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    Nasce la prima vigna urbana hi-tech al mondo: Campus Grapes

    Campus Grapes diventa realtà: nasce la prima vigna urbana hi-tech al mondo. Il progetto pionieristico, ideato dalla start up torinese Citiculture, sorgerà nel cuore del Politecnico di Torino, su una superficie di circa 1.000 metri quadri, trasformando lo spazio universitario in un laboratorio a cielo aperto per la sostenibilità, la scienza e la socialità. Oltre 750 le piante di vite in vaso che saranno collocate entro il mese di giugno. Nelle prossime settimane la posa della prima barbatella.Stamani nella Sala delle Colonne del Comune di Torino, è stato presentato il piano operativo alla presenza delle istituzioni e delle aziende sostenitrici e partner.  Lanciata, inoltre, la collaborazione con 1 Caffè Onlus.
    Un progetto condiviso: raccolti oltre 90.000 euro
    Campus Grapes prende vita grazie al successo della prima fase del crowdfunding, conclusa con il raggiungimento di 90mila euro, risultato della generosa partecipazione di 10 aziende sponsor del territorio torinese – Exclusive Brands Torino, Engas, Enoteca Regionale dei Vini della Provincia di Torino, Eventum/Grapes in Town, Lavazza Group, Luca&Violina, I Magredi, Reale Foundation, SellaLab, Zenit – oltre a numerosi sostenitori corporate e privati. Un segnale forte della fiducia e dell’entusiasmo che circondano questa iniziativa innovativa e partecipativa.
    Il progetto entra ora nella seconda fase di raccolta fondi, aperta attraverso la piattaforma Produzioni dal basso, con l’obiettivo di raccogliere ulteriori risorse che serviranno per completare e arricchire lo spazio con panchine, illuminazione, segnaletica interattiva e altre infrastrutture per la fruizione pubblica, sempre più accogliente e funzionale.
    Vigna urbana, simbolo di rigenerazione e innovazione green
    «Con Campus Grapes, inauguriamo un nuovo modello di rigenerazione urbana e innovazione green, trasformando le città in luoghi di benessere, inclusione e sperimentazione scientifica – ha dichiarato Luca Balbiano, amministratore delegato e fondatore di Citiculture -. Una vigna urbana come simbolo concreto per migliorare la qualità della vita in città, rafforzare i legami sociali e ridurre l’impatto ambientale».
    La futura vigna si inserisce all’interno del più ampio piano di riqualificazione del verde dell’Ateneo, «e fa parte del Piano di Decarbonizzazione e Resilienza a cui il Politecnico di Torino sta lavorando – ha spiegato Patrizia Lombardi Vicerettrice per Campus sostenibile e Living Lab del Politecnico -, con l’obiettivo di fornire soluzioni basate sulla natura per rafforzare la capacità di adattamento al cambiamento climatico non solo della comunità universitaria ma anche ai cittadini. A questo si aggiunge la forte valenza didattica e scientifica del progetto».
    Il vigneto, infatti, sarà a disposizione della comunità del Politecnico e in particolare di studenti e studentesse della nuova Laurea Magistrale in Agritech Engineering, «diventando un laboratorio all’aperto per testare soluzioni di adattamento al cambiamento climatico e pratiche dell’agricoltura 4.0: un ecosistema vivo in cui teoria e pratica si incontrano» ha aggiunto il referente scientifico Danilo Demarchi.
    Altrettanto fondamentale è la dimensione sociale e comunitaria del progetto. Campus Grapes sarà un punto di incontro, di aggregazione per la comunità accademica, ma è teso ad allargare la propria funzione partecipativa all’intera cittadinanza, grazie anche alla progettazione di iniziative virtuose e benefiche in collaborazione con Associazioni del territorio.
    L’evento, organizzato in collaborazione tra 1 Caffè Onlus – prima realtà sociale digitale nata per sostenere i piccoli-medi enti non profit italiani attraverso la diffusione della cultura del gesto del dono – e Citiculture, segna inoltre l’inizio di una partnership strategica finalizzata allo sviluppo di progetti ad alto impatto sociale e ambientale. «Affiancheremo questo progetto nello sviluppo di attività culturali, educative e solidali, con l’obiettivo di rendere il vigneto una piattaforma fisica e simbolica per promuovere il dono, la consapevolezza ambientale e l’attivismo civico» ha commentato Pietro Mazza Midana socio onorario e membro del Direttivo di 1 Caffè Onlus.
    Fin dall’inizio, 1 Caffè Onlus ha creduto nel valore di Citiculture, attivandosi come partner promotore per rendere possibile questo primo importante appuntamento. La convinzione che l’incontro tra innovazione tecnologica e impegno sociale rappresenti una leva fondamentale per generare cambiamento positivo e partecipazione attiva nelle comunità è al centro di questa collaborazione.
    Ambasciatori d’eccezione
    Per celebrare la nascita di Campus Grapes, Citiculture oggi ha premiato alcune personalità di spicco del territorio che, con la loro professionalità e dedizione, hanno contribuito in modo significativo “nel coltivare il futuro di Torino”:
    Luca Argentero, attoreDavide Avino, amministratore delegato di Argotec·       Arturo Brachetti, artista·       Alberto Cirio, presidente Regione Piemonte·       Sarah Cosulich, direttrice della Pinacoteca Agnelli·       Marco Gay, imprenditore·       Barbara Graffino, imprenditrice·       Stefano Lo Russo, Sindaco di Torino·       Daisy Osakue, atleta olimpica·       Don Luca Peyron, ideatore del Centro Nazionale per l’IA·       Giacomo Portas, presidente Environment Park·       Patrizia Sandretto Re Rebaudengo – Presidente Fondazione SandrettoA ciascuno è stata consegnata un’opera in legno e offerta l’adozione di una barbatella, simbolo della crescita e della connessione tra natura, scienza e comunità, diventando a tutti gli effetti “ambasciatori di Campus Grapes”.

