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Vino: dove la quantità incontra la qualità


In occasione di Vinitaly, l’ufficio studi di SACE, la Export Credit Agency italiana partecipata dal Ministero dell’Economia e delle Finanze, ha realizzato il Focus On “Settore Vino”, un’analisi che scatta una fotografia sui trend del vino italiano e sull’export del settore.

L’Italia si conferma nel 2025 il primo produttore mondiale di vino, con 47,3 milioni di ettolitri, superando Francia e Spagna. A livello europeo si registra una crescita del 2%, ma il dato complessivo nasconde una debolezza strutturale: la produzione resta infatti inferiore dell’8% rispetto alla media quinquennale, segnando uno dei livelli più bassi degli ultimi decenni. In Italia, l’andamento produttivo è stato disomogeneo, con una crescita significativa nel Sud (+19%), incrementi più contenuti nel Nord e una lieve flessione nel Centro, in particolare in Toscana.

Il mercato globale del vino, stimato in circa 360 miliardi di dollari nel 2025, è destinato a crescere fino a 440 miliardi entro il 2031, con un tasso medio annuo del 3,37%. Le esportazioni rappresentano un elemento chiave per il settore: Francia, Italia e Spagna dominano il commercio internazionale, con la Francia leader per valore grazie al posizionamento premium dei suoi vini. L’Italia, tuttavia, continua a rafforzare la propria quota di mercato, arrivando al 22%.

Nonostante ciò, il 2025 non è stato particolarmente favorevole per l’export italiano, che ha registrato una contrazione del 3,7%, raggiungendo i 7,8 miliardi di euro. Il calo ha interessato tutte le tipologie, in particolare i vini rossi e rosé fermi. I principali mercati di destinazione restano Stati Uniti, Germania e Regno Unito, che insieme rappresentano circa il 50% delle esportazioni, mentre segnali positivi arrivano dai mercati emergenti come Europa dell’Est, Brasile e Vietnam.

Il successo del vino italiano è strettamente legato alla capacità di valorizzare territorio, tradizione e qualità. Il sistema delle denominazioni di origine, con 79 DOCG nel 2026, rappresenta un elemento distintivo fondamentale, oggi rafforzato anche dall’innovazione tecnologica e dalla tracciabilità digitale.

Le prospettive future sono influenzate da nuove tendenze di consumo: cresce la domanda di vini sostenibili, biologici e di fascia premium, mentre si registra una riduzione dei consumi nei mercati tradizionali e un maggiore interesse verso prodotti a basso contenuto alcolico.

Il settore vitivinicolo si trova però ad affrontare sfide rilevanti, tra cui l’aumento dei costi di produzione, i cambiamenti climatici e le difficoltà di accesso al credito per le piccole e medie imprese. In questo contesto, innovazione, digitalizzazione e sostenibilità rappresentano leve fondamentali per garantire competitività e sviluppo nel lungo periodo.

Qui rovi il link al report completo: SACE – Dettaglio studio Focus ON – Vino


Fonte: https://www.bereilvino.it/feed/

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