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Callmewine – risultati 2025


Il 2025 di Callmewine è stato un anno ricco di eventi, in un contesto di andamento economico-finanziario ancora ampiamente negativo. In primo luogo, è stata effettuata un’operazione di fusione inversa della controllante dentro Callmewine, con cui si è generato un avanzo di fusione di 7.6 milioni di euro, inserito nel patrimonio netto. L’operazione dal punto di vista finanziario è neutra (il debito è cresciuto da 1.2 a 2.4 milioni di euro) ma ha “iniettato” patrimonio netto. In secondo luogo, l’azienda ha chiuso la controllata inglese, tagliando il personale per concentrare tutte le spedizioni in Italia da una sede unica. Italmobiliare (che controlla il 100%) ha fornito 1 milione di euro a titolo di prestito soci (che diventano due milioni quindi, dopo quello dell’anno scorso) e si è impegnata in un aumento di capitale da 1 milione di euro nel 2026.

Venendo ai numeri, il fatturato cala del 10% circa, il margine lordo migliora al 29% e compensa le minori vendite, ma la perdita netta sale a 3 milioni, la più alta di sempre, anche a causa di alcune svalutazioni, e nonostante una gestione dei costi molto attenta.

Passiamo a un’analisi più dettagliata dei numeri.

  • La contrazione del fatturato (-9% a 10 milioni di euro) è diffusa in quasi tutte le aree geografiche. L’Italia, che resta il mercato di riferimento con 9.3 milioni di euro (89% del totale, contro l’87% del 2024), cede il 7.4%. Più marcate le flessioni sull’estero: la Germania scende del 19% a 760 mila euro, la Francia del 28% a 272 mila euro e il Regno Unito dell’86%, da 105 a 15 mila euro, a seguito della decisione di sciogliere la controllata Callmewine UK Limited assunta a novembre 2025. Crescono invece, da basi modeste, gli Stati Uniti (+50%, a 42 mila euro) e la Svizzera (+23%).
  • Il margine lordo resta sostanzialmente stabile in valore assoluto a 3.1 milioni di euro (-0.6%), ma migliora in percentuale sulle vendite, passando dal 26.9% al 29.5%. Il dato riflette il minor acquisto di merce e un’incidenza più favorevole del costo del venduto.
  • Il risultato operativo resta tuttavia negativo e in peggioramento: -3.6 milioni di euro contro i -2.7 milioni del 2024, con un’incidenza sulle vendite che scende dal -23.5% al -34.2%. Sul 2025 pesano alcune componenti non ricorrenti legate alla fusione inversa con FT3 S.r.l. di luglio, tra cui la svalutazione del software in disuso (344 mila euro), l’impairment del marchio (140 mila euro) e dell’avviamento (276 mila euro). Va segnalato il taglio degli investimenti in pubblicità e marketing, scesi del 26% a 1.1 milioni di euro, mentre il costo del personale si riduce del 2.2% a 1.5 milioni, in linea con la diminuzione dell’organico (da 26 a 19 dipendenti a fine periodo).
  • Il patrimonio netto sale da 0.4 a 5.0 milioni di euro. L’incremento è riconducibile all’avanzo di fusione di 7.6 milioni generato dall’incorporazione di FT3, utilizzato a copertura integrale delle perdite. Il capitale investito netto passa da 1.7 a 7.5 milioni, principalmente per effetto dell’iscrizione dell’avviamento (6.5 milioni a fine anno) e delle attività immateriali derivanti dalla fusione.
  • La posizione finanziaria netta peggiora da -1.2 a -2.4 milioni di euro. Tra le passività finanziarie figurano due finanziamenti soci fruttiferi erogati da Italmobiliare per complessivi 2.0 milioni, mentre l’indebitamento bancario si riduce. Le disponibilità liquide scendono da 1.4 a 0.8 milioni di euro. L’aumento del debito è legato alle perdite gestionali, che stimiamo abbiano generato un assorbimento di cassa di circa 2 milioni di euro, parzialmente compensato dalla riduzione del capitale circolante, che ha portato un beneficio di 0.6 milioni di euro.
  • Per il 2026 la società ha annunciato un nuovo modello operativo basato sulla spedizione diretta dall’Italia verso sette nuovi mercati europei (Austria, Belgio, Danimarca, Olanda, Portogallo, Spagna e Svizzera), evitando i costi delle strutture estere. L’obiettivo dichiarato è recuperare diversificazione geografica contenendo al tempo stesso i costi di struttura.
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