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    Consorzio Tutela Roero continua il tour nella grandi città italiane con la tappa a Bologna

    Dopo il successo dei primi due appuntamenti di Roma e Napoli, il Consorzio Tutela Roero ha risalito lo Stivale in direzione di Bologna, per la terza tappa del “Roero in Tour”, il progetto itinerante che porta i vini della Docg nelle principali piazze italiane. Quello intrapreso dal Consorzio è un vero e proprio viaggio dedicato all’incontro tra i vini del Roero e le grandi città del nostro Paese attraverso il dialogo con la cucina tipica di ogni territorio. Questa è stata la volta di entrare nel cuore dell’Emilia: i vini del Roero hanno infatti conquistato la scena bolognese offrendo un’esperienza sensoriale di alto profilo. Un format inedito che ha riunito grandi esperti del settore, tra stampa, ristoratori, sommelier e i migliori interpreti del vino italiano in un’unica occasione di confronto, scoperta e connessione.L’incontro nel capoluogo emiliano ha rappresentato un’ulteriore occasione per mettere in luce le grandi potenzialità della denominazione che unisce le storie di passione di ben 258 soci e la biodiversità dei terroir di oltre 1300 ettari di vigneti. Un mosaico di colline, suoli sabbiosi e microclimi che danno vita a vini di grande eleganza, profondamente legati al territorio e capaci di raccontarne ogni sfumatura.
    La versatilità del Roero Docg si riflette nelle sue cinque tipologie. Il Roero Rosso, espressione elegante del Nebbiolo sulle sabbie roerine, e la sua versione Riserva, più complessa e longeva, incarnano la profondità e la finezza dei suoli collinari. Il Roero Arneis, bianco simbolo della denominazione, unisce freschezza e aromaticità, mentre il Roero Arneis Riserva – introdotto nel 2017 – rivela struttura e sorprendente capacità evolutiva. Completa il quadro il Roero Arneis Spumante, che con la sua vivacità interpreta in chiave moderna la personalità dinamica e contemporanea del Roero.
    “Roero in Tour è il nostro modo di valorizzare i vini della denominazione e di rafforzarne la conoscenza attraverso attività mirate – sottolinea Massimo Damonte, Presidente del Consorzio Tutela Roero –  Un percorso di crescita condivisa che mette in luce la personalità dei nostri vini, fedeli alla loro origine e al tempo stesso capaci di dialogare con il gusto e le esigenze del mercato attuale.
    Radici e ricerca, eleganza e autenticità questo il messaggio che continuiamo a portare avanti e che rende unica la nostra denominazione”.
    Con l’appuntamento di Bologna, il Consorzio Tutela Roero conferma il proprio impegno nella promozione dei vini della denominazione, portandoli a scoprire nuovi pubblici e contesti di eccellenza. Un percorso che valorizza il Roero come patrimonio dell’umanità UNESCO, uno dei territori vitivinicoli e paesaggistici più distintivi del Piemonte, e che proseguirà con la prossima tappa a Milano prima della fine dell’anno. More

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    Nasce Herbarium, il vermouth naturale e territoriale de La Cricca: solo 435 bottiglie numerate

