Oggi parliamo delle superfici vitate mondiali relative al 2025, come da dati pubblicati sul sito dell’OIV al seguente link. Prima di cominciare, la solita annotazione: sono dati relativi a tutti gli utilizzi dell’uva, quindi comprendono anche l’uva da tavola, quella per l’uva passa e per i succhi non alcolici, e non sono soltanto la “nostra” uva.
La conclusione principale è la stessa dell’anno scorso, con numeri più marcati. La superficie vitata mondiale scende (7.03 milioni di ettari, -0.8% sul 2024 e -4.7% sulla media 2016-2020, attenti che OIV ha leggermente modificato i dati 2024 che abbiamo pubblicato lo scorso anno) e l’Italia resta uno tra i pochi grandi “paesi vitati” a non avere tagliato in modo deciso: 726mila ettari contro 728mila (rivisti) dello scorso anno, +2.8% sulla media 2016-2020, anche se anno su anno si nota un calo di 2mila ettari. Gli altri? Spagna -5.2%, Francia -6.5%, Cina -4.9%, USA -6.5%.
Tutti i numeri e i grafici nel resto del post e nella nuova pagina di Solonumeri dedicata alle superfici vitate.
La superficie vitata mondiale è scesa nel 2025 a 7.03 milioni di ettari, 58mila in meno del 2024, dopo gli 82mila persi nel 2024: sono 140mila ettari in due anni. La variazione a cinque anni è arrivata a -5%, il dato peggiore della serie che parte dal 2005 e oltre il -3/4% toccato tra il 2008 e il 2011. La media 2021-25 è di 7.16 milioni di ettari, contro 7.38 milioni del quinquennio precedente (-2.9%).
La prima nazione resta la Spagna con 919mila ettari e il 13% del totale, seguita dalla Francia con 740mila (11%), dalla Cina con 733mila (10%) e dall’Italia con 726mila (10%). Dietro c’è il vuoto: gli USA sono a 415mila ettari e la Turchia a 395mila, circa il 6% ciascuno.
A livello di continenti (2025 contro media 2016-2020), l’Europa è a 3.51 milioni di ettari, -5% sulla media 2016-20; l’America è l’area più in calo, -9% a 966mila ettari; Asia -2.7%, Africa -4.4%. Soltanto l’Oceania è in crescita, +4.2% a 201mila ettari.
Tra i grandi paesi produttori di vino (sempre calcolato 2025 contro media 2016-2020), oltre al -5% della Spagna e al -7% di Francia e USA, troviamo il -26% del Cile (da 208mila a 154mila ettari), il -10% dell’Argentina, il -12% del Portogallo, il -11% del Sud Africa e il -14% dell’Ungheria. Romania (-2%) e Germania (-1%) sono sostanzialmente stabili. Con il segno più restano in tre: Italia (+3%), Australia (+3%) e Nuova Zelanda (+9%), che però messe insieme, le ultime due, fanno 201mila ettari.
Per chi ha visto il post dello scorso anno, va rilevato che OIV ha rivisto alcuni dati del 2024: il totale da 7.07 a 7.09 milioni, Italia da 722mila a 728mila, Francia da 773mila a 775mila, Cina da 753mila a 733mila. L’Australia passa da -5% a +3% sulla media 2016-20, quindi anche la base storica è cambiata.
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