    Nota tecnica
    Dal punto di vista vitivinicolo, l’elemento sperimentale sta nella scelta di diversi tipi di clone, di filari e pergole, e in diversi tipi di varietà di vite e bacca, anche per ridurre al minimo l’intervento di fitosanitario, oltre che nella scelta di piantare le vigne in vaso. La selezione delle viti è fatta in collaborazione con il Vivaio Rauscedo, uno dei più grandi vivai d’Europa e tra i pionieri nello sviluppo delle varietà resistenti Piwi.
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    Citiculture, startup innovativa che progetta, crea e manutiene vigne urbane come strumento di generazione di impatti ESG, wellbeing e brand reputation. Offre soluzioni su misura per le aziende che desiderano integrare una vigna urbana come strumento di wellbeing aziendale, marketing sostenibile e compliance legata al Bilancio di Sostenibilità.
    Dunque, attraverso la creazione di vigneti urbani, la start up torinese punta a trasformare le città in luoghi di innovazione green, migliorando la qualità della vita, la coesione sociale e riducendo l’impatto ambientale. Sono azioni concrete che mettono in evidenza come si possa migliorare il benessere delle persone e dei contesti urbani è possibile, con idee innovative che affondano le radici nella tradizione dei territori, tenendo però lo sguardo al futuro. Nel contesto dell’urbanizzazione crescente, la viticoltura urbana rappresenta un esempio di come le città possano evolvere, integrando elementi naturali e sostenibili, migliorando il benessere collettivo e creando nuovi spazi di socialità e inclusione. Il progetto Citiculture si rivolge ad aziende, amministrazioni pubbliche, professionisti del settore green e a tutti coloro che credono che nel cambiamento concreto. Sito web: www.citiculture.com
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    Il Politecnico di Torino dal 1859 è una delle istituzioni più prestigiose della cultura politecnica e un centro di eccellenza per la formazione e ricerca in Europa, con strette relazioni e collaborazioni con il sistema economico-sociale.
    Il Politecnico promuove la ricerca, teorica e applicata, la capacità di realizzare processi produttivi concreti ed affidabili e di organizzare servizi, offrendo tecnologie di eccellenza. Gli studenti laureati presso il Politecnico di Torino possiedono un vasto e variegato bagaglio di conoscenze e competenze, in accordo con la natura interdisciplinare dei vari campi del mondo scientifico contemporaneo.
    Attualmente, quasi 40.000 studenti sono iscritti al Politecnico, di cui il 20%internazionali. L’Ateneo offre un’offerta formativa ampia e diversificata che negli ultimi anni si è arricchita anche di corsi volti a formare nuove professionalità, come quello in Agritech Engineering, che si propone di offrire una formazione completa a un ingegnere in grado di gestire e generare innovazione tecnologica nel campo dell’Agricoltura 4.0.
    Le competenze inter/multi-disciplinari che caratterizzano il corso coniugano agronomia e tecnologia in ambito ingegneristico, fornendo un solido approccio metodologico, a supporto delle strategie aziendali.
    Sito web: www.polito.it
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    1 Caffè Onlus è la prima realtà sociale digitale, nata nel 2011 per sostenere i piccoli e medi enti non profit italiani, promuovendo la cultura del gesto del dono. Il Direttivo, composto da Luca Argentero, Beniamino Savio e Pietro Mazza Midana, si è ispirato alla tradizione partenopea del caffè sospeso, che invita a lasciare al bar un caffè pagato per chi è meno fortunato.
    Attraverso la propria piattaforma di crowdfunding, 1 Caffè Onlus supporta ogni anno 52 realtà solidali — una a settimana — aiutandole a promuovere progetti di assistenza in diversi ambiti sociali, tramite campagne di raccolta fondi. Il modello adottato è quello del microfunding, che permette di donare anche solo l’equivalente del costo di un caffè, rendendo la solidarietà un gesto semplice e accessibile a tutti.
    Forte dell’esperienza maturata in oltre dieci anni di attività e del dialogo con più di 900 realtà non profit, 1 Caffè Onlus svolge anche il ruolo di intermediario tra aziende e Terzo Settore, supportando la costruzione di progetti di Corporate Social Responsibility (CSR) ad alto impatto sociale sul territorio.
    L’associazione assiste le aziende nella selezione e valutazione degli enti beneficiari, garantendo che le operazioni di CSR siano orientate verso una donazione sempre più consapevole, efficace e sicura.
    Dal 2023, 1 Caffè Onlus ha inoltre avviato Campo Base, un centro polivalente dedicato agli enti non profit piemontesi e alla comunità locale. Ospitato all’interno di Villino Caprifoglio – bene artistico-culturale torinese restaurato dall’associazione – Campo Base è un innovativo spazio di co-working solidale, dove la sharing economy si applica al Terzo Settore: un luogo di incontro tra chi offre tempo e competenze e chi cerca supporto per realizzare progetti ad alto impatto sociale. More

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    Attems svela il nuovo millesimo del Pinot Grigio Ramato Friuli DOC

    Attems presenta Attems Pinot Grigio Ramato 2024 Friuli DOC, il vino che, con la sua eleganza e il suo colore inconfondibile, celebra un’interpretazione moderna di una delle espressioni più affascinanti del Pinot Grigio. Un vino che nasce dalla volontà di esprimere il vitigno attraverso uno stile fresco, dinamico e profondamente radicato nella storia del territorio. Il colore rosato del Pinot Grigio Ramato 2024 deriva da una vinificazione particolare: il mosto resta a contatto con le bucce per circa 10 ore a 8°. Dopo una soffice pressatura, il succo rosato viene lasciato decantare per 24-48 ore.Le uve utilizzate per la produzione del Pinot Grigio Ramato provengono da vigneti selezionati dislocati tra le piane ed i pendii, nella pianeggiante parte intermedia della Tenuta, Manine, dove le altitudini e l’alternanza di suoli – tra arenarie eoceniche, argille e ciottoli drenanti – creano un microclima perfetto per sviluppare fini aromi varietali e una struttura elegante e distintiva.
    Il Pinot Grigio Ramato di Attems con il millesimo 2024 si conferma come uno dei vini più rappresentativi del suo genere: un ponte tra passato e presente, tra classicità e ricerca stilistica.
    Il nuovo millesimo si presenta al naso delicatamente floreale, con note di ginestra e rosa alpina, accompagnate da un fresco sentore di mela verde. Il corpo è leggero e al contempo preciso e complesso, con un’acidità bilanciata che scorre piacevole al palato. Nel finale emerge la mineralità tipica del territorio, con accenni di ribes. Un vino che si distingue per la sorprendente versatilità gastronomica, la freschezza e l’equilibrio.
    Pinot Grigio Ramato Friuli DOC Vendemmia 2024
    L’inverno 2024 è stato caratterizzato da precipitazioni nella norma con temperature non particolarmente fredde, che sono andate però gradualmente aumentando fino alla prima settimana di aprile, quando è iniziato il germogliamento del Pinot Grigio. Rispetto al calendario del territorio la schiusa delle gemme è stata ritardata di circa 10 giorni grazie alla potatura tardiva, tecnica adottata in Attems ormai da anni.
    La primavera è stata caratterizzata da temperature miti e una piovosità inizialmente poco sopra la media, prima dell’arrivo del bel tempo che ha garantito una crescita costante della vegetazione.
    I vigneti di Pinot Grigio dedicati al Ramato sono giunti alla fase di piena fioritura attorno al 30 maggio, decisamente in ritardo rispetto alla precedente annata.
    Giugno e luglio sono stati due mesi dove l’estate calda è stata reidratata da qualche pioggia benefica che ha permesso alle piante di fronteggiare il mese di agosto senza squilibri idrici eccessivi.
    La raccolta è stata divisa in più giornate riuscendo così a mantenere un buon equilibrio tra contenuto zuccherino e acidità nei mosti che già dalle prime giornate di fermentazione sprigionavano degli ottimi profumi.
    Note Tecniche Pinot Grigio Ramato Friuli DOC Vendemmia 2024
    Le bucce e il mosto, dopo la diraspa-pigiatura, sono state lasciate in contatto per circa 10 ore a 8°C. Successivamente, il succo rosato, ricavato dalla soffice pressatura, viene lasciato decantare per 24-48 ore. Segue quindi, su mosto limpido, la fermentazione alcolica, condotta a basse temperature (15-17°C) per 15 giorni. La vinificazione è svolta in recipienti d’acciaio. Dopo la fermentazione il vino sosta per 4 mesi sulle fecce nobili che vengono costantemente messe in sospensione.
    ATTEMS
    Con le radici ben salde nella storia e lo sguardo rivolto al futuro, Attems, nel comprensorio del Collio Goriziano, la parte più orientale del Friuli, interpreta il territorio con una visione autentica e contemporanea che si traduce in una gamma di vini pregiati, dalla personalità elegante e fortemente identificativa di un’area vitivinicola particolarmente vocata. Ad un’altitudine media di 130 metri s.l.m., 44 ettari di vigneti, proprietà dal 2000 della famiglia Frescobaldi, sono coltivati a Ribolla Gialla, Sauvignon Blanc, Pinot Grigio e Chardonnay. I vini: Cicinis – Collio DOC, Sauvignon Blanc, elegante e inteso; Trebes – Collio DOC, Ribolla Gialla, vibrante acidità e solida struttura Pinot Grigio Ramato – Friuli DOC, morbido e agrumato, Pinot Grigio – Friuli Doc; Sauvignon Blanc – Venezia Giulia IGT, Chardonnay – Venezia Giulia IGT, Ribolla Gialla – Venezia Giulia IGT. More

