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    Cile – produzione di vino 2021

    La produzione di vino in Cile nel 2021 tocca il record storico di 13.4 milioni di ettolitri, circa il 15% sopra la media degli ultimi 10 anni. Si tratta di un risultato che viene dopo un anno difficile, il 2020, in cui la produzione era stata di poco superiore ai 10 milioni. Come di solito succede quando si produce tanto vino, le quantità aggiuntive sono di vino non DOC, che sono state del 30% circa superiori alla media storica, contro il +11% dei vini DOC, prodotti nel 2021 in 10.9 milioni di ettolitri. Il Cile mantiene un bilanciamento di circa due terzi di vino rosso (di cui la metà è Cabernet Sauvignon) e un terzo vino bianco (Sauvignon Blanc e Chardonnay sono i due principali vitigni). Va sottolineato che in Cile non si sta verificando la crescita del Pinot Nero (c2% della produzione) o del Pinot Grigio rilevata in altri mercati (quest’ultimo non è nemmeno rilevato nelle statistiche del ministero). Vi lascio ai dati e ai grafici. Se siete arrivati fin qui……ho un piccolo favore da chiedervi. Sempre più persone leggono “I Numeri del Vino”, che pubblica da oltre dieci anni tre analisi ogni settimana sul mondo del vino senza limitazioni o abbonamenti. La pubblicità e le sponsorizzazioni servono per aiutare una missione laica in Perù. Per fare in modo che questo lavoro continui e resti integralmente accessibile, ti chiedo un piccolo aiuto, semplicemente prestando da dovuta attenzione con una visita alle inserzioni e alle sponsorizzazioni presenti nella testata e nella sezione laterale del blog. Grazie. Marco LEGGI TUTTO

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    Cavit – risultati 2020/21

    La nuova dimensione di Cavit dopo le acquisizioni del 2020 è visibile nel bilancio 2021 in cui la cooperativa trentina ha raggiunto un fatturato di 271 milioni, contro i 210 milioni del 2020 e il dato pre crisi di maggio 2019 di 191 milioni. Il contributo al fatturato delle acquisizioni è stato di circa 57 milioni sull’anno, di cui 31 da Casa Girelli (in perdita causa oneri di ristrutturazione e minusvalenze), 21 da GLV (che commercializza i vini fermi di Lavis) e 6 di Cesarini Sforza. Si aggiungono poi 10 milioni di vendite di Kessler. Se consideriamo soltanto il perimetro CAVIT il fatturato è cresciuto di circa il 20%, da 181 a 217 milioni. Il totale non torna in quanto ci sono componenti intragruppo tra le varie unità da elidere. Il profilo reddituale resta quello della cooperativa, quindi con massimizzazione della remunerazione dei vini dei soci conferitori, oltre al fatto che le quattro controllate hanno subito perdite per circa 2 milioni di euro (2.5 milioni per le nuove acquisite), essenzialmente a causa del “riordino” iniziale alla loro inclusione nel perimetro. I dati che trovate allegati nel resto del post vi chiariscono i numeri principali, con un valore aggiunto del 9% del fatturato, quindi 24 milioni, un utile opeativo di 1 milione (1.7 nel 2020) e un utile netto di 5 milioni. Cavit è tornata su una posizione di cassa netta di 38 milioni nel 2021 dai 15 a cui era calata nel 2020 (causa acquisizioni per oltre 20 milioni di euro). A determinare il miglioramento sono circa 11 milioni di euro di generazione di cassa, un calo del capitale circolante di 16 milioni (essenzialmente allungando i tempi di pagamento dei fornitori, che poi sono in conferitori) e con investimenti calati a 4 milioni dopo i 28 del 2020 (incluse acquisizioni). Pochi dettagli sull’andamento dell’esercizio che chiuderà a maggio 2022 ma sono chiaramente menzionati Covid, incremento dei costi energetici e logistici. Sono questi fattori che “rendono particolarmente difficile prevedere l’andamento del nuovo esercizio 2021/2022, che potrebbe anche evidenziare una contrazione dei ricavi e della marginalità”. Messaggio cauto dunque.Vi lascio alla tabella riassuntiva e ai grafici. Se siete arrivati fin qui……ho un piccolo favore da chiedervi. Sempre più persone leggono “I Numeri del Vino”, che pubblica da oltre dieci anni tre analisi ogni settimana sul mondo del vino senza limitazioni o abbonamenti. La pubblicità e le sponsorizzazioni servono per aiutare una missione laica in Perù. Per fare in modo che questo lavoro continui e resti integralmente accessibile, ti chiedo un piccolo aiuto, semplicemente prestando da dovuta attenzione con una visita alle inserzioni e alle sponsorizzazioni presenti nella testata e nella sezione laterale del blog. Grazie. Marco LEGGI TUTTO

