Dove sta andando il mercato, come cambiano i consumi, cosa cercano davvero ristoratori, enotecari, appassionati? A rispondere con maggiore lucidità sono forse proprio coloro che sanno unire la sapienza tecnica della vigna a una visione strategica del mercato: i produttori che diventano selezionatori. È da questa consapevolezza che prende forma Espressione, il progetto di distribuzione di Ca’ di Rajo Group, nato dalla volontà della famiglia Cecchetto di non restare spettatrice del cambiamento, ma di diventarne interprete attiva.
Fabio Cecchetto lo racconta con chiarezza: crescere significa mettersi continuamente in discussione. E soprattutto anticipare. Il mondo del vino oggi è attraversato da un cambiamento profondo, dove il prodotto da solo non basta più e il servizio diventa centrale. Il cliente, sempre più curioso, mobile, poco incline alle etichette rigide, cerca interlocutori capaci di proporre soluzioni, non solo bottiglie.
Entrare nella distribuzione, allora, non è una fuga in avanti ma un cambio di prospettiva. Significa osservare il mercato da un punto privilegiato, intercettare segnali deboli, leggere le tendenze prima che diventino evidenti. In un settore competitivo per definizione, la vera differenza sta nella capacità di trasformare questa complessità in visione.
Il nome stesso, Espressione, nasce in modo istintivo. Racchiude un’idea semplice ma tutt’altro che scontata: il vino vale per ciò che racconta. Ogni bottiglia è il risultato di scelte, sensibilità, interpretazioni. Anche vigneti confinanti possono generare vini lontanissimi tra loro. È lì che si gioca la partita più interessante: nella differenza, non nell’omologazione.
Non si cercano etichette “facili”, ma aziende che abbiano qualcosa da dire. Realtà familiari, radicate nei territori, con una visione precisa e una storia riconoscibile. Il prodotto è solo una parte del racconto.
Aurelio Caca, responsabile della distribuzione Italia, descrive un processo di selezione che assomiglia più a un’indagine che a una semplice scelta commerciale. Si parte dai territori, si passa attraverso fiere, contatti, assaggi alla cieca. Anche sessanta vini alla volta, per ridurre il rumore e lasciare emergere ciò che conta davvero. Ma il punto decisivo arriva dopo: l’incontro diretto con i produttori.
Perché è lì, tra filari e cantine, che si misura la coerenza. Prima ancora della qualità tecnica, che resta una soglia imprescindibile, conta la visione. Non necessariamente orientata alla crescita numerica, ma alla consapevolezza del proprio ruolo: sapere dove si è, cosa si rappresenta, come si vuole stare sul mercato.
In questo senso, Espressione si muove in equilibrio tra due esigenze solo apparentemente opposte. Da una parte ascolta il mercato, costruendo un’offerta fatta di vini freschi, versatili, immediati, pensati per la convivialità e il piacere della bevuta. Dall’altra mantiene uno sguardo personale, inserendo territori meno battuti, produttori emergenti, denominazioni che meritano attenzione.
Essere produttori, in questo percorso, fa la differenza. Significa conoscere dall’interno le difficoltà di una vendemmia, le scelte agronomiche, le tensioni tra qualità e sostenibilità economica. Significa parlare la stessa lingua dei vignaioli, costruendo relazioni più solide, meno formali. La distribuzione diventa così un’estensione naturale di un modo di intendere il vino, non un comparto separato.
Anche gli obiettivi raccontano un progetto concreto: ampliare la presenza sul territorio nazionale, rafforzare la rete, passare dalle attuali trenta aziende a una cinquantina nei prossimi anni, completando un mosaico che oggi è ancora in costruzione. Con un’attenzione crescente anche ai mercati esteri, non tanto per esportare un marchio, quanto per accompagnare i produttori in un percorso condiviso.
Il portfolio di Ca’ di Rajo Group si distingue per un respiro internazionale che affianca alcune tra le più solide identità del vino italiano a prestigiose firme europee e del Nuovo Mondo. Dall’Italia arrivano realtà radicate nei territori più vocati, dai Colli Orientali e dal Collio al Trevigiano, dalle Langhe a Barolo e Barbaresco, fino alle espressioni mediterranee di Vittoria e dell’Etna, con cantine come Aganis, Villa Vasi, Ca’ di Rajo, Cascina Sòt, Fontanabianca, Mario Rivetti, Massimo Ratalino, Santa Tresa, Iuppa, Dianetti, Salariis, Terre di Rai e La Dama, i Resistenti Nicola Biasi in Trentino.
Accanto a queste, una selezione europea di grande personalità: la Borgogna di Lucien Aimé & Fils, Albert Sounit, Domaine Jacob e Domaine de la Mandelière; la Loira di Maison Laudacius; l’Alsazia di Hubert Reyser; l’Austria di Müller; la Germania di Weingut Noll e Weingut Rieger. Il capitolo Champagne è particolarmente autorevole, con nomi come Paul Déthune, Tribaut-Schloesser, Damien Hugot e Louis Bouvier. A completare il quadro, la freschezza neozelandese di Lawson’s Dry Hills.
