Gli spumanti italiani chiudono marzo 2026 con un rimbalzo a 189 milioni di euro (+10%) e 453 mila ettolitri (+12%). Il miglioramento, forse parzialmente legato alla tempistica della Pasqua, non basta a raddrizzare un primo trimestre rimasto in territorio negativo a 476 milioni di euro (-4%) e 1.13 milioni di ettolitri (-2%).
Tutti i dettagli con le tabelle complilate sui dati ISTAT e ulteriori grafici nel resto del post.
Sul fronte delle categorie nel loro complesso, il Prosecco (365 milioni nel trimestre, -5.8%) resta il freno principale, con volumi -2% e prezzo mix -3.9%; l’Asti è la sorpresa positiva (+19.9% nel trimestre a 30 milioni, interamente da prezzo mix +19.9%), trainato proprio dall’export verso Russia e mercati dell’Est; bene gli altri spumanti DOP (+4% nel trimestre).
Gli Stati Uniti restano il primo mercato con 124 milioni nel trimestre, ma confermano la debolezza post-dazi: +8% a marzo (52.5 milioni) ma -14% nel trimestre e -13% sui 12 mesi (513 milioni). Il Prosecco vale la quota nettamente prevalente – 452 milioni sui 12 mesi, in calo del 13% – e ne determina la traiettoria; l’Asti è marginale e stabile (16.5 milioni sui 12 mesi, -5%), mentre sono in forte crescita gli altri spumanti DOP, +3% nel trimestre, anch’essi ancora marginali.
Il Regno Unito, secondo mercato con 67 milioni nel trimestre (-13%), conferma un’erosione lenta: -2% a marzo, -7% sui 12 mesi sul totale spumanti (396 milioni). Anche qui domina il Prosecco (363 milioni sui 12 mesi, -6%), mentre l’Asti resta una presenza minore (16.2 milioni, +4%).
La Francia è in controtendenza positiva tra i mercati maturi: +11% sia nel mese sia nel trimestre (34 milioni), +15% sui 12 mesi (155 milioni). La crescita è guidata dal Prosecco (139 milioni sui 12 mesi, +15%), mentre l’Asti è quasi assente (1.8 milioni, -19%). Terzo sbocco complessivo e uno dei pochi in crescita strutturale.
La Russia è il mercato più dinamico in assoluto: +78% a marzo (9.5 milioni), +73% nel trimestre (28 milioni), +39% sui 12 mesi (140 milioni). La spinta è sia relativa all’Asti, di cui la Russia è ormai il primo mercato mondiale (31.6 milioni sui 12 mesi, +113%); molto forte anche il Prosecco (83 milioni sui 12 mesi, +40%).
La Germania rimbalza a marzo (+40%, 12.6 milioni) e porta il trimestre a +8% (32 milioni), pur restando a -5% sui 12 mesi. Il Prosecco è in lieve calo (90 milioni sui 12 mesi, -2%), mentre l’Asti contribuisce con 11.3 milioni (-7%): recupero di breve che non cancella la debolezza del 2025.
Tra i mercati minori, la Svizzera cede sui 12 mesi (Prosecco 56 milioni, -6%), il Belgio arretra del 17% nel trimestre (Prosecco 69 milioni sui 12 mesi, -15%), la Svezia perde il 27% nel trimestre e la Lettonia crolla del 40% (12 mesi -34%), probabilmente da “compensare” con la crescita della Russia. Il Canada resta negativo sui 12 mesi (-8%) nonostante il +16% di trimestre, così come l’Austria (-4% sul Prosecco a 12 mesi).
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