I dati sulle esportazioni di vino statunitense per il 2025 mostrano tutti i danni che gli USA si sono autoinflitti con i dazi, con un calo delle esportazioni che, nel caso del vicino Canada, e della Cina assume proporzioni drammatiche.
Nel 2025 le esportazioni totali di vino negli USA si sono attestare a 850 milioni di USD, in calo del 32% rispetto al 2024. Si tratta del livello più basso dell’intera serie storica disponibile, al di sotto persino del 2020, anno segnato dalla pandemia. La scomposizione per tipologia di prodotto evidenzia come il crollo sia stato trasversale e ancora più pesante per il segmento di maggiore qualità, ossia il vino imbottigliato, sceso a 618 milioni (-38%).
Tradotto in Euro, stiamo parlando di circa 750 milioni, -35%, incamerando anche la svalutazione della valuta.
L’analisi per mercato di destinazione rivela dinamiche molto differenziate, con due grandi mercati che spiegano la quasi totalità del calo.
Il Canada (-75% rispetto al 2024; -25% annuo dal 2020): il mercato canadese, storicamente il principale sbocco per il vino americano, crolla a soli 104 milioni, dai 422 del 2024. Si tratta con ogni evidenza dell’effetto diretto delle contromisure tariffarie adottate dal Canada in risposta ai dazi USA: un mercato che fino al 2022 valeva oltre 500 milioni, si è quasi azzerato nel giro di un anno. La quota del Canada sul totale imbottigliato passa dal livello dominante degli anni precedenti (40%) a una posizione marginale (15%).
La Cina (-72% rispetto al 2024): anche il mercato cinese (Cina continentale) subisce un tracollo a 27 milioni, probabilmente riconducibile anch’esso a ritorsioni tariffarie. Il calo è parzialmente limitato da Hong Kong, che registra -12% a 37 milioni.
Non tutti i mercati mostrano segnali negativi. Alcuni sbocchi si dimostrano sorprendentemente resilienti: il Giappone, per esempio, con 92 milioni, sale del +10% rispetto al 2024 (imbottigliato, +9%) e diventa il terzo mercato in assoluto. Anche la Corea del Sud, con 50 milioni, cresce leggermente (+2%) e lo stesso vale per il Messico (+1%).
Il Regno Unito diventa nel 2025 il principale mercato di destinazione, con 155 milioni e una quota del 18% del totale esportato. Tuttavia, anche questo mercato registra un calo dell’8% rispetto al 2024.
Non metto i dati sui volumi in quanto, a mio avviso, sono errati nel database UN Comtrade. Mi verrebbe voglia di “dimezzarli” (in questo modo sarebbero più verosimili), ma non è il caso di inventarsi soluzioni fantasiose.
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