    Nasce Herbarium, il nuovo vermouth naturale e territoriale de La Cricca, prodotto in una tiratura limitata di sole 435 bottiglie numerate. La Cricca, giovane e vivace azienda friulana ormai apprezzata per il suo spirito innovativo, presenta così un vermouth che è il risultato di un percorso di ricerca, passione e autenticità. Herbarium prende vita da nobili uve autoctone di Verduzzo e Picolit, arricchite da sette botaniche friulane, e si distingue per la totale assenza di zuccheri e coloranti aggiunti: la dolcezza nasce esclusivamente dal vino, mentre il carattere deriva dalle essenze delle erbe spontanee.Questo progetto affonda le sue radici nell’incontro tra tradizione e innovazione, grazie alla collaborazione con il vignaiolo Marco Cecchini, la Liquoreria Friulana e la direttrice artistica Elisa Cabras, che ha dato vita a un concept grafico originale e ricercato. Per la produzione si utilizzano solo vini biologici da uve Verduzzo e Picolit, a cui vengono aggiunte le sette botaniche friulane – assenzio, santoreggia, origano, salvia sclarea, coriandolo, genziana e angelica – lasciate in macerazione in soluzione idroalcolica per quindici giorni. Dopo questa fase, il prodotto viene fatto maturare per almeno tre mesi senza alcun additivo, per mantenerne intatta la purezza prima della successiva evoluzione in bottiglia.
    Herbarium è pensato per chi desidera un vermouth esclusivo, equilibrato ed elegante, perfetto da gustare come aperitivo o a tutto pasto, come digestivo o come base per cocktail dal carattere audace e innovativo. Si presenta alla vista con un intenso colore giallo dorato e al palato offre freschezza e persistenza, chiudendo con un finale piacevolmente amaricante e speziato.
    Come spiega Luca Comello, socio e amministratore de La Cricca, “Herbarium rappresenta la nostra idea di autenticità e rispetto per il territorio. Volevamo creare un vermouth che raccontasse la storia delle nostre terre e delle persone che le vivono, senza compromessi e senza artifici.” Aggiunge Luca Latronico, socio de La Cricca: “Questo progetto è il risultato di un percorso condiviso, fatto di incontri, degustazioni e scoperte. Herbarium è un invito a riscoprire il piacere delle cose genuine, da gustare lentamente e con curiosità.”
    Per acquisti o maggiori informazioni è possibile visitare il sito vinilacricca.it oppure scrivere una mail a [email protected]. More

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    Federvini: apprezzamento per il voto della Commissione Agricoltura del Parlamento europeo sul “Pacchetto Vino”

    Federvini esprime il proprio apprezzamento per l’esito del voto odierno della Commissione Agricoltura e Sviluppo Rurale (COMAGRI) del Parlamento europeo che ha esaminato e approvato gli emendamenti al cosiddetto “Pacchetto Vino”, passaggio significativo del percorso di revisione del quadro normativo europeo del settore.
    Federvini accoglie positivamente la conferma delle semplificazioni in materia di etichettatura, comprese le deroghe per i prodotti destinati all’esportazione, la previsione di aliquote di sostegno più elevate per gli interventi settoriali e il prolungamento della durata dei progetti di promozione, strumenti essenziali per il consolidamento dei mercati internazionali. Di rilievo anche la maggiore flessibilità finanziaria, che consentirà di riportare all’annualità successiva le economie di spesa, garantendo una gestione più efficiente e mirata delle risorse disponibili.
    “Il voto della Commissione Agricoltura del Parlamento europeo conferma la volontà di sostenere un comparto che rappresenta un’eccellenza del sistema agroalimentare europeo. Accogliamo con favore le semplificazioni introdotte e le misure volte a rafforzare la promozione, l’internazionalizzazione e la sostenibilità del settore” ha commentato Albiera Antinori, Presidente del Gruppo Vini di Federvini. “Non meno significativa la costante attenzione dei parlamentari italiani, che hanno contribuito in modo concreto al dibattito, con un impegno orientato a valorizzare la nostra filiera vitivinicola. Si tratta di un risultato che premia il dialogo costruttivo tra le istituzioni europee e il mondo produttivo, e che pone basi solide per il negoziato finale in vista dell’accordo definitivo.”
    La proposta di regolamento era stata avanzata la scorsa primavera dal Commissario europeo all’Agricoltura, Christophe Hansen, e successivamente discussa dal Consiglio dell’Unione europea lo scorso giugno. L’approvazione degli emendamenti da parte della COMAGRI rappresenta un ulteriore passo avanti verso la definizione della posizione del Parlamento europeo. Il processo legislativo proseguirà con il voto in plenaria, atteso il prossimo 25 novembre, propedeutico all’avvio del negoziato finale a tre tra Parlamento, Consiglio e Commissione (il cosiddetto Trilogo), volto a definire il testo definitivo del regolamento. More

