo (siamo del 35% sotto i 219 milioni del 2019), aggravato nel 2025 verosimilmente dalle incertezze tariffarie e dal rallentamento dei consumi premium nel mercato americano.
Brasile – Si rafforza salendo al secondo posto a valore con 87 milioni di euro (+6% sul 2024) e mostrando una sostanziale tenuta dei volumi (278mila hl). Il Brasile passa dal 13% al 16% del totale a valore, ed è oggi l’unico mercato di rilievo in crescita. Una buona notizia, anche se evidentemente non sufficiente a compensare il resto.
Regno Unito – Crolla del 17% a valore (81 milioni) e del 16% a volume (439mila hl), perdendo il secondo posto storico. Anche qui il trend è strutturale: il 2019 viaggiava a 102 milioni, quindi siamo del 21% sotto.
Canada – Cala a 46 milioni (-3%) ma cresce del 4% a volume (124mila hl), con un mix quindi sfavorevole.
Cina – Continua il declino con 6 milioni di euro (-22%), un quinto rispetto al picco storico. Il mercato cinese, mai veramente sfondato dall’Argentina, è ormai marginale.
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