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    Conegliano Valdobbiadene DOCG Prosecco Superiore – vendite e esportazioni 2020

    Puntuale come sempre a fine anno arriva il bellissimo rapporto sul Conegliano Valdobbiadene, promosso dal consorzio di tutela. Da quest’anno e vista l’eccezionalità del periodo il rapporto si allarga con un “trading update” sul 2021 per quanto riguarda la GDO per poi focalizzarsi come sempre sul 2020. Bene, diciamo che il 2020 è stato un anno soddisfacente per la denominazione visto che a fronte di una produzione rimasta stabile poco sopra 92 milioni di bottiglie le vendite sono state molto vicine al potenziale da questa derivato. Il secondo motivo di soddisfazione è che il “colpo” subito nel principale mercato estero del 2019, il Regno Unito (-26% a valore e -36% a volume) è stato riassorbito dagli altri mercati, alcuni tradizionali e dal mercato domestico. Ne risulta quindi un quadro di vendite stabili a sfiorare i 500 milioni di euro, con un peso dell’Italia del 55% e all’interno di questa del 47% della GDO. Ci sono anche segnali importanti sull’ecommerce che si è moltiplicato per cinque più che compensando il calo della vendita diretta in cantina, con la GDO che ha fondamentalmente compensato il calo del canale ristorazione. All’estero, come vedrete dalle tabelle il Prosecco Superiore comincia forse a imporsi anche in nuovi mercati. Le vendite in Giappone, grande mercato per i vini spumanti, sono finalmente in crescita (3.3 milioni per 0.5 milioni di bottiglie), anche la Cina con 0.2 milioni di bottiglie comincia a dare qualche segnale. Tra le notizie negative, oltre al Regno Unito vanno menzionati gli USA, dove il prodotto ha perso il 40% dei volumi e delle vendite, senza chiare spiegazioni nel rapporto, salvo l’esigenza di privilegiare mercati che pagano il prodotto a un prezzo più elevato. Vi lascio alle tabelle. Se siete arrivati fin qui……ho un piccolo favore da chiedervi. Sempre più persone leggono “I Numeri del Vino”, che pubblica da oltre dieci anni tre analisi ogni settimana sul mondo del vino senza limitazioni o abbonamenti. La pubblicità e le sponsorizzazioni servono per aiutare una missione laica in Perù. Per fare in modo che questo lavoro continui e resti integralmente accessibile, ti chiedo un piccolo aiuto, semplicemente prestando da dovuta attenzione con una visita alle inserzioni e alle sponsorizzazioni presenti nella testata e nella sezione laterale del blog. Grazie. Marco LEGGI TUTTO

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    Constellation Brands – risultati primi 9 mesi 2021