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    Libri da leggere: Champagne. Passato, presente e futuro di un vino leggendario

    Un viaggio tra storia, cultura e gusto per raccontare il mito più effervescente del vino francese.Ci sono libri che non si limitano a raccontare, ma restituiscono un’emozione. Champagne, passato, presente e futuro di un vino leggendario, edito da Kellermann nella collana Grado Babo nel 2025, appartiene a questa rara categoria.
    Pagina dopo pagina, Francesco Piccat accompagna il lettore in un viaggio che profuma di gesso e di memoria, di feste regali e di vigneti silenziosi. È la storia di un vino che da secoli scintilla nei calici del mondo, ma che solo chi ha il coraggio di guardare indietro può comprendere davvero.
    Piccat, già conosciuto per aver pubblicato sempre con Kellermann “Borgogna, storie di grandi vini francesi”, unisce rigore e poesia. Con la precisione di un archeologo e la sensibilità di un narratore, ricostruisce duemila anni di civiltà e di gusto, mostrando come lo Champagne, il vino francese più celebre, non sia soltanto una bevanda di lusso, ma una metafora dell’Europa stessa: luogo di incontro tra popoli, culture, lingue e visioni.
    La sua prosa, limpida e intensa, restituisce alla Champagne una profondità che il mito delle bollicine francesi aveva forse offuscato. Dietro ogni bottiglia, ci ricorda l’autore, ci sono millenni di gesti umani, di errori trasformati in tradizione, di pazienza e di speranza.
    Il volume, pubblicato da Kellermann Editore e introdotto dalla prefazione dello storico Serge Wolikow, attraversa la storia dello Champagne come un grande affresco. Dai calderoni di Lavau e dai vitigni di Saint Rémi alle abbazie di Reims e Hautvillers, Piccat racconta la nascita di un sapere collettivo che trasforma la viticoltura in cultura.
    Poi, con l’eleganza del narratore esperto, ci porta nel Settecento, l’età della ragione, ma anche della frivolezza e del piacere. È allora che Londra incorona lo Champagne come vino della modernità, e da quella luce l’eco continua ancora oggi.
    C’è nel libro una tensione costante tra terra e cielo, fede e scienza, memoria e futuro. Piccat esplora il metodo champenois, la disciplina dell’AOC, i vitigni e i climi, ma lo fa sempre con un’attenzione umana: dietro ogni regola, una storia; dietro ogni bollicina di Champagne, una scelta.
    L’autore non idealizza, ma comprende. Guarda allo Champagne come a un organismo vivo, che cambia con il mondo: una creatura fragile e grandiosa che oggi affronta il riscaldamento globale, la sostenibilità e la concorrenza degli spumanti internazionali, senza smettere di cercare la propria verità.
    Francesco Piccat presso il museo Pressoria ad Aÿ-Champagne
    “Lo Champagne è davvero un vino francese? La risposta è sì, ma la sua identità è il risultato di secoli di contaminazioni culturali e intuizioni tecniche.”(Francesco Piccat, Champagne – passato, presente e futuro di un vino leggendario, Kellermann, 2025)
    È in questa frase che si condensa l’anima del libro. Champagne, passato, presente e futuro di un vino leggendario non è un semplice saggio enologico: è una dichiarazione d’amore al vino e alla storia, un invito a guardare con occhi nuovi ciò che credevamo di conoscere.
    Francesco Piccat riesce a parlare tanto agli esperti quanto ai curiosi, con una voce che sa di sincerità e di passione, e con la grazia di chi ha camminato davvero tra i filari della Champagne, ascoltando il silenzio che precede la vendemmia.
    Leggerlo significa capire che la grandezza dello Champagne non sta solo nelle sue bollicine, ma nella sua umanità: nella fatica, nella bellezza, e nella luce che da secoli continua a risalire verso il bordo del bicchiere, come un racconto che non smette mai di rinascere.
    Perché leggerlo
    Perché questo libro ci ricorda che la grandezza di un vino non nasce solo dalla sua fama, ma dal legame profondo tra terra, storia e cultura del gusto. Champagne è il ritratto di un vino e di un continente che hanno imparato a specchiarsi l’uno nell’altro.
    E’ possibile acquistare il libro su Amazon.it: https://www.amazon.it/Champagne-Passato-presente-futuro-leggendario/dp/8867671588 More

