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    Marilisa Allegrini: nuove prospettive

    Qualche anno fa, complice un indimenticabile volo in mongolfiera, ho condiviso con Marilisa Allegrini un pezzo di cielo della Valpolicella. Partiti da Villa della Torre, mentre salivamo dolcemente verso il cielo, venimmo cullati dal tepore del primo sole del mattino e una volta arrivati in quota potemmo ammirare quella parte di mondo da una prospettiva completamente nuova e unica. È l’augurio che faccio a Marilisa, Carlotta e Caterina, affinché il loro nuovo progetto, che pure ha basi solide poste in quarant’anni di lavoro, diventi la base per ampliare la prospettiva e guardare al futuro con tenacia e fiducia alla ricerca di nuovi e importanti successi.

    Villa della Torre

    Il nuovo gruppo

    Marilisa Allegrini nei giorni scorsi ha presentato a Milano il nuovo gruppo di cui è Presidente e Amministratore Delegato e che debutterà ufficialmente a Vinitaly 2024, queste le sue parole:

    “Presento con orgoglio ed emozione questa realtà che vedrà tutta la nostra famiglia impegnata giorno dopo giorno nel dare continuità e valore alla nostra storia di produttori e di imprenditori profondamente innamorati del territorio e della cultura italiana. In questo gruppo sono racchiusi un insieme di valori e di risorse: la famiglia, i territori di grande vocazione, l’amore per l’arte, l’attenzione alla sostenibilità ambientale, il privilegio dell’esperienza nel saper leggere l’evoluzione dei mercati. L’obiettivo è continuare a salvaguardare e migliorare l’arte della produzione vinicola, rispettando la tradizione e abbracciando l’innovazione, come mi ha insegnato mio papà. Farlo insieme alle mie figlie, con il loro sguardo rivolto al futuro e la loro energia, è un sogno che si avvera”.

    Poggio al Tesoro

    Sotto il nuovo brand corporate vanno a convivere i tre storici marchi di famiglia, tre aziende fortemente volute da Marilisa Allegrini che negli anni hanno incarnato l’essenza delle terre in cui sono radicate diventandone autentiche ed esclusive portavoce:

    VILLA DELLA TORRE: dimora cinquecentesca nel comune di Fumane ed uno dei più importanti monumenti del Rinascimento Italiano. Acquistata da Marilisa Allegrini nel 2008 e successivamente restaurata e implementata con hospitality di lusso nel 2015, è l’headquarter del Gruppo. L’azienda vitivinicola si estende su 25 ettari (15 in Valpolicella nel Comune di Fumane, 10 in Lugana nel Comune di Pozzolengo);

    POGGIO AL TESORO: tenuta bolgherese del Gruppo, fondata nel 2001, oggi una delle più grandi per estensione della denominazione. Si estende su 100 ettari di cui 64 vitati, divisi in quattro diversi poderi (Via Bolgherese, Chiesina di San Giuseppe, Le Sondraie, Valle di Cerbaia);

    SAN POLO: tenuta a Montalcino acquisita nel 2007. Si trova nella zona Sud-Est di Montalcino sulla collina di San Polo in località Podernovi, si estende su 22 ettari complessivi, 16 vitati, di cui 8 atti alla produzione di Brunello.

    San Polo

    Mantenendo fede ad origini e identità proprie, le tre realtà vanno ora a comporre un nuovo eco-sistema proponendo un inedito viaggio di andata e ritorno tra Veneto e Toscana alla scoperta della Valpolicella, del Lugana, di Bolgheri e di Montalcino. Un dialogo a più voci che vuole integrare il mondo del vino con quello del turismo, accendendo un faro sull’esperienza che può offrire la conoscenza del territorio e della viticoltura. Un modo per raccontare a tutto il mondo l’unicità del patrimonio culturale italiano. 

    Marilisa Allegrini

    Con un fatturato di poco più di 10 milioni di euro Marilisa Allegrini SRL, che esporta in 62 Paesi al mondo, tra cui Stati Uniti, Giappone, Svizzera, Regno Unito e Germania, conta 105 ettari vitati in produzione (64 su Bolgheri, 16 a Montalcino, 15 in Valpolicella e 10 nel Lugana) e un totale attuale di 840 mila bottiglie prodotte di cui 550 mila a Poggio Al Tesoro, 250 mila a San Polo e 40 mila a Villa Della Torre. Un dato, quest’ultimo, che subirà un notevole incremento anche sul versante ospitalità grazie all’acquisizione totale del vigneto che circonda Villa Della Torre e all’aggiunta di ulteriori vigneti che entreranno in produzione già quest’anno. Villa Della Torre arriverà a produrre 200 mila bottiglie. Mentre, in generale, guardando al prossimo quinquennio e consideriamo tutte le progettualità inerenti anche l’hospitality in Toscana è previstoun raddoppio del fatturato”.

    Il nuovo marchio

    Il Marchio e il Sito Web

    Il nuovo marchio è disegnato da NSG Design: si distingue per lo stile classico, elegante ma innovativo e fresco. Sarà presente sulle etichette dei vini Villa Della Torre a partire da Amarone 2020, Valpolicella 2021 e Lugana 2022. La firma di Marilisa Allegrini, già presente sulle bottiglie di Poggio Al Tesoro, caratterizzerà anche quelle di San Polo.