    Una Constellation Brands sempre meno legata al vino ha riporto qualche giorno fa I risultati del suo terzo trimestre, il più importante dell’anno per l’elevata stagionalità (Settembre-Ottobre-Novembre). Ancora una volta le previsioni sulla chiusura a febbraio 2022 sono state riviste al rialzo del +3% (vedere grafico all’interno, ora a 10.5-10.65 contro 10.44 del 2020) il che fa una differenza piccola in numeri ma importante nel significato, dato che riporta il 2021 (leggi: anno a Febbraio 2022) su un livello almeno uguale a quello dell’anno precedente.Il gigante è sempre meno legato al mondo del vino: in questi dati trimestrali siamo a circa il 22% delle vendite e al 15% (stimato) dell’utile operativo del gruppo. Ugualmente le previsioni dicono +10-11% per la birra, dove si continua a investire in nuova capacità in Messico, e +4-6% per il vino dopo aver considerato la dismissione in favore di Gallo di una serie di marchi. Ma i dati ci dicono qualcosa di più: se è vero che le vendite in termini organici sono cresciute nel trimestre del 3% e i volumi sono passati (organici) da 7.9 a 8.1 milioni di casse nel terzo trimestre, le vendite al dettaglio dei marchi di Constellation continuano a calare. Il dato del terzo trimestre riportato da terze parti dice -6.8% e la media con gli altri due trimestre è -5.5%. Per trovare un dato di vendita positivo bisogna addirittura risalire a metà 2018.La seconda considerazione “negativa” che mi viene di fare è che questa tanto sbandierata vendita a Gallo di marchi meno appetibili e che avevano minori margini non sembra aver sortito gli effetti desiderati. Prima dell’operazione il “wine & spirits” dell’azienda guadagnava il 27% del fatturato a livello operativo, adesso siamo intorno al 22%. Sarà probabilmente anche dovuto al calo della “scala” delle operazioni (attualmente si viaggia su 32 milioni di casse dai 50 precedenti, probabilmente si atterrerà a 30 milioni di casse circa), ma certamente sono dati poco appetibili.Nella tabella trovate poi i dati generali del gruppo. Debito stabile intorno a 10 miliardi di dollari, grande sforzo su dividendi e riacquisto azioni (circa 2 miliardi nei primi 9 mesi), capitalizzazione volata ai massimi di sempre intorno a 46 miliardi di dollari (8 gennaio, data in cui scrivo).Vi lascio ai grafici e alle tabelle Se siete arrivati fin qui……ho un piccolo favore da chiedervi. Sempre più persone leggono “I Numeri del Vino”, che pubblica da oltre dieci anni tre analisi ogni settimana sul mondo del vino senza limitazioni o abbonamenti. La pubblicità e le sponsorizzazioni servono per aiutare una missione laica in Perù. Per fare in modo che questo lavoro continui e resti integralmente accessibile, ti chiedo un piccolo aiuto, semplicemente prestando da dovuta attenzione con una visita alle inserzioni e alle sponsorizzazioni presenti nella testata e nella sezione laterale del blog. Grazie. Marco LEGGI TUTTO

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    Gruppo Italiano Vini (GIV) – risultati 2020