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    Barbera d’Asti, un marchio collettivo per rafforzare l’identità europea e internazionale

    Il Consorzio Barbera d’Asti e Vini del Monferrato ha ottenuto dall’Ufficio Europeo per la Proprietà Intellettuale (EUIPO) la registrazione ufficiale del marchio collettivo “Barbera d’Asti” (n. 018956876), un traguardo significativo che rafforza la tutela e la valorizzazione della denominazione nell’Unione Europea. La data di registrazione è il 18 aprile 2025.

    «Siamo particolarmente soddisfatti di questo risultato», afferma Vitaliano Maccario, presidente del Consorzio. «Il marchio collettivo rappresenta un passo avanti nella difesa dell’identità del nostro vino e nella promozione del territorio. È uno strumento che tutela i produttori, accresce la riconoscibilità della Barbera d’Asti e contribuisce a consolidarne il posizionamento sui mercati internazionali». È già in corso il lavoro per estendere la protezione del marchio anche oltre i confini europei.

    Vitaliano Maccarino

    Il nuovo marchio si affianca alla Denominazione di Origine Controllata e Garantita (DOCG), offrendo una protezione aggiuntiva e uno strumento di promozione trasversale, pensato non solo per il mondo del vino ma anche per settori correlati come la ristorazione, l’ospitalità, l’organizzazione di eventi e la formazione.

    Il marchio è di proprietà del Consorzio, che ne garantirà l’impiego secondo un apposito regolamento. Questo documento stabilisce criteri rigorosi per l’utilizzo da parte delle aziende associate: dalla riproduzione del logo su etichette e materiali di comunicazione, al rispetto degli standard qualitativi, in linea con il Disciplinare di produzione. Il logo identificativo, concepito per essere riconoscibile in ambito europeo e internazionale, reca l’impronta digitale a simboleggiare autenticità e senso di appartenenza.

    «La Barbera è il cuore della nostra viticoltura – sottolinea ancora Maccario – ed è anche il punto di contatto tra individualità produttive e visione condivisa. Il logo sintetizza questa idea: un segno distintivo che racconta la qualità del vino e la forza della nostra comunità».

    La registrazione del marchio collettivo, seguita dallo Studio Legale Merlo di Asti in qualità di mandatario presso l’EUIPO, segna un passaggio strategico per tutte le realtà che fanno capo al Consorzio. Un riconoscimento che punta a generare valore lungo tutta la filiera, dal vignaiolo al consumatore finale.

    Il 2025 si conferma così un anno di grande dinamismo per il Consorzio, che prosegue il suo impegno nella valorizzazione delle denominazioni tutelate e nella costruzione di un’identità contemporanea del vino piemontese, capace di coniugare eccellenza produttiva e visione collettiva.

    Il Consorzio Barbera D’Asti e Vini Monferrato

    Il Consorzio Barbera d’Asti e Vini del Monferrato, fondato nel 1946, ha il compito di tutelare e promuovere le sue denominazioni per garantire la loro diffusione e la loro immagine sui mercati nazionali e internazionali, anche attraverso appositi marchi distintivi. Attualmente il Consorzio conta più di 421 aziende associate e 13 denominazione tutelate  More

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    Brilla: Il Prosecco incontra il design

    Dal 2018 Brilla! offre una rilettura originale del Prosecco DOC, attraverso una collezione che unisce la cura nella produzione a una forte vocazione estetica. La bottiglia – con la sua texture brevettata ispirata al taglio a goccia dei diamanti – non è solo forma, ma racconto. Evoca il mondo dell’alta gioielleria italiana, coniugando l’arte vetraria e decorativa che ha fatto del Veneto un crocevia tra funzionalità e bellezza.Con Brilla!, il design è parte integrante dell’esperienza del vino, che comincia dalla vista e prosegue nell’assaggio. Alla base, un’idea precisa: valorizzare la versatilità di uno dei simboli più riconosciuti del made in Italy attraverso un linguaggio visivo distintivo e una gamma capace di esprimere le diverse anime del Prosecco. Dall’espressione classica e quotidiana del Prosecco DOC, alla versione Rosé, gastronomica e contemporanea, fino alla massima espressione territoriale incarnata dall’Asolo Prosecco Superiore DOCG.
    Asolo Prosecco Superiore DOCG
    Questo spumante nasce nel cuore delle colline di Asolo, territorio che ha ottenuto la DOCG nel 2009. La zona di produzione – delimitata da disciplinare – si sviluppa tra le pendici del Monte Grappa e il fiume Piave, in un’area di forte vocazione, caratterizzata da condizioni pedoclimatiche ideali.
    Le uve Glera, provenienti da parcelle selezionate e a rese contenute, sono vinificate per esprimere un profilo elegante e nitido: profumi di pera, mela verde e fiori d’acacia, un sorso fresco, sapido e armonico, con perlage fine e acidità ben calibrata.
    Prosecco DOC
    Un classico intramontabile, di grande piacevolezza e versatilità nell’abbinamento gastronomico, caratterizzato da un perlage fine e persistente. Al naso emergono note fruttate di pesca e mela verde con delicati sentori floreali di acacia e lillà. In bocca, la freschezza e la leggerezza sono bilanciate da un gusto armonico e un retrogusto persistente.
    Prosecco DOC Rosé
    Un’interpretazione elegante e gastronomica del Prosecco DOC, che unisce la freschezza della Glera alla struttura del Pinot Nero. Dal colore rosa tenue con riflessi luminosi, presenta un bouquet delicato con note di frutti rossi e fiori bianchi. Il sorso è morbido e avvolgente, con un equilibrio perfetto tra acidità e sapidità.
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    Brilla! è il marchio che unisce la tradizione vinicola italiana a un’estetica distintiva e contemporanea. Nato nel 2018 e oggi parte del Gruppo Argea, Brilla! si distingue per la sua visione innovativa nel mondo degli spumanti e dei vini fermi. La sua identità si riflette nel design iconico delle bottiglie, caratterizzate dal raffinato motivo a goccia ispirato all’alta gioielleria, un dettaglio che esprime l’eleganza e l’attenzione al dettaglio proprie del brand.Specializzato nella produzione di Prosecco DOC e Asolo Prosecco Superiore DOCG, Brilla! ha ampliato la sua offerta includendo vini fermi come Pinot Grigio, Pinot Grigio Rosé e Pinot Nero, oltre a proposte innovative come il nuovo Vino Spumante Dealcolato 0.0. Ogni creazione di Brilla! è pensata per un pubblico che ricerca un’esperienza che unisce gusto e stile italiano.
    Via L. Cadorna 17, Fossalta di Piave, 30020 VE IT+39 0421 67194 – www.brilla.wine More

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    Vernaccia di San Gimignano Regina Ribelle: torna il Wine Fest

    Dopo il successo delle edizioni precedenti – l’ultima, nel 2024, ha superato i 1.000 visitatori – il festival torna ad animare il centro storico della città con degustazioni, masterclass, laboratori e intrattenimento.

    Organizzato dal Consorzio del Vino Vernaccia di San Gimignano insieme al Comune, il Wine Fest rappresenta un’occasione unica per scoprire e assaporare il grande bianco di Toscana nei luoghi in cui è nato e ha saputo crescere, attraversando i secoli.

    Il programma si articola su due giornate: protagonisti saranno i produttori della Denominazione, presenti agli stand per raccontare la propria Vernaccia, ma anche masterclass, wine tasting, laboratori di abbinamento con eccellenze toscane come Prosciutto Toscano DOP, Finocchiona IGP e Pecorino Toscano DOP. La festa proseguirà con appuntamenti di musica e dj-set nella splendida cornice della Rocca di Montestaffoli, senza dimenticare attività dedicate anche ai più piccoli.

    Domenica 18 maggio si terrà inoltre la finale del concorso “Miglior Sommelier AIS Toscana 2025”, frutto della rinnovata collaborazione tra il Wine Fest e AIS Toscana.

    “L’idea di creare un evento aperto al pubblico per promuovere la nostra Regina Bianca è nata come una scommessa,” spiega Irina Strozzi, Presidente del Consorzio. “Oggi siamo orgogliosi di vedere come questa manifestazione stia contribuendo a consolidare e rinnovare l’immagine della Vernaccia di San Gimignano.”

    Come da tradizione, il Wine Fest sarà preceduto da due giornate – il 15 e 16 maggio – dedicate alla stampa di settore italiana e internazionale. I giornalisti potranno degustare in anteprima le nuove annate di Vernaccia al Museo De Grada e visitare alcune aziende del territorio attraverso un press tour dedicato.

    PROGRAMMA:Sabato 17 Maggio11:00-19:00 Banchi di assaggio nel Centro Storico di San GimignanoIncontri con i produttori della Vernaccia di San Gimignano DOCGPiazza della Cisterna e Piazza del Duomo11:00-17:30 Accesso libero al percorso museale de “La Vernaccia di San Gimignano Wine Experience”Rocca di Montestaffoli12:00 Masterclass: La Vernaccia di San Gimignano incontra le altre eccellenze toscaneCon il Prosciutto Toscano DOP, la Finocchiona IGP e il Pecorino Toscano DOPPiazza delle Erbe14:00 Masterclass: La Vernaccia di San Gimignano incontra il Bistrot MagninoPiazza delle Erbe16:00 Masterclass: La Vernaccia di San Gimignano incontra l’Osteria San GiovanniPiazza delle Erbe18:00 Masterclass: La Vernaccia di San Gimignano incontra il ristorante FuoriluogoPiazza delle Erbe20:00-24:00 Dj-setMusica, Food, degustazione di Vernaccia di San Gimignano DOCG e special drinks firmati “Il Gingegnere”Cassero della Rocca di Montestaffoli Domenica 18 Maggio11:00-18:00 Banchi di assaggio nel Centro Storico di San GimignanoIncontri con i produttori della Vernaccia di San Gimignano DOCGPiazza della Cisterna e Piazza del Duomo10:00-11:30 Prove di esame AIS per “Miglior Sommelier della Toscana 2025”Accesso riservato ai partecipanti iscritti all’esame presso La Vernaccia di San Gimignano Wine ExperienceRocca di Montestaffoli11:00 Masterclass: Ilaria Lorini presenta le nuove annate della Vernaccia di San GimignanoPresentazione di 6 etichette di Vernaccia di San Gimignano. A cura di Ilaria Lorini – Miglior Sommelier Toscana AIS 2024Piazza delle Erbe 13:00-17:30 Accesso libero al percorso museale de “La Vernaccia di San Gimignano Wine Experience”Rocca di Montestaffoli14:30 Masterclass: Vernaccia di San Gimignano Ritorno al FuturoTalk Show con degustazione – Presentazione di 6 etichette premiate nelle ultime 6 edizioni della Guida Vitae AIS.Interverranno: Cristiano Cini – Presidente AIS Toscana, Roberto Bellini, Valentino Tesi – brand ambassador Vernaccia di San GimignanoPiazza delle Erbe16:00 Finale “Miglior Sommelier della Toscana 2025”Conclusione dell’esame AIS di DegustazioneLoggia del Comune17:30 Premiazione AIS  “Miglior Sommelier della Toscana 2025” e chiusura eventoCerimonia di consegna premi e saluti istituzionaliLoggia del Comune More