    Al lancio del nuovo marchio corporate si affianca anche la nascita del nuovo sito del Gruppo (www.marilisa-allegrini.com), sviluppato da The Branding Crew. L’utente potrà conoscere tutte e tre le realtà aziendali tramite il collegamento diretto a ciascun rispettivo sito. Quello di Villa Della Torre è stato per l’occasione anche rinnovato e implementato (https://www.villadellatorre.it/). Si sottolinea inoltre la presenza di uno wineshop online condiviso https://shop.villadellatorre.it/.

    I vini di Villa della Torre

    La Squadra

    Ad affiancare Marilisa Allegrini sono, in qualità di vicepresidenti, le sue due figlie Carlotta e Caterina rispettivamente brand ambassador e direttrice marketing e comunicazione, e il loro padre Giancarlo Mastella anche lui vicepresidente e già direttore di Villa Della Torre.

    La squadra operativa, che verrà ulteriormente allargata confermando la grande attenzione che da sempre il Cav. Lav. Allegrini rivolge alla competenza e alla managerialità, si compone di Vittorina Caceffo e Marrico Toni per il coordinamento generale, di Saverio De Luca come direttore commerciale estero e Michele Susini direttore commerciale Italia. A loro si affianca Robin Shay, Export Manager per il mercato americano.

    I vini di Poggio al Tesoro

    Non solo. A testimoniare l’attenzione rivolta alla qualità della produzione e all’identità delle singole cantine è la rinnovata scelta di avere in squadra ben tre enologi, e non una sola figura: Tobia Cenzato per Villa Della Torre, Riccardo Fratton per San Polo e Christian Coco per Poggio Al Tesoro. Supportati per le aziende toscane dall’esperienza di Luca D’Attoma, che garantisce un controllo costante oltre che una dedizione totale alle terre di riferimento.

    La distribuzione italiana dei vini di Villa Della Torre resta in carico a Pellegrini Distribuzione mentre quella dei vini toscani verrà gestita internamente.

    I vini di San Polo

    Per l’estero, dove il Gruppo vuole ampliare la propria presenza espandendosi in tutti i mercati più attrattivi, è stata siglata un’alleanza con Edoardo Freddi International, prima realtà di export management del settore vinicolo. Obiettivo comune diffondere il meglio dell’enologia italiana su scala internazionale attivando progetti ancora più importanti con Villa Della Torre e con le due realtà toscane. LEGGI TUTTO

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    Cristian Ridolfi è il nuovo presidente del Consorzio del Soave

    È Cristian Ridolfi, direttore di Cantina Santi – Gruppo Italiano Vini, il nuovo presidente del Consorzio di Tutela Vini del Soave. Ridolfi, eletto all’unanimità dal consiglio di amministrazione riunitosi a Soave ieri, giovedì 28 marzo, succede a Sandro Gini, storico interprete del Soave, che ha presieduto l’organo consortile per due mandati consecutivi a partire dal 2018.

    Cristian Ridolfi, classe 1971, veronese di nascita, diplomatosi in viticoltura ed enologia all’Istituto Agrario di Conegliano, matura capacità ed esperienza in molti anni di appassionata attività in alcune tra le più prestigiose cantine scaligere.

    In particolare negli anni ha potuto approfondire le peculiarità dei terroir che caratterizzano l’intero areale veronese, tra i più vocati in Italia per la produzione vitivinicola d’eccellenza, ha sviluppato una grande competenza in tema di denominazioni, ha maturato una profonda conoscenza della storia dei singoli terroir, dei versanti che li contraddistinguono e dei vitigni che da sempre lì sono coltivati.

    «Quella del Soave è una denominazione che da sempre porto nel cuore – evidenzia Cristian Ridolfi, neo eletto presidente – e sono onorato di poter rappresentare questo eccellente vino bianco, simbolo dell’Italia nel mondo. La denominazione del Soave ha moltissime cose da raccontare a cominciare dalla bellezza del suo paesaggio per proseguire con la qualità indiscussa delle sue produzioni. Gli uomini e le donne che ogni giorno coltivano con passione queste terre sono i primi testimoni e artefici di questa meraviglia tutta italiana che da oggi avrò l’onore di rappresentare».

    Il Consorzio Tutela Vini del Soave nasce nel 1970 e rappresenta al suo interno  aziende vinicole, viticoltori, imbottigliatori e cooperative.

    La denominazione – riconosciuta con Regio decreto nel 1931, tra le più antiche d’Italia –  è costituita da circa 7000 ettari vitati e insiste su 13 comuni situati nell’Est Veronese. Attualmente sono una novantina le aziende associate al Consorzio che, con una rappresentatività che sfiora il 90%, si occupa di tutela, promozione, valorizzazione della denominazione e di vigilanza. LEGGI TUTTO

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    Derthona Due.Zero: torna l’anteprima del Timorasso

     Sarà anche questa volta la storica sede del Museo Orsi di Tortona a ospitare per due giorni, Sabato 6 e domenica 7 aprile 2024 Derthona Due.Zero, l’anteprima del Timorasso, giunta alla sua quarta edizione. La manifestazione è organizzata dal Consorzio Tutela Vini Colli Tortonesi  al fine di valorizzare e diffondere la conoscenza del vino bianco ottenuto dal vitigno Timorasso.

    Il programma di Derthona Due.Zero, oltre alla presenza di un grande banco di assaggio con più di 50 produttori che presenteranno sia i vini dell’annata 2022, così come  bottiglie di annate precedenti, prevede importanti momenti di approfondimento, a partire da due masterclass che si terranno entrambi i giorni della manifestazione alle ore 16:00. Sarà invece la Sala Convegni della Fondazione Cassa di Risparmio di Tortona a ospitare il convegno dal titolo: “L’innovazione in settori tradizionali: driver di crescita, sostenibilità e sinergie territoriali”.

    Inoltre, in un’ottica di collaborazione tra i consorzi dell’area alessandrina, quest’anno il banco di assaggio vedrà la presenza anche di una rappresentanza da parte del Consorzio di Tutela dell’Ovada DOCG, del Consorzio Tutela del Gavi e del Consorzio Colline del Monferrato Casalese, al fine di promuovere le eccellenze territoriali coralmente.

    Una chicca ucraina coronerà quest’edizione, con la partecipazione di un produttore di Timorasso in terra Ucraina: sarà presente infatti la cantina Beykush, dalle sponde del Mar Nero, rappresentato dall’enologo Bisso Atanassov.

    Il Timorasso è uno dei vitigni a bacca bianca più affascinanti d’Italia, una varietà che sin dal Medioevo ha trovato dimora sui Colli Tortonesi, crocevia di quattro regioni come Lombardia, Piemonte, Liguria ed Emilia-Romagna. Un territorio caratterizzato da un paesaggio molto variegato, ricco di saliscendi impervi e scoscesi, con colline che scendono lungo sei valli – Ossona, Grue, Curone, Scrivia, Borbera, Spinti –, dotate di terreni argillosi, compatti, costituiti da marne azzurre, le stesse presenti lungo la dorsale che da Barolo arriva fino alla Toscana.

    La rinascita del Timorasso, quasi scomparso alla fine degli anni ’80 dello scorso secolo, si deve all’impegno e alla tenacia di un gruppo di giovani vignaioli locali, a partire dai primi pionieri come Walter Massa, Andrea Mutti e Paolo Poggio, che ne riscoprono l’antica tradizione e intraprendono la strada del rilancio. Se nel 2009 la superficie vitata a Timorasso all’interno della denominazione era ancora di soli 25 ettari, oggi questo prezioso vitigno ha raggiunto quasi quota 400, a dimostrazione del grande interesse che ha suscitato nel corso degli anni. Di pari passo è cresciuta anche la compagine sociale del Consorzio, composta da 108 soci uniti dal desiderio di valorizzare questo grande vino bianco.

    Il programma di Derthona Due.Zero

    Sabato 6 aprile

    Ore 10:00 – 18:00, Museo Orsi | Derthona Due.Zero

    Apertura del banco d’assaggio con la presenza dei produttori.

    Ore 16:00, Museo Orsi | Derthona Masterclass – “Precursori aromatici e la loro evoluzione nel tempo”

    Relatrice: Prof.ssa Maria Paissoni, Università di Torino

    A seguire degustazione di vini guidata dall’agrotecnico Davide Ferrarese

    Questo intervento vuole offrire una visione di insieme delle proprietà sensoriali che contraddistinguono il vino Timorasso. Saranno presentati i risultati di uno studio scientifico basato su un approccio sensoriale in cui 16 vini provenienti da produttori diversi e dalle 5 valli in cui il vino Timorasso può essere ottenuto sono stati valutati da un gruppo di assaggio addestrato.

    Domenica 7 aprile

    Ore 10:00 – 18:00, Museo Orsi | Derthona Due.Zero

    Apertura del banco d’assaggio con la presenza dei produttori.

    Ore 11:00 – 12:30, Sala Convegni della Fondazione Cassa di Risparmio di Tortona

    Convegno: L’innovazione in settori tradizionali: driver di crescita, sostenibilità e sinergie territoriali

    Programma

    Innovazione Tecnologica in Campo: gli strumenti di ultima generazione in vigneto

    Innovazione e Sostenibilità in Campo: vigneto biologico, lotta integrata e codice etico

    Innovazione e Sostenibilità sul Mercato: packaging alternativi e nuove tendenze di consumo

    Innovazione Digital: Instagram e TikTok, come valorizzare i settori tradizionali

    Nuove sinergie territoriali: tavola rotonda con Derthona Giovani, Gavi Giovani & Gran Monferrato

    Ore 16:00, Museo Orsi | Derthona Masterclass. “Analisi sensoriale e correlazioni con il tempo”

    Relatrice: Prof.ssa Monica Laureati, Università degli Studi di Milano

    A seguire degustazione di vini guidata dall’agrotecnico Davide Ferrarese

    Varietà come il Timorasso possiedono tratti fondamentali per raccontare la specifica identità territoriale di un’area e contribuiscono ad aumentarne la biodiversità. L’intervento sarà dedicato ad identificare le proprietà sensoriali del Timorasso in base all’area di provenienza, per investigarne le diversità e le correlazioni.

    Le sedi di Derthona Due.Zero

    Museo Orsi, Via Emilia, 446, Tortona (AL)

    Fondazione Cassa di Risparmio di Tortona, via Emilia, 168, Tortona (AL)

    Ingressi e tiket

    Ingresso banco d’assaggio: 20,00 euro. Soci di associazioni (AIS, FISAR, ASPI, FIS, Slow Food, Go Wine, Papillon): 15 euro.

    Convegno: accesso gratuito fino ad esaurimento posti.

    Masterclass: 25,00 euro su prenotazione al seguente link: https://www.collitortonesi.com/masterclass. LEGGI TUTTO

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     I vini più acquistati dagli italiani nella Gdo

    Con 756 milioni di litri di vino e spumante venduti nel 2023, la Grande Distribuzione si conferma il canale commerciale più diffuso. Ma quali sono i vini più acquistati dagli italiani in supermercati e discount nel corso del 2023? Su tutti Prosecco con oltre 43 milioni di litri,  anche se in calo rispetto all’anno precedente (-1,5%);  poi Chianti con più di 16 milioni di litri, – 4,9%; Lambrusco con oltre 15 milioni di litri, -9,5%; Montepulciano d’Abruzzo con più di 13 milioni di litri, +4%; Vermentino con oltre 10 milioni di litri, +2,3%. I vini, invece, con maggior tasso di vendita, sono: il rosato Cerasuolo dell’Abruzzo con +19%; il siciliano Grillo con +12,2%; il Pecorino, prodotto in Marche e Abruzzo, con +12%; il Lugana, prodotto in Lombardia e Veneto con +9,5%; la Ribolla del Friuli Venezia Giulia col +8,0% a volume ( si vedano le due classifiche allegate). Questa l’anticipazione dello studio “Circana per Vinitaly” che comprende le classifiche dei primi 15 vini più venduti e dei 15 “emergenti” e verrà interamente presentato a Vinitaly il 15 aprile nel corso della tradizionale tavola rotonda su Vino e Gdo, organizzata da Veronafiere.

    Tabella 1:  vini e spumanti in bottiglia da 75cl: classifica (litri),  delle tipologie di vino più vendute anno 2023

    Il 2023 è stato un anno ancora difficile per il mercato del vino nella Gdo, anche se l’inflazione ha pesato meno che nel 2022 e il secondo semestre ha registrato un leggero incremento delle vendite. Il dato complessivo del vino è -3,3% a volume sull’anno precedente (+2,5% a valore). Meglio i vini in bottiglia a denominazione d’origine che scendono del 2,8%, mentre anche le bollicine calano, a – 1,1%. Più in dettaglio: i rosati hanno venduto meglio dei bianchi, i bianchi meglio dei rossi, i vini fermi meglio dei vini frizzanti. Il prezzo medio del vino a denominazione d’origine in bottiglia (Doc, Docg, Igt) è di 5,4 euro al litro, con un aumento medio del 6,3% sull’anno precedente.

    “Le strategie per una ripresa dipenderanno dalla scelta di Cantine e Distribuzione se preservare i margini oppure recuperare i volumi – osserva Virgilio Romano, Business Insight Director di Circana – Nel primo caso c’è il rischio di una chiusura d’anno non brillante; nel secondo, una maggiore promozionalità potrebbe favorire un recupero dei volumi”.

    “La 20^edizione della tavola rotonda – ha sottolineato Maurizio Danese, amministratore delegato di Veronafiere – serve a fare il punto sulle dinamiche di mercato di un canale di vendita fondamentale per le imprese italiane. Il dialogo a Vinitaly tra produttori, distribuzione e buyer assume quest’anno ancora maggior importanza a fronte di una minor produzione dell’ultima vendemmia e di pressioni inflattive che confidiamo possano allentarsi il prima possibile”.

    Tabella 2:  Classifica delle tipologie di vini e spumanti per crescita  a volume nel formato da 75cl –  anno 2023

    L’analisi in profondità dei dati del 2023, e soprattutto quelli del primo trimestre 2024, saranno presentati da Circana alla tavola rotonda del 15 aprile a Vinitaly. A commentarla: Mirko Baggio, rappresentante di Federvini (Responsabile Vendite Gdo di Villa Sandi); Francesca Benini, rappresentante di Uiv Unione Italiana Vini (Sales & Marketing Director di Cantine Riunite & CIV); Simone Pambianco, Category manager Bevande, Conad; Francesco Scarcelli, Head of Beverage & Frozen Foods, Coop; Lorenzo Cafissi, Head of Beverage, Home & Personal care, Carrefour Italia; Marco Usai, Wine Specialist, MD. LEGGI TUTTO

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    ATS Strade del Vino Cerasuolo: un percorso collettivo verso l’eccellenza enogastronomica e turistica

    Le cantine più importanti, le strutture turistiche d’eccellenza, ma anche aziende agricole, associazioni di guide e tour operator insieme per dar vita ad un progetto che si sviluppa nell’area di produzione del vino Cerasuolo di Vittoria, l’unica docg siciliana che ha rappresentato e rappresenta ancora oggi la storia della produzione vitivinicola non solo della zona di riferimento ma anche dell’intera isola. Il progetto si chiama “Ats Strade del Vino Cerasuolo” e trova proprio nell’associazione “Strada del Vino Cerasuolo di Vittoria, dal Barocco al Liberty” l’organismo capofila che ha risposto, insieme ad altri 28 partner, al bando della misura 16.3 promosso dal GAL Valli del Golfo e che riguarda i territori dei Comuni di Vittoria, Comiso, Acate e Gela. Territori floridi, ricchi di storia, con suggestive aree archeologiche, con una costa di sabbia finissima lambita dall’azzurro del mar Mediterraneo, un’area in cui la produzione vitivinicola è un’eccellenza che va ulteriormente valorizzata e promossa anche attraverso percorsi turisti che non si limitino alle visite in cantina e all’incontro con i produttori ma ad una conoscenza più profonda del territorio, mettendo da parte i municipalismi e facendo sinergia.Un territorio in cui nascono produzioni di qualità contraddistinte dai marchi Dop, Igp, Igt, Doc e, nel caso appunto del Cerasuolo, anche Docg, e dove le risorse paesaggistiche, a fianco di una significativa presenza di produzioni agricole di qualità, rappresentano una forza su cui puntare, come nel caso delle aree Natura 2000, delle aree archeologiche e dei siti museali.

    Una delle chiavi del progetto è infatti la creazione di itinerari e percorsi che facilitino la fruizione turistica delle risorse disponibili sul territorio dell’ATS Strada del Vino Cerasuolo, puntando sulla promozione del patrimonio, dell’ambiente e delle colture arboree autoctone, offrendo ulteriormente un’esperienza unica ai visitatori.Le “Strade” non sono solo itinerari turistici segnalati e pubblicizzati con appositi cartelli, ma rappresentano uno strumento di promozione dello sviluppo dell’area di produzione del Cerasuolo di Vittoria e dei vini caratteristici della zona in un felice mix con gli altri attrattori. Le azioni previste sono molteplici, tra cui la promozione a livello nazionale su riviste specializzate, mediante press tour dedicati a giornalisti e blogger, con l’intento di sviluppare idee di viaggio anche in bassa stagione.Fulcro del progetto sarà la realizzazione di una cartografia della strada, un’altra azione fondamentale, finalizzata a fornire una guida chiara e completa del territorio coinvolto nel progetto. Dai vigneti alle cantine, dai siti archeologici ai panorami mozzafiato, tutto sarà segnalato a beneficio dei visitatori per offrire una visione completa e dettagliata del territorio, sia in versione cartacea che digitale. Previsti inoltre eventi di promozione territoriale e la partecipazione ad una fiera di settore per contribuire ad aumentare il valore reputazionale dell’area e ad attrarre un numero sempre maggiore di turisti.

    Nei giorni scorsi, coordinata da Marco Parisi, presidente della “Strada del Vino Cerasuolo di Vittoria Docg, dal Barocco al Liberty” si è svolta l’assemblea di partenariato che ha provveduto all’individuazione dei membri del comitato ristretto. “Entra nel vivo il progetto ATS Strade del Vino Cerasuolo – commenta il presidente Parisi alla guida dell’organismo capofila – Un’opportunità  straordinaria per valorizzare le ricchezze enogastronomiche e turistiche di un territorio ricco di storia, cultura e bellezza paesaggistica. Grazie alla collaborazione tra i vari attori coinvolti, attraverso la sinergia pubblico-privati, cercheremo di lavorare per esaltare ancor di più questa splendida area della Sicilia, pronta ad accogliere e affascinare chiunque voglia percorrere le sue strade del vino”. In quest’ottica l’ATS Strade del Vino Cerasuolo collaborerà non solo con il GAL Valli del Golfo e dunque con i Comuni che ne fanno parte ma anche con il Consorzio di tutela del Vino Cerasuolo di Vittoria Docg e con l’Enoteca Regionale di Sicilia sede del Sud Est di recente nascita, contribuendo in modo significativo alla creazione collettiva del “Parco del Cerasuolo di Vittoria”. LEGGI TUTTO

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    Export dei vini italiani: nel 2023 flessione dell’1% nei volumi e dello 0,8% nei valori

    Non è un momento particolarmente felice per il vino italiano, colpito da inchieste televisive d’accatto e dal fuoco amico di giornalisti e addetti ai lavori, alcuni folgorati sulla via di Damasco dai vini dealcolati, altri diventati bandiera del salutismo oltranzista. In questo contesto piuttosto plumbeo giungono i dati 2023 sull’export dove si evidenzia una sostanziale tenuta. Infatti il 2023 chiude con una flessione dell’1% nei volumi (21,4 milioni di ettolitri) e dello 0,8% nei valori, a poco meno di 7,8 miliardi di euro. Si tratta, evidenziano le elaborazioni dell’Osservatorio Uiv-Ismea su base Istat, del terzo bilancio annuale in negativo registrato nel nuovo millennio, dopo la crisi economico-finanziaria del 2009 e l’effetto Covid del 2020.

    Ma al contrario dei due precedenti, rileva l’Osservatorio, il dato di quest’anno evidenzia difficoltà determinate non solo da variabili congiunturali ma anche da fattori di ordine strutturale, che sembrano peraltro accomunare tutti i principali Paesi produttori. L’Italia conferma comunque la sua leadership nei volumi esportati con la Spagna che scende a poco più di 20 milioni di ettolitri (-4,1%).

    Rispetto alla leggera contrazione complessiva, si intensificano le difficoltà di quelle tipologie e aree produttive bandiera del made in Italy enologico. È il caso dei vini fermi a denominazione in bottiglia, con i volumi a -6,2% per le Dop e a -4,3% per le Igp; contrazioni più marcate rispetto alla performance complessiva italiana, ma meno evidenti se rapportate a quelle della Francia, che chiude rispettivamente a -11% e -8%. In particolare, in linea con le tendenze mondiali, soffrono soprattutto i rossi del Belpaese, che scendono dell’8% per le Dop e del 6% nel caso delle Igp, un’impasse evidenziata anche dal calo delle esportazioni di vini comuni in bottiglia (-9%).

    Evidenze che si riflettono anche a livello regionale: -12,5% (volume) per i rossi Dop veneti, -10,5% per i toscani, -5,5% per i piemontesi. Sul versante bianchi – che vedono i Dop a -4,7% e gli Igp a -1,3% – gli Stati Uniti chiudono a -5%, controbilanciati dal +3% del Regno Unito (dove però fanno malissimo i veneti Dop, a -10%) e dal +2% dei Paesi Bassi. Stazionaria la Germania.

    Per contro, il 2023 si è distinto per un forte incremento di vini sfusi (+12%), destinati soprattutto alla Germania, la cui incidenza sulla tipologia pesa per quasi 2/3 delle esportazioni.

    Il quadro si fa più sfumato per gli spumanti, che dopo anni di crescita inarrestabile (+223% dal 2010 a oggi) cedono in volume il 2,3% (-1,7% per il Prosecco), con una crescita nei valori del 3,3% (Prosecco a +5,4%) in un contesto inflazionistico che ha favorito l’ascesa dei prezzi. Per lo spumante italiano il 2023 ha visto la caduta in volume nei primi due mercati mondiali (Usa a -12%, Uk a -4,4%), ma anche una buona crescita nell’Est Europa e un andamento ancora più sostenuto in Francia, con un più 25%. Un exploit al quale, secondo l’Osservatorio Uiv-Ismea, ha contribuito l’effetto sostituzione dello Champagne con il Prosecco (+21%) anche dettato dal minor potere di acquisto dei consumatori transalpini.

    La geografia dell’export vede una divaricazione netta tra i risultati ottenuti nell’Ue (+5,6% volume e +4,1% valore) ed extra-Ue (-7,5% volume e -4% valore). In difficoltà i top 5 buyer fatta eccezione per la Germania che, forte del boom dello sfuso, chiude a +8,4% (volume). Negativo il bilancio delle esportazioni in Usa, con un tendenziale -9,1%, oltre che in Uk (-1,8%), Svizzera (-3,6%) e Canada (-11,3%). Bene l’export in Francia (+6,7%), a fronte di una forte contrazione nei mercati giapponese (-13,4%) e cinese (-22,3%). LEGGI TUTTO

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    Il progetto Bi.Vi.Si. (Biodiversità Viticola Siciliana): ecco i vini del futuro

    La Sicilia del vino scommette sulla biodiversità dell’isola più grande del Mediterraneo e guarda al futuro, valorizzando il suo patrimonio varietale, dai vitigni più diffusi sino alle varietà meno conosciute, le cosiddette varietà reliquia ma che, interpretate con modernità e l’uso delle nuove tecnologie, possono costituire un vantaggio di unicità e sviluppo. Quattordici vini, sette bianchi e sette rossi, sono stati studiati, analizzati e proposti per il primo wine tasting del Progetto Bi. Vi.Si. dal Gruppo Operativo al Vivaio Regionale Federico Paulsen. Sono stati i vini in degustazione, 14 prove di vinificazione di alcuni cloni di varietà impiantate in quattro diversi contesti viticoli per cogliere le potenzialità di un progetto di ricerca che ha tra i suoi principali obiettivi, trasmettere al sistema produttivo i risultati ottenuti, sia in campo che nel calice.

    Nero d’Avola, Perricone, Vitrarolo, Nocera, Lucignola, Catarratto e Grillo sono stati protagonisti di un seminario dedicato alle primissime risultanze del progetto regionale nato nel 2022 e promosso dal Consorzio Doc Sicilia per la valorizzazione di alcuni vitigni autoctoni e reliquia, con focus a sfide più che mai attuali, come quella del cambiamento climatico e della sostenibilità. Eleganza e identità sono i valori di vini bianchi e rossi oggetto di sperimentazione e che si fanno rappresentativi di un domani vitivinicolo ormai tangibile.

    “Quattordici vini in degustazione, prove di laboratorio ma con un grande futuro, perché si tratta di vitigni che hanno già una storia – ha dichiarato il Prof. Onofrio Corona, del Dipartimento SAAF dell’Università di Palermo -. Stiamo studiando i loro cloni per capire se ci sono sfaccettature diverse da potere sfruttare in un mercato sempre più desideroso di nuovi appigli al territorio. È importante dunque ritrovarci qui insieme per poter veicolare al meglio i risultati della ricerca scientifica al sistema produttivo”. Siamo alla prova del nove, con un carico di innovazione per il tessuto produttivo della filiera vitivinicola; un’innovazione che parte da lontano e che recupera informazioni anche dal passato perché si tratta di approfondire i vitigni regionali più diffusi che i cosiddetti vitigni reliquia, magari un po’ dimenticati e che oggi potrebbero invece rivelarsi risorse significative per diversificare la produzione”.

    L’innovazione si accompagna alla competitività del sistema, per avere qualcosa che gli altri non hanno.”, ha spiegato Maurizio Gily, Innovation Broker del Progetto Bi.Vi.Si., che con il Prof. Rosario di Lorenzo ha illustrato gli esiti tecnico-scientifici del lavoro di ricerca, con la moderazione della Dott.ssa Tiziana Lipari.

    Fedeltà espressiva varietale, capacità evolutiva dei vini nel tempo, armonia ed equilibrio gusto-olfattivo, piacevolezza e intensità dei profumi, persistenza al palato, morbidezza dei tannini sono solo alcuni degli elementi che hanno caratterizzato il wine tasting e il confronto con i relatori chiamati a condurre questa prima degustazione di progetto. “Oggi abbiamo dei punti fermi che colgono sullo stesso vitigno e sullo stesso clone, le differenze analitiche di laboratorio e gusto-olfattive derivanti dagli habitat colturali di ben quattro areali diversi: Contessa Entellina, Sclafani Bagni, Vittoria e Milazzo – prosegue ll Prof. Corona -. Sovrapponendo i risultati ottenuti, riusciamo a cogliere le differenze e le opportunità che derivano da questa prima vendemmia vinificata con procedure e tecnologie univoche. La stessa vendemmia è stata affrontata, nei diversi habitat, con un approccio sistemico di valutazione delle curve di maturazione degli acini, in modo da poter disporre di una materia prima idonea a questo approccio di valutazione”.

    “Cinque sono i campi sperimentali dai quali sono state prese le uve e poi vinificate; stiamo studiando il comportamento di alcune varietà per capire meglio quella che potrà darci nel futuro un grande vino, il successo di una nuova Sicilia”, ha aggiunto Antonio Rallo, Presidente Consorzio DOC Sicilia, che con il suo intervento ha concluso i lavori. Tra i presenti inoltre Magda D. Paulsen, discendente dello scienziato. 

    Già lo scorso ottobre, nella cittadina di Marsala (Trapani) si era tenuto un Workshop pianificato per offrire spunti di riflessione sulle procedure di valorizzazione e di ricerca, alla luce dei primissimi risultati di Bi.Vi.Si. Quella di ieri è stata un’opportunità di confronto che evidenzia ancora una volta la virtuosa sinergia tra pubblico e privato nel guardare responsabilmente alle nuove frontiere della viticoltura siciliana, sempre più consapevoli che la biodiversità viticola sia guardiana di una ricchezza senza tempo. 

    Sito Web del Progetto Bi.Vi.Si.: https://siciliadoc.wine/progetti/bivisi/

    CONSORZIO DI TUTELA VINI DOC SICILIA

    Il Consorzio di tutela vini DOC Sicilia (siciliadoc.wine) prende vita nel 2012, con l’obiettivo di rappresentare il vino del territorio siciliano e promuovere la denominazione DOC Sicilia, con azioni mirate alla crescita della visibilità di un marchio simbolo del Made in Italy e alla tutela e vigilanza a difesa del consumatore e dei produttori. Quasi 8.000 viticoltori e circa 500 imbottigliatori sono promotori della Denominazione di Origine Controllata, un riconoscimento utile a rappresentarli ma anche a valorizzare e salvaguardare la produzione vinicola dell’isola. Il sistema Sicilia DOC è produttore di eccellenza sostenibile: tanti degli oltre 24 mila ettari di vigneto della Denominazione sono coltivati rispettando il disciplinare della vitivinicoltura sostenibile della Fondazione SOStain Sicilia. LEGGI TUTTO

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    Vinitaly 2024: pronti al rilancio

    Dopo un’edizione di Wine Paris 2024 a dir poco mirabolante con numeri da capogiro, sia per quanto riguarda la presenza di operatori sia di buyer e con la fiera tedesca Prowein ormai alle porte, che mai come quest’anno è chiamata a una grande  prova proprio per non essere messa in ombra proprio da Wine Paris, Veronafiere lancia un edizione di Vinitaly che si prospetta piuttosto imponente. Grazie anche al nuovo Piano strategico di Veronafiere “One 2024-2026”, Vinitaly tende a consolidare la propria centralità internazionale quale salone di riferimento del vino e dei distillati e si appresta ad ospitare, dal 14 al 17 aprile, nel quartiere fieristico di oltre 180mila mq, 4.000 cantine. Sempre più qualificata la presenza di operatori grazie anche al percorso di selezione qualitativa già avviato per la 55^ edizione del 2023, con un programma straordinario di reclutamento che portò a Verona 29.600 operatori internazionali da 143 nazioni (su un complessivo di 93mila presenze), di cui oltre mille top buyer scelti e ospitati da Veronafiere e Ice-Agenzia.

    In contemporanea a Vinitaly 2024 anche la 28^ edizione di Sol, International olive oil trade show (area C); Xcellent Beers (area C) e il 25o Enolitech, Salone internazionale delle tecnologie per la produzione di vino, olio e birra (pad. F). Con le tre rassegne, il numero delle aziende presenti nei 17 padiglioni della fiera sale a quasi 4.300 (dato ad oggi).

    Confermato Vinitaly and the city, il fuori salone per gli appassionati in calendario nel centro della città scaligera, patrimonio Unesco, dal 12 al 15 aprile 2024. Nel 2023, sono state oltre 45mila le degustazioni da parte dei winelover.

    Vinitaly Opera Wine (Gallerie Mercatali, sabato 13 aprile) festeggerà invece la 13° edizione. Sono 131 i produttori selezionati da Wine Spectator e Veronafiere per la 13^ edizione di Vinitaly Operawine, l’evento première del Salone internazionale che ogni anno punta i riflettori sugli ambasciatori e sulle iconiche etichette del vino italiano negli States. Per il 13 aprile, si contano 3 debutti rispetto alla selezione 2023, a cui si aggiungono 6 aziende che tornano in lista dopo l’assenza dello scorso anno. Con 33 produttori rappresentati la Toscana è ancora una volta la regione capofila, ma sono confermati anche il secondo e terzo gradino del podio, occupati rispettivamente da Piemonte (19 aziende) e Veneto (18), seguiti a loro volta dalla Sicilia che passa dalle 10 cantine del 2023 a 16. E se due produttori selezionati su tre provengono proprio dalle “regioni bandiera” del vino italiano, guardando alla geografia enologica complessiva dello Stivale il primato per rappresentatività va al Nord (43%), seguito dal Centro (33%) e poi da Sud e Isole (24%).

    Tema del layout di Vinitaly Operawine 2024: la lirica iscritta da quest’anno nel Patrimonio immateriale dell’Unesco e simbolo di Verona in tutto il mondo grazie all’Arena Opera Festival.

    Le principali aree tematiche di Vinitaly 2024

    Intercettare le tendenze di consumo e garantire una rappresentazione evolutiva del settore in linea con le esigenze del mercato. È uno degli obiettivi delle aree tematiche di Vinitaly che, anche quest’anno, traccia diversi percorsi di matching domanda-offerta sempre più a trazione internazionale.

    –Organic Hall (area C, nuova posizione – 9^ edizione), salone dedicato al vino biologico certificato prodotto in Italia e all’estero che quest’anno conta cento aziende, con la presenza di espositori internazionali provenienti da Ungheria, Slovenia e Austria. Confermate per il 2024 l’Enoteca Bio e le degustazioni in collaborazione con FederBio e Vi.Te

    –International Wine Hall (tensostruttura D), padiglione dei paesi produttori esteri che scelgono Vinitaly quale loro vetrina espositiva a partire dalle aziende aderenti al progetto Open Balkan (Serbia, Albania e Macedonia del Nord), Francia con le maison di Champagne, Georgia, Ungheria, Brasile, Armenia, Sudafrica e Grecia.

    –Mixology (1° piano Palaexpo), la sezione espositiva e che esprime l’arte dei cocktail e della miscelazione di vini, liquori e distillati sulla base dei nuovi trend internazionali. In programma nei quattro giorni di manifestazione, masterclass guidate dai bartender più talentuosi e in voga.

    –Micro Mega Wines – Micro size, mega quality (area C, nuova posizione – 3^ edizione). È l’unità espositiva all’insegna di “piccolo è bello” ideata dal wine writer Ian D’Agata per Vinitaly. Al centro del progetto le produzioni di nicchia a tiratura limitata.

    Le principali degustazioni di Vinitaly 2024

    Dagli esclusivi Grand Tasting alle masterclass guidate dalle più importanti riviste enologiche internazionali, passando per gli appuntamenti dedicati a MicroMega Wines, le piccole produzioni tricolori di altissima qualità fino ai consolidati walk around tasting. È un viaggio nell’Italia del vino con una finestra sul mondo quello del calendario delle degustazioni firmato Vinitaly, che dal 14 al 17 aprile animerà i padiglioni di Veronafiere. Nel palinsesto della 56^ edizione del Salone internazionale del vino e dei distillati, confermati infatti gli assaggi globali dell’International Wine Hall e il Vinitaly Tasting – The Doctor Wine Selection (pad. 10 tutti i giorni), lo spazio curato da Daniele Cernilli, direttore della Guida essenziale ai vini d’Italia, pensato per buyer e horeca. Spazio anche a Young to Young (14, 15 e 16 aprile – sala A 1° piano pad. 10), le degustazioni in cui giovani produttori si raccontano a giovani comunicatori del vino sotto la regia dei giornalisti enogastronomici Paolo Massobrio e Paolo Gatti, e ai tasting dedicati alle produzioni biologiche certificate nell’Organic Hall, in collaborazione con FederBio e Vi.Te. In programma ancheOltre la Doc (14 aprile ore 15.00, sala Tulipano Palaexpo), la degustazione che festeggia i 50 anni della testata Civiltà del Bere oltre ai numerosi momenti degustativi di espositori, Consorzi e associazioni.

    Grand Tasting. Sotto i riflettori, il panel delle super degustazioni realizzate da Vinitaly che quest’anno vede protagonisti gli spumanti italiani in “Cool under pressure Italy’s sparkling world” curato dal Master of Wine Gabriele Gorelli (15 aprile ore 11.00 – sala Tulipano Palexpo), e alcune delle denominazioni più rappresentative del panorama enoico del Belpaese in “Le quattro Grandi ‘B’ del Vino Italiano: Barbaresco, Barolo, Bolgheri e Brunello” firmato da Ian D’Agata (16 aprile ore 11.00, sala Argento Palaexpo), uno dei più esperti wine writer mondiali, il quale idealmente vola anche nella terra del Dragone con “Italia-Cina: Andate e ritorno, un viaggio alla scoperte dei mondi nuovi del vino” (17 aprile ore 11.00, sala Argento Palaexpo). “I grandi vini autoctoni italiani” sono poi al centro della degustazione condotta dall’enologo Riccardo Cotarella (16 aprile ore 15.00, sala Argento Palaexpo).

    Walk around tasting e Tasting Ex…Press. A tagliare il nastro del programma delle degustazioni il consueto walk around tasting dei Tre Bicchieri del Gambero Rosso (domenica 14 aprile dalle 11 alle 16.30 in sala Argento Palaexpo), seguito da quello dell’Orange Wine Festival (lunedì 15 aprile dalle 11 alle 18, sala Argento Palaexpo) e quello di Ais (mercoledì 17 aprile dalle 11 alle 15, sala Tulipano Palaexpo). Tornano i tasting Ex…Press e tutti gli appuntamenti condotti dalla stampa estera in collaborazione con Vinitaly da International Wine & Spirit Competition (15 aprile ore 15, sala Iris Palaexpo) a Decanter (14 aprile ore 15, sala A 10 piano pad. 10), da Weinwirtschaft (15 aprile ore 15, sala A 1° piano pad. 10) a Gilbert&Gaillard (16 aprile ore 15, sala A 1° piano pad. 10) fino a Vinum (14 aprile ore 15, sala B 1° piano pad. 10), Revija Vino (16 aprile ore 11, sala B 1° piano pad. 10) oltre al Seminario Permanente Veronelli (16 aprile ore 15 sala B 1° piano pad. 10).

    Anche le riviste americane accendono i riflettori sul vino italiano, a partire dai quattro workshop di Wine Spectator a Vinitaly (14 e 15 aprile, 2 appuntamenti giornalieri dalle 10 alle 12 e dalle 14 alle 16 – Sala Via Wine2digital) e Wine Enthusiast con Jeff Porter a guidare “Rifermento Renaissance: Reviving Italian Sparkling Wine” (15 aprile dalle 14.45 alle 15.45, Wine2digital Main Stage). LEGGI TUTTO