    Nonostante una struttura di costi e di margini già piuttosto debole prima del Covid, GIV è riuscita nel 2020 a contenere i danni della pandemia. Le vendite sono calate del 4% a 393 milioni di euro (-2.5% in Italia e -4.5% all’estero), confermando la “leadeship” dell’azienda in termini di fatturato nel panorama delle cantine private italiane, mentre i margini si sono mantenuti poco sopra il pareggio, con un utile operativo di 2 milioni di euro (margine: 0.5%) e un utile netto poco sopra il pareggio (1.4 milioni di euro) grazie alle positive riprese fiscali che abbiamo visto contabilizzare anche da altre aziende italiane. L’azienda ha pesantemente tagliato gli investimenti (da 8 a 4 milioni in immobilizzazioni materiali e da 21 a 3.5 in immobilizzazioni immateriali) e ovviamente non ha pagato dividendi (rispetto ai 3 milioni pagati alla casa madre nel 2019). Con queste azioni e con un capitale circolante rimasto sostanzialmente stabile, la posizione finanziaria netta consolidata è peggiorata solo di poco, da 131 a 135 milioni di euro.Se analizziamo il quinquennio 2014-2019, GIV ha aumentato il debito di 20 milioni di euro e ha distribuito dividendi per 21 milioni di euro, a significare che strutturalmente in quegli anni la cassa generata dalla gestione è stata completamente assorbita dagli investimenti. Tra il 2014 e il 2019 le vendite sono cresciute del 17% da 349 a 409 milioni di euro. Le previsioni sul 2021 sono molto vaghe, ma viene inseria una frase poco incoraggiante: “il budget predisposto per il 2021 prevede un consolidamento delle vendite”, con questo probabilmente intendendo che non si prevedono incrementi di fatturato.Nel resto del post trovate grafici e tabelle, mentre nella sezione Solonumeri avete accesso a una serie molto più lunga di tutti i dati finanziari. Se siete arrivati fin qui……ho un piccolo favore da chiedervi. Sempre più persone leggono “I Numeri del Vino”, che pubblica da oltre dieci anni tre analisi ogni settimana sul mondo del vino senza limitazioni o abbonamenti. La pubblicità e le sponsorizzazioni servono per aiutare una missione laica in Perù. Per fare in modo che questo lavoro continui e resti integralmente accessibile, ti chiedo un piccolo aiuto, semplicemente prestando da dovuta attenzione con una visita alle inserzioni e alle sponsorizzazioni presenti nella testata e nella sezione laterale del blog. Grazie. Marco LEGGI TUTTO

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    I principali ecommerce italiani di vino – dati 2020

    L’argomento è caldissimo. Negli ultimi due anni ci sono state diverse operazioni nel settore italiano dell’ecommerce di vino. Tannico è stata acquistata da Campari e ha fatto un importante accordo in Francia con LVMH dopo aver acquisito un operatore locale. Callmewine è finita nel cesto molto diversificato della holding Italmobiliare (che sta reinvestendo i soldi derivanti dalla vendita di Italcementi). La maggioranza di Xtrawine è finita nelle mani del fondo di private equity Made in Italy, con un parziale disimpegno dei quattro soci fondatori. Dopo una lunga trattativa, Vino75 ha acquistato il dominio Vino.com in cui ci si è trasferita e…potete vedere che balzo di fatturato a messo a segno! Tutto questo movimento è un po’ il frutto del Covid, che ha accelerato la migrazione del commercio di vino online, anche se alcune operazioni, come l’acquisizione di Svinando da parte di Italian Wine Brands è avvenuta prima della crisi. Ad ogni modo, sono stato pungolato dall’amico francese Martin con cui ogni tanto discuto (qui un articolo di Franco Ziliani che parla del suo ultimo libro) e ho deciso di rinfrescare l’analisi relativa alle vendite di vino via internet, monitorando e confrontanto proprio questi quattro-cinque operatori che si stanno definendo come i leader italiani del settore, anche e soprattutto per l’ambizione di mettere i confini fuori dall’Italia.Secondo le analisi di Nomisma (qui un articolo che le riprende, purtroppo non sono pubbliche), nel 2020 il 27% dei bevitori di vino ha fatto almeno un acquisto online, contro il 34% degli inglesi e il 43% degli americani. Il mercato online del vino secondo gli analisti dell’osservatorio è raddoppiato rispetto al 2019 raggiungendo poco più di 200 milioni di euro. Calcolato contro le vendite nella GDO di vino, la penetrazione è del 7% (ma andrebbe dimezzata se consideriamo che solo la META’ delle vendite di vino italiane passa per la GDO).Passando all’analisi dei principali operatori italiani, mi sono focalizzato su quelli che immagino essere i più importanti, con qualche difficoltà di raccolta dei dati e di analisi. Per esempio i dati di Xtrawine sono veramente pochi e si riferiscono all’attività italiana, salvo sapere che le vendite erano poco più di 10 milioni dagli articoli che parlavano della vendita. Ad ogni modo, nel 2020 il leader in termini di vendite è stato Tannico con 37 milioni, anche se Vino.com ha fatto un salto importante a 30 milioni.I ricarichi dei player internet si sono stabilizzati intorno a 1.35-1.4 per un margine sul fatturato intorno al 25-30%, mentre per la maggior parte di loro i costi operativo sono ancora superiori al gross margin e quindi si lavora in perdita. Ciò è vero per i due leader: Tannico ha perso il 4% del fatturato, Vino.com il 10%. Gli unici player che hanno una “storia” di bilanci in utile o perlomeno in pareggio sono Xtrawine e Callmewine, che però come vedete hanno avuto uno sviluppo del fatturato meno esplosivo.E questo mi porta al punto finale, che sono i soldi investiti in questi siti dagli azionisti per tenerli in piedi e svilupparli negli anni. Dal 2016 a questa parte Tannico ha ricevuto 16 milioni di euro, cumulando perdite operative di circa 8 milioni di euro, mentre Vino.com ha ricevuto dagli azionisti circa 11 milioni di euro a coprire perdite di circa 6 milioni. Callmewine ha ricevuto 4 milioni nel 2020 ma niente dal 2016 al 2019, mentre Xtrawine sembrerebbe essersi completamente autofinanziata (anzi nel 2020 ha anche pagato il dividendo all’azionista unico).Bene, vi lascio alle tabelle, in attesa dei vostri commenti. Se siete arrivati fin qui……ho un piccolo favore da chiedervi. Sempre più persone leggono “I Numeri del Vino”, che pubblica da oltre dieci anni tre analisi ogni settimana sul mondo del vino senza limitazioni o abbonamenti. La pubblicità e le sponsorizzazioni servono per aiutare una missione laica in Perù. Per fare in modo che questo lavoro continui e resti integralmente accessibile, ti chiedo un piccolo aiuto, semplicemente prestando da dovuta attenzione con una visita alle inserzioni e alle sponsorizzazioni presenti nella testata e nella sezione laterale del blog. Grazie. Marco LEGGI TUTTO

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    Delegat Group – risultati 2021

    In questo post prenatalizio commentiamo i dati di Delegat Group, azienda vinicola neozelandese quotata in borsa a Auckland, con una valutazione di borsa di circa 850-900 milioni di euro e che ha mostrato negli anni un percorso di crescita eccezionale. I dati che presentiamo oggi sono giugno-20 / giugno 2021, quindi un periodo particolarmente martoriato dal Covid. Eppure le vendite di Delegat sono rimaste praticamente invariate a 303 milioni di dollari (1 dollaro neozelandese = 0.60 euro), con un incremento del valore medio per cassa del 3% che compensa i calo del 3% dei volumi. L’azienda ha mantenuto invariati i suoi obiettivi di raggiungere 4 milioni di casse dalle 3.2 attuali entro il 2024 e per questo ha rilanciato sugli investimenti con un impegno di 60 milioni di dollari che ha fatto leggermente crescere il debito nel 2021 (da 240 a 250 milioni, come potete vedere nelle tabelle e grafici allegati). Le buone notizie del bilancio 2021 non finiscono qui: i margini sono ulteriormente migliorati toccando il 39% a livello di EBITDA e il 33% a livello di EBIT, cresciuti in valore assoluto del 5% circa, al loro massimo storico.Nel resto del post trovate anche un interessante confronto con Antinori, Zonin e Santa Margherita a livello di fatturato nel corso degli anni. Buona consultazione. Se siete arrivati fin qui……ho un piccolo favore da chiedervi. Sempre più persone leggono “I Numeri del Vino”, che pubblica da oltre dieci anni tre analisi ogni settimana sul mondo del vino senza limitazioni o abbonamenti. La pubblicità e le sponsorizzazioni servono per aiutare una missione laica in Perù. Per fare in modo che questo lavoro continui e resti integralmente accessibile, ti chiedo un piccolo aiuto, semplicemente prestando da dovuta attenzione con una visita alle inserzioni e alle sponsorizzazioni presenti nella testata e nella sezione laterale del blog. Grazie. Marco LEGGI TUTTO