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    Il futuro del Vino è giovane: il percorso di Elisa e Gloria Campana

    La Ciocca incarna l’essenza di una tradizione vinicola familiare che si intreccia con uno spirito moderno e dinamico. Fondata nel 1972, l’azienda ha saputo evolversi nel tempo, abbracciando la visione di Elisa e Gloria Campana, giovani titolari capaci di unire radici e contemporaneità. Cresciute in un ambiente dove la passione per il vino si trasmette da generazioni, le due sorelle hanno trasformato La Ciocca in un luogo di esperienze enogastronomiche immersive nei Colli Piacentini.

    Gloria e Elisa Campana con il papà Patrizio

    Grazie alla loro energia, il territorio viene valorizzato attraverso esperienze dirette che parlano non solo di vino, ma anche di convivialità e relazione, attirando un pubblico giovane, curioso e coinvolto.

    Il loro progetto si inserisce in un contesto storico particolarmente favorevole: il mercato mostra infatti una crescente predilezione per vini più snelli, freschi e con un tenore alcolico contenuto. Una tendenza che rispecchia la nuova sensibilità verso un consumo più consapevole e che trova piena espressione nei vini dei Colli Piacentini, come Gutturnio, Ortrugo e Malvasia — proposti sia in versione ferma che frizzante — capaci di coniugare semplicità e immediatezza senza rinunciare all’identità territoriale.

    Sono vini pensati per la convivialità, perfetti compagni anche dei pic-nic che Elisa e Gloria organizzano nei mesi estivi  tra le vigne situate sui dolci pendii della Val Chero.

    La Val Chero: memorie di terra e natura

    La Val Chero non è solo uno scenario suggestivo, ma un vero e proprio archivio naturale che racconta secoli di storia e trasformazioni. Situata tra la Val D’Arda e la Val Nure, si estende in parte nel Parco Regionale dello Stirone e del Piacenziano, un’area protetta che custodisce oltre 300 ettari di paesaggio immacolato e ricco di biodiversità.

    La peculiarità geologica della Val Chero risiede nei suoi suoli antichi: da un lato, le sabbie argillose grigie impregnate di fossili, derivanti da ambienti costieri risalenti al Pliocene medio-superiore; dall’altro, le sabbie gialle, testimonianza delle antiche spiagge che un tempo bagnavano queste terre. Questa duplice natura dei terreni contribuisce a creare un terroir unico, capace di conferire ai vini una spiccata sapidità e una complessità aromatica senza pari, grazie all’abbondanza di micronutrienti e alle tracce fossilifere che raccontano un passato marino.

    Il fascino della Val Chero si intreccia anche con la storia e la cultura. Qui persino Leonardo da Vinci trovò ispirazione: nel 1482, nel Codice Leicester, il genio rinascimentale menzionò la straordinaria ricchezza geologica dell’area, sottolineando l’importanza dei fossili marini e la singolarità del paesaggio. Questo collegamento con il passato rende la Val Chero non solo un laboratorio a cielo aperto per la geologia, ma anche un luogo di esperienza culturale ed educativa.

    L’enoturismo esperienziale: un invito a riscoprire il piacere della convivialità

    Elisa e Gloria Campana hanno saputo cogliere l’importanza di integrare la produzione vinicola con iniziative che valorizzano il contatto diretto con la terra e la cultura enogastronomica. I pic-nic in vigna, organizzati da giugno a settembre, sono un esempio emblematico di questo approccio esperienziale. Immersi nella bellezza dei filari, i visitatori possono godersi aperitivi e cene a base di prodotti tipici, buon vino, musica e l’atmosfera conviviale che regna tra le vigne.

    Questa formula di ospitalità, pensata per attrarre soprattutto i giovani, sfida il pregiudizio secondo cui “ai giovani non interessa il vino”. Al contrario, l’offerta enogastronomica diventa un potente volano di innovazione culturale, capace di trasformare il tradizionale bicchiere di vino in un’esperienza multisensoriale. Durante gli eventi, oltre alla degustazione, vengono proposti laboratori e percorsi tematici che approfondiscono il legame tra la produzione del vino e la valorizzazione del territorio, coinvolgendo anche artigiani locali e professionisti del settore.

    Elisa e Gloria Campana

    La proposta di La Ciocca, unita all’energia e alla sensibilità di Elisa e Gloria Campana, dimostra che il futuro del vino passa attraverso l’apertura al cambiamento e il contatto diretto con il territorio. L’enoturismo esperienziale non solo arricchisce la proposta commerciale, ma rappresenta anche un modo attuale di riscoprire il patrimonio culturale ed enologico, rendendolo accessibile e interessante anche per le nuove generazioni. More

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    Bologna Wine Week, ecco le date della terza edizione!

    Dopo il grande successo delle prime due edizioni in Piazza Minghetti nel 2023 e nel 2024 che hanno visto la partecipazione di 10.000 partecipanti per anno, ritorna la Bologna Wine Week con una proposta ancora più ambiziosa, capace di unire il grande pubblico e i professionisti del settore in un viaggio sensoriale ed educativo attraverso il mondo del vino. La manifestazione  che promuove la cultura del vino e le eccellenze enologiche italiane e regionali si sposta nel cuore di Bologna, tra Piazza Nettuno, Palazzo Re Enzo e Sala Borsa, portando l’attenzione per un’intera settimana sul mondo del vino.A Palazzo Re Enzo saranno presente tra le 80 e le 100 cantine, con una bella rappresentanza dei Colli Bolognesi, ma anche di tutta la regione e oltre, offrendo una panoramica completa della produzione vinicola italiana, con particolare attenzione alle eccellenze locali: “L’idea è scaturita dalla volontà di creare un evento che celebrasse l’eccellenza enologica italiana con un’attenzione particolare ai vini dell’Emilia-Romagna – racconta l’organizzatore Gian Marco Gabarello – Volevamo offrire sia ai professionisti del settore che al grande pubblico un’occasione per incontrarsi, degustare e approfondire la cultura del vino in un contesto conviviale e accessibile”.
    La terza edizione della Bologna Wine Week punta ad aumentare la presenza di operatori del settore attraverso pass dedicati a buyer e professionisti, senza però perdere il suo legame con il grande pubblico e gli appassionati potranno partecipare a degustazioni guidate, scoprire nuove etichette e approfondire la cultura del vino attraverso masterclass e incontri con esperti, che accompagneranno i visitatori alla scoperta delle cantine, delle degustazioni e delle varie attività in programma.
    Tra le novità dell’edizione 2025 un focus dedicato agli spumanti grazie alla partnership con Spumanti Italia, giunta alla sua settima edizione: “in questi anni il mondo della spumantistica è cresciuto tantissimo ed oggi sono diverse le cantine che propongono una bollicina nella loro carta dei vini – sottolinea Andrea Zanfi, fondatore di Spumanti Italia – la partnership con la Bologna Wine Week è per noi un modo di unire le forze e proporre un grande evento in questa città”.
    Ci sarà inoltre una sala dedicata ai distillati, che permetterà ai visitatori di esplorare il mondo della mixology e delle produzioni artigianali, arricchendo ulteriormente l’esperienza della manifestazione. Il programma è in fase di definizione e tutti i dettagli saranno svelati a breve ma si anticipa sin d’ora che tutta la settimana sarà animata dagli eventi OFF nei ristoranti e locali partner, con un focus sui vini regionali: grazie a queste iniziative, la manifestazione amplia la sua offerta e coinvolge attivamente la città, trasformandola in un palcoscenico diffuso dedicato alla cultura del vino.
    La manifestazione è ideata e organizzata da Gian Marco Gabarello attraverso la sua società Ebrezze, realtà che unisce ristorazione, accoglienza e cultura del bere. Oltre a dare vita a Bologna Wine Week, la società gestisce Ebrezze, ristorante di pesce e cocktail bar nel cuore della città (Via Castiglione, 11D), ed Ebrezze Giardino, il suggestivo locale estivo sui colli bolognesi. Con questa manifestazione, Ebrezze rafforza il suo ruolo nel panorama enogastronomico, valorizzando il vino come elemento centrale di un’esperienza culturale e conviviale che coinvolge la città intera.
    Bologna Wine Week 2025 andrà in scena da Venerdì 9 a Domenica 11 Maggio 2025 e si conferma già come un appuntamento imperdibile per tutti coloro che amano il vino, vogliono approfondire alcune tematiche e vivere un’esperienza autentica tra cultura, sapori e scoperte. More

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