Un insieme eterogeneo ma coerente, che unisce territori iconici e produzioni emergenti, offrendo una panoramica ampia e contemporanea del vino italiano e internazionale.
Il successo, in fondo, si misura con un indicatore semplice: il riordino. Se una bottiglia torna in carta, se viene richiesta di nuovo, significa che ha trovato il suo spazio. Che ha funzionato, senza bisogno di forzature.
Espressione si muove proprio su questo terreno: dare continuità alle storie, prima ancora che ai numeri. In un momento in cui il vino rischia spesso di appiattirsi su logiche di mercato sempre più veloci, il tentativo è quello di restituire profondità al gesto della scelta. Per chi lo vende, ma soprattutto per chi lo beve.
Expression: distribution according to Ca’ di Rajo Group
Where is the market heading, how are consumption habits changing, and what are restaurateurs, wine merchants, and enthusiasts really looking for? Those best equipped to answer are perhaps the ones who can combine vineyard expertise with a strategic vision of the market: producers who become selectors. It is from this awareness that Espressione takes shape, the distribution project by Ca’ di Rajo Group, born from the Cecchetto family’s desire not to remain mere spectators of change, but to become active interpreters of it.
Fabio Cecchetto explains it clearly: growth means constantly challenging oneself. And, above all, anticipating. Today’s wine world is undergoing a profound transformation, where the product alone is no longer enough and service has become central. Customers—more curious, dynamic, and less tied to rigid categories—are looking for partners capable of offering solutions, not just bottles.
Entering the distribution sector, then, is not a leap forward for its own sake, but a shift in perspective. It means observing the market from a privileged position, identifying early signals, and reading trends before they become evident. In a highly competitive field, the real difference lies in the ability to turn complexity into vision.
The name itself, Espressione, emerged naturally. It encapsulates a simple yet far from obvious idea: wine matters for what it tells. Every bottle is the result of choices, sensibilities, interpretations. Even neighbouring vineyards can produce radically different wines. That is where the most interesting game is played—in difference, not in uniformity.
The project does not seek “easy” labels, but producers with something meaningful to say. Family-run estates, deeply rooted in their territories, with a clear vision and a recognisable story. The product is only one part of a broader narrative.
Aurelio Caca, Head of Distribution Italy, describes a selection process that resembles an investigation more than a commercial choice. It begins with territories, moves through trade fairs, networks, and blind tastings—sometimes up to sixty wines at a time—to reduce noise and let what truly matters emerge. But the decisive moment comes later: meeting the producers in person.
Because it is there, among vineyards and cellars, that consistency is measured. Even before technical quality—which remains a fundamental threshold—what truly matters is vision. Not necessarily linked to growth in numbers, but to awareness: knowing where you stand, what you represent, and how you want to position yourself in the market.
In this sense, Espressione balances two seemingly opposing needs. On one hand, it listens to the market, building an offering of fresh, versatile, approachable wines designed for conviviality and drinking pleasure. On the other, it maintains a distinctive perspective, introducing lesser-known territories, emerging producers, and appellations worthy of attention.
Being producers makes a difference in this journey. It means understanding from within the challenges of a harvest, agronomic decisions, and the tensions between quality and economic sustainability. It means speaking the same language as winemakers, building stronger, more authentic relationships. Distribution thus becomes a natural extension of a way of thinking about wine, rather than a separate business unit.
The project’s goals are equally concrete: expanding its presence across the national territory, strengthening the network, and growing from around thirty partner wineries to fifty within the next few years, completing a mosaic that is still taking shape. With increasing attention also given to international markets—not so much to export a brand, but to support producers in a shared path.
The Ca’ di Rajo Group portfolio stands out for its international scope, combining some of Italy’s most solid wine identities with prestigious European and New World producers. From Italy come estates rooted in highly suited territories—from Colli Orientali and Collio to the Treviso area, from the Langhe of Barolo and Barbaresco to the Mediterranean expressions of Vittoria and Mount Etna.
Alongside these are European producers of strong personality: Burgundy, the Loire Valley, Alsace, Austria, and Germany. The Champagne selection is particularly authoritative, complemented by the freshness of New Zealand.
A diverse yet coherent ensemble, bringing together iconic regions and emerging productions, offering a broad and contemporary overview of Italian and international wine.
Ultimately, success is measured by a simple indicator: reorders. When a bottle is ordered again, when it returns to a wine list, it means it has found its place. It has worked—without forcing.
Espressione moves precisely on this ground: giving continuity to stories before numbers. At a time when wine risks flattening under increasingly fast market dynamics, the aim is to restore depth to the act of choosing—for those who sell it, and above all, for those who drink it.
Fonte: http://www.lastanzadelvino.it/feed/