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    Campania Wines: l’anima unita del vino campano al Merano Wine Festival 2025

    La Campania del vino, anche quest’anno, sceglie la strada dell’unità per presentarsi alla 34ª edizione del Merano Wine Festival, in programma dal 7 al 10 novembre 2025.Sotto il nome comune di “Campania Wines”, quattro consorzi di tutela – Sannio Consorzio Tutela Vini, Consorzio Tutela Vini Vesuvio, VITICA – Consorzio Tutela Vini Caserta e Consorzio Vita Salernum Vites – porteranno a Merano un racconto corale di territorio, biodiversità e cultura enologica.

    Il progetto nasce dalla collaborazione all’interno dell’ATS Campania.Wine, con il Sannio Consorzio nel ruolo di capofila, e rappresenta oggi una delle esperienze più mature di cooperazione interconsortile in Italia. Una visione condivisa che parte dal vino per arrivare al territorio, valorizzando la qualità produttiva e l’identità gastronomica della regione in un contesto di respiro internazionale.

    Quattro consorzi, un racconto comune

    Ognuno dei quattro consorzi porta con sé un frammento di Campania, un paesaggio e una memoria che si intrecciano in un mosaico di sapori e storie.

    Il Sannio, cuore rurale e viticolo della regione, si conferma laboratorio di sostenibilità e custode di un patrimonio ampelografico unico. Le sue denominazioni – Falanghina del Sannio DOC, Sannio DOC Coda di Volpe, Aglianico del Taburno DOCG – raccontano un territorio che ha saputo rigenerarsi, mantenendo viva la tradizione contadina e la sua vocazione ambientale.

    Il Consorzio Tutela Vini Vesuvio rappresenta invece l’anima vulcanica della regione. Lì, dove il suolo parla la lingua del fuoco, nascono vini di straordinario carattere come il Lacryma Christi del Vesuvio, insieme a varietà autoctone come Piedirosso, Caprettone e Catalanesca. Sono vini che portano in sé l’eco di una terra antica, sospesa tra mare e montagna.

    A nord, il VITICA – Consorzio Tutela Vini Caserta racconta la Campania Felix, tra le alberate di Asprinio d’Aversa DOC, il Falerno del Massico – forse il vino più leggendario della romanità – e le denominazioni Galluccio, Roccamonfina e Terre del Volturno IGP. Una viticoltura di fatica e di bellezza, dove la verticalità delle viti e la memoria storica diventano metafora di resistenza.

    Il quarto tassello, il Consorzio Vita Salernum Vites, è la voce mediterranea della regione: Costa d’Amalfi, Cilento, Castel San Lorenzo DOC, insieme alle IGT Paestum e Colli di Salerno, rappresentano un paesaggio che vive di luce, vento e mare, dove la vigna si fonde con l’ospitalità e la cultura della Dieta Mediterranea.

    Casa Campania: un luogo di incontro e racconto

    Nel cuore di Merano, davanti al Kurhaus, Casa Campania sarà ancora una volta il palcoscenico che accoglierà la regione e i suoi protagonisti. Non solo un’area espositiva, ma uno spazio vivo, pensato come hub di degustazione, narrazione e scoperta.Qui si alterneranno degustