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Antinori – risultati e analisi di bilancio 2025


Il bilancio consolidato 2025 di Antinori mostra un fatturato in leggera crescita, grazie alle attività americane e al mercato italiano, da leggere in modo sicuramente positivo visto il contesto di indebolimento del dollaro, dazi e consumi in contrazione. I margini sono leggermente in calo, ma restano su livelli di assoluta eccellenza, mentre le perdite sui cambi (da +15 a −34 milioni) determinano un forte calo dell’utile netto, che scende da 68 a 36 milioni (per la parte di spettanza degli azionisti della capogruppo).

La struttura finanziaria sta rapidamente migliorando: nel 2025 l’indebitamento finanziario netto scende a 269 milioni (che diventano 172 se si includono i titoli immobilizzati, esclusi dalla definizione ESMA in quanto non immediatamente smobilizzabili, e 154 se si includono anche i crediti immobilizzati), con un miglioramento di oltre 60 milioni e un rapporto sull’EBITDA sceso a 1.8 volte (1.1 volte includendo i titoli non correnti).

Le prospettive per il 2026 della parte italiana (Marchesi Antinori) indicano un moderato ottimismo su Italia, USA e dal canale travel retail, con una visione invece più cauta per alcuni paesi europei come Germania, Regno Unito e Svizzera.

Passiamo a un commento dei dati.

Le vendite di Antinori nel 2025

Le vendite crescono dell’1.7% a 402 milioni di euro, con un incremento dell’1.6% in Italia (144 milioni), del 7.4% negli Stati Uniti (116 milioni) e un calo del 2.3% nell’Unione Europea (67 milioni) e del 3.0% negli altri mercati (74 milioni). La crescita del gruppo è quindi interamente americana: gli USA valgono +8 milioni contro un incremento complessivo di 6.5 milioni e salgono al 29% del fatturato dal 27.5% del 2024.

Si tratta quasi esclusivamente di vini prodotti negli Stati Uniti (Stag’s Leap Wine Cellars e Antinori Napa Valley) e commercializzati dalla struttura di importazione diretta avviata nel 2024: sul perimetro della sola Marchesi Antinori S.p.A. il mercato americano è sostanzialmente stabile e l’Italia scende del 2%. In valuta locale, la crescita delle controllate americane è stata sensibilmente superiore (37%) a quella riportata, compressa in sede di conversione dal cambio. Dal punto di vista della tipologia di vendite, la componente ristorazione/ospitalità e vendite dirette cresce del 4.6% e rappresenta il 12% del fatturato totale del gruppo.

I margini e l’utile netto nel bilancio 2025

I margini sono in contrazione di circa 2 punti percentuali rispetto al 2024 a livello di EBITDA (151 milioni, 37.6% sul fatturato, −3.7%, che diventano 158 milioni, sempre -5 milioni, se consideriamo gli aggiustamenti adottati da Antinori, che includono anche l’effetto dell’acquisizione di Stag’s Leap sulle rimanenze, destinato ad esaurirsi e la rimozione dei contributi in conto capitale). A livello di utile operativo la contrazione del margine è leggermente inferiore (19.3% dal 20.9%) grazie ad ammortamenti e svalutazioni in lieve calo, ma il valore assoluto scende del 6.4% a 77 milioni per effetto della diversa incidenza degli oneri e proventi diversi di gestione.

La principale ragione del calo dell’utile netto sta nella gestione dei cambi, passata da un utile di 15 milioni nel 2024 a una perdita di 34 milioni nel 2025, il che ha portato l’utile pretasse a 45 milioni dagli 89 del 2024 e l’utile netto a 39 milioni dai 69 del 2024. Tale impatto negativo è la conseguenza della forte svalutazione del dollaro statunitense nel 2025 rispetto al 2024 (-13%), mentre il 2024 rispetto al 2023 ha visto un’importante rivalutazione della stessa valuta (+6%).

Gli investimenti e i flussi di cassa nel 2025

Gli investimenti ripartono, 68 milioni nel 2025 con l’acquisto di vigneti in USA (Arcadia nella AVA di Coombsville), cui si aggiungono l’acquisto di terreni e la ristrutturazione di fabbricati a Castello della Sala in Umbria,  l’ampliamento della cantina di Farra per Jermann e il consueto programma di reimpianti e riconversioni in Italia e all’estero.

Il contributo del capitale circolante è sostanzialmente neutro (-2 milioni): il magazzino scende di 27 milioni in stato patrimoniale, ma 16 sono differenze da traduzione e la riduzione effettiva di 6 milioni è più che compensata dall’aumento dei crediti verso clienti e dal calo dei debiti verso fornitori. Il dividendo resta molto contenuto e stabile rispetto al 2024 (5.3 milioni, di cui 1.7 milioni verso soci terzi).

L’indebitamento netto di Antinori a fine 2025

L’indebitamento netto risulta così in calo di 61 milioni a 269 milioni, per un rapporto di 1.7 volte sull’EBITDA. Se togliessimo anche gli investimenti in fondi di investimento e in fondi chiusi (che, ai sensi della definizione ESMA del debito, sono esclusi in quanto non immediatamente liquidabili), il debito scenderebbe in misura analoga (-62 milioni) a 172 milioni di euro. Tolti anche i crediti finanziari a lungo termine, scendiamo ulteriormente a 154 milioni di euro. La composizione del debito cambia in modo rilevante. A novembre 2025 il gruppo ha rimborsato anticipatamente una parte rilevante del prestito obbligazionario in dollari sottoscritto nel 2023 con Pricoa Private Capital per finanziare l’acquisizione di Stag’s Leap Wine Cellars sostituendolo con nuovi finanziamenti in euro con BNL, Intesa Sanpaolo, Mediobanca e Unicredit. L’effetto sul profilo delle scadenze è consistente: il debito finanziario a breve scende da 134 a 75 milioni e pesa per il 15% del debito lordo contro il 23% del 2024, mentre 162 milioni di debiti complessivi scadono oltre i cinque anni.

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Fonte: http://feeds.feedburner.com/INumeriDelVino

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