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IN EVIDENZA

  • Il management di Andrew Peller parla dei risultati dell’anno terminato a marzo 2019 in termini entusiastici. A ben vedere i numeri, e cioè una crescita del 5% spinta anche dal contributo delle acquisizioni, e un utile operativo stabile rispetto al 2018 non si direbbe. Vero è che l’azienda ha generato cassa ed ha ridotto il […] LEGGI TUTTO

  • Oggi parliamo di Duckhorn, un’azienda della Napa Valley che produce vini di qualità (elevata) e che ha deciso di quotarsi in borsa. L’operazione ha avuto luogo alla fine di Marzo a un prezzo di 15 dollari per azione e ha raccolto 300 milioni di dollari. Pronti via, il primo prezzo è stato del 20% più elevato ed ora l’azione veleggia intorno a 17 dollari. Il valore di borsa dell’azienda è di 2 miliardi di dollari: stiamo parlando di un insieme di cantine che hanno fatturato nel 2020 271 milioni di dollari, con un EBITDA rettificato di 105 milioni e un utile netto di 32 milioni. Prima dell’operazione aveva un indebitamento finanziario di circa 380 milioni di dollari, 3.6 volte l’EBITDA. Bene, in questo post guarderemo brevemente ai numeri a come generano il fatturato (oltre il 20% viene dalla vendita diretta, da vedere che cosa è successo con il COVID) e di come si posizionano nel mercato. Di qui in avanti entra nel novero delle aziende che seguiamo con il blog perchè questa azienda e i suoi multipli di mercato (oggi oltre 7 volte le vendite del 2020!) oggi rappresenta un punto di riferimento per le aziende che fanno alta qualità nel mondo del vino. E per alta qualità dobbiamo intenderci: si sta parlando di circa 20 dollari per bottiglia al dettaglio nella distribuzione. Quindi, applica a molti ma di certo non a tutti…

    Duckhorn è una storia di acquisizioni fatte negli ultimi 20 anni da questa famiglia della Napa Valley (il ticker sul NYSE è NAPA…) che ha cominciato l’avventura nel 1978 con l’omonimo marchio, acquistando poi Decoy (1985), Kosta Browne (1997) e via dicendo tutte le altre.
    Le vendite 2020 sono state per il 73% rappresentate dai due marchi principali, Duckhorn e Decoy. Il 21% delle vendite viene fatto direttamente, un altro 19% deriva dalle vendite fatte a dettaglianti e ristoratori californiani e il 60% rimanente viene dalla distribuzione classica all’ingrosso.
    Come vedete dalla tabella qui sopra il percorso di crescita è stato particolarmente sostenuto, anche grazie al contributo delle acquisizioni (che non ho trovato nel prospetto), pari al 23% annuo per le vendite e del 21% annuo per l’EBITDA rettificato (come lo rettificano loro).
    Questo percorso ha determinato una forte posizione debitoria di 378 milioni di dollari, pari a 3.6 volte l’EBITDA, che è stata una delle ragioni per l’operazione di borsa, dove sono stati raccolti 300 milioni di dollari (probabilmente in parte derivanti dalla vendita di azioni da parte dell’azionista di maggioranza).
    Come dicevamo sopra la valutazione borsistica è particolarmente elevata, pari a 7-8 volte l’EV su vendite e 24-25 volte l’EV/EBITDA, ben distante da quello che vediamo dalle nostre parti (soltanto Campari si avvicina a questi livelli, ma fa un altro mestiere…).

    Fonte: Duckhorn investor relations
    Se siete arrivati fin qui……ho un piccolo favore da chiedervi. Sempre più persone leggono “I Numeri del Vino”, che pubblica da oltre dieci anni tre analisi ogni settimana sul mondo del vino senza limitazioni o abbonamenti. La pubblicità e le sponsorizzazioni servono per aiutare una missione laica in Perù. Per fare in modo che questo lavoro continui e resti integralmente accessibile, ti chiedo un piccolo aiuto, semplicemente prestando da dovuta attenzione con una visita alle inserzioni e alle sponsorizzazioni presenti nella testata e nella sezione laterale del blog. Grazie. Marco LEGGI TUTTO

  • I risultati dell’anno fiscale chiuso a giugno 2021 di TWE non possono dirsi positivi, per la ben nota problematica doganale dei vini australiani in Cina. È però molto evidente la reazione del management che è riuscito a compensare parzialmente un impatto negativo quantificabile in circa 80-90 milioni di dollari australiani di utile operativo su un totale di 576 dell’anno precedente. Nel 2020/21 i dati che mostriamo oggi allegati nel post sono i seguenti: vendite in calo del 3% a 2.57 miliardi di dollari australiani, di cui volumi in calo del 5% a 30.7 milioni di casse, e impatto negativo di acquisizioni e cambi per circa il 7%. Utile operativo riportato in incremento del 5% (-2% prima delle componenti non ricorrenti). Gli utili dell’area asiatica calano per il secondo anno consecutivo e sono oggi circa 200 milioni di dollari sui 563 totali, con un forte spostamento dalla Cina agli altri paesi dell’area asiatica. Migliorano invece i dati sul nord America e, in modo meno marcato, sul mercato domestico. Va sottollineato che il secondo semestre 2020/21 si confrontava con il periodo più funesto del COVID e quindi in parte questi risultati erano attesi. Resta comunque l’impressione di una forte flessibilità di questa azienda, che si sta focalizzando come molte altre sui segmenti alti del vino, qui chiamati “di lusso”. Per loro significa prima di tutto Penfolds. Vi lascio ai grafici e alle tabelle. Se siete arrivati fin qui……ho un piccolo favore da chiedervi. Sempre più persone leggono “I Numeri del Vino”, che pubblica da oltre dieci anni tre analisi ogni settimana sul mondo del vino senza limitazioni o abbonamenti. La pubblicità e le sponsorizzazioni servono per aiutare una missione laica in Perù. Per fare in modo che questo lavoro continui e resti integralmente accessibile, ti chiedo un piccolo aiuto, semplicemente prestando da dovuta attenzione con una visita alle inserzioni e alle sponsorizzazioni presenti nella testata e nella sezione laterale del blog. Grazie. Marco LEGGI TUTTO

  • Le spedizioni di Champagne sono calate dell’8% nel 2023 a 299 milioni di bottiglie, ma il valore delle spedizione cresce comunque leggermente, del 2% a 6.4 miliardi di euro. La “correzione” era prevista e forse “dovuta” dopo due anni eccezionali, anche se a spanne siamo un po’ sotto un livello normale di spedizioni che potrebbe attestarsi intorno a 310 milioni di bottiglie. A guidare il calo sono soprattutto le cooperative (-16%) e poi le grandi maison (-8%), mentre i vigneron, che non avevano beneficiato dell’incremento, sono in calo soltanto del 3%. In totale i coltivatori sono circa 16200 nella regione, su una superficie di 34200 ettari, con 125 cooperative e 390 maison. I cru censiti di Champagne sono 319. Il settore impiega direttamente circa 30mila persone oltre a 100mila vendemmiatori. Secondo le stime del consorzio lo Champagne rappresenta il 9% del consumo mondiale di vini spumanti in volume e il 35% in valore. La Francia ormai rappresenta soltanto il 43% del consumo in volume di Champagne e il 34% in valore. Tra le tendenze che il consorzio sottolinea c’è quella delle cuvee prestigiose (+12% rispetto al 2019, quando i volumi spediti erano stati comparabili) e dei vini a basso o nessun dosaggio (più che raddoppiati nello stesso periodo di tempo). Nel resto del post tutte le tabelle e ulteriori grafici e commenti.

    Le spedizioni di Champagne calano dell’8% a 299 milioni di bottiglie nel 2023. Di queste 127 milioni vanno in Francia, -8%, 57 milioni nel resto d’Europa, -7% e 114 milioni nel resto del mondo per un calo del 9%.
    Osservando i dati relativi alle spedizioni per paese, salta all’occhio l’andamento negativo in tutti i maggiori paesi, a partire dagli USA, -21% a 27 milioni di bottiglie, ma anche Canada, Belgio, Australia e Svezia sono sotto il -10%. Uniche eccezioni tra i principali mercati è la Spagna, salita dell’1% a 5 milioni di bottiglie e gli Emirati Arabi, +50% a 2.8 milioni di bottiglie. L’Italia ha importato 10 milioni di bottiglie, in calo del 7%.
    L’andamento dei valori riflette in meglio quello dei volumi. Gli USA restano però giù del 15% sul 2022, dopo anni di crescita eccezionale, mentre sono stabili le vendite nel Regno Unito a 550 milioni di euro e, non presenti nella tabella, quelle francesi a circa 2.2 miliardi di euro. Dopo questi tre mercati viene il Giappone dove il valore importato cresce del 4% a 448 milioni e poi Germania e Italia intorno a 270 milioni di euro e una crescita del 9% e 7% rispettivamente.

    Se siete arrivati fin qui……ho un piccolo favore da chiedervi. Sempre più persone leggono “I Numeri del Vino”, che pubblica da oltre dieci anni tre analisi ogni settimana sul mondo del vino senza limitazioni o abbonamenti. La pubblicità e le sponsorizzazioni servono per aiutare una missione laica in Perù. Per fare in modo che questo lavoro continui e resti integralmente accessibile, ti chiedo un piccolo aiuto, semplicemente prestando da dovuta attenzione con una visita alle inserzioni e alle sponsorizzazioni presenti nella testata e nella sezione laterale del blog. Grazie. Marco LEGGI TUTTO

  • Torno a scrivere su Vinix dopo una lunga pausa. Stavolta ho cercato di riassumere in otto punti alcuni degli aspetti emersi dal Rapporto Coop 2017 e in particolare dall’analisi dei consumi degli italiani per quanto riguarda l’agroalimentare. Di seguito trovate l’incipit, per l’articolo complete invece vi rimando : Ogni anno Coop pubblica, dopo l’estate, un […] LEGGI TUTTO

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