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Intervista a Robert Joseph, editor di Meininger’s Wine Business International

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Abbiamo avuto l’opportunità di intervistare Robert Joseph, importante personaggio del panorama del vino a livello internazionale, in merito all’argomento della lezione che terrà durante il weekend conclusivo della sesta edizione del corso in Marketing Internazionale del Vino.

L’industria del vino, secondo Joseph, ha bisogno di cambiare punto di vista nella comunicazione dei propri vini, per avvicinarsi maggiormente al consumatore finale.
Robert Joseph ha una lunga esperienza come editor per Meininger’s Wine Business International, è consulente per aziende del calibro di Accolade, Torres, Origin, Changyu in Cina e Chateau Malartic Lagravière oltre ad essere comproprietario di un marchio di vino – le Grand Noir – che vende 3,8 milioni di bottiglie in oltre 50 paesi.

Puoi presentarti brevemente per coloro che potrebbero ancora non conoscerti?

Il mio background è eterogeneo, sono cresciuto nell’hotel e nel ristorante dei miei genitori, dove fin da piccolo ho avuto modo di avvicinarmi al vino legato al mondo dell’ospitalità.

Successivamente sono andato a vivere in Borgogna, dove lavorando in una piccola azienda ho avuto modo di imparare approfonditamente gli aspetti tecnici del come coltivare una vigna e del come affrontare le sfide quotidiane che portano alla creazione di un grande vino.

Tornato in Gran Bretagna, ho iniziato la carriera giornalistica, scrivendo libri e articoli su numerose riviste di settore. Questo mi ha permesso di espandere la mia conoscenza a livello internazionale, venendo a contatto con una grandissima varietà di vini e di punti di vista diversi.

Circa quindici anni fa ho avuto un netto cambio di direzione, ho deciso di creare il mio marchio di vino nel sud della Francia, diventando allo stesso tempo un consulente per l’industria del vino.

Questo cambiamento mi ha permesso di scoprire aspetti diversi di questo settore per comprendere meglio il business del vino e cercare di capire il motivo per cui le persone comprano o non comprano un determinato vino.

In occasione dell’ultima lezione del MIV, parlerai di un nuovo approccio al vino che si collega alla tua ultima pubblicazione, disponibile entro la fine dell’anno. Di cosa si tratta?

Storicamente abbiamo avuto modi diversi di categorizzare il vino: tipologia, origine, varietà, qualità, punteggio e altro.

Ciò che manca, credo, sia guardare il vino dal punto di vista di chi lo compra in negozio o al ristorante, che non necessariamente presta attenzione a denominazioni e varietà, ma che potrebbe comprare il vino per fare un regalo, per fare buona impressione o semplicemente per rinfrescarsi.

Più ci si sposta in quest’ottica e più si inizia a capire il valore attribuito dalle persone al vino. Cosa sta succedendo nelle menti dei consumatori? Perché sceglieranno questa bottiglia piuttosto che un’altra?

Raramente parliamo dei cambiamenti che stanno avendo luogo nella wine industry. Ad esempio in Francia il consumo di vini rosati in bag-in-box sta aumentando.
I consumatori comprano il rosè pensando da dove viene, al territorio o alla varietà o stanno semplicemente comprando una bevanda? Acquistano un prodotto funzionale da un supermercato, come l’olio d’oliva e il detersivo con cui la bottiglia condivide il carrello della spesa? O stanno acquistando un manufatto artigianale con un senso del luogo e del tempo? è un lusso per sentirsi bene? O una protesta coltivata biologicamente contro il mondo industrializzato?

Questo modo di pensare è insito nella mente del consumatore ma spesso e volentieri non è il modo in cui l’industria del vino pensa alla comunicazione dei propri prodotti.

Quali potrebbero quindi essere i benefici per un wine business manager nel tenere in considerazione questo nuovo approccio?

Risulta sempre più evidente che negli ultimi 10 anni il cambiamento nel packaging e soprattutto nella comunicazione, sono sempre più veloci.

Le aziende all’avanguardia in settori come il travel e il fashion stanno mettendo sempre più impegno e competenza nella definizione della personalità del servizio o del prodotto venduto e nell’analisi delle personalità dei clienti che hanno maggiori probabilità di acquistare. Questi concetti sono invece nuovi per il vino.

I professionisti che lavorano nel settore del vino nel 2021 devono riuscire a immedesimarsi e a fare questo switch di paradigma in termini di packaging, comunicazione, marketing e vendita, a livello nazionale ma soprattutto dal punto di vista internazionale.

L’azienda vitivinicola ha la possibilità di capire perché e come le persone comprano e bevono il vino. A partire da questa analisi, adattare la comunicazione del proprio prodotto in relazione a chi lo beve potrebbe essere un’arma vincente.

Redazione WineJob


Fonte: https://winejob.it/blog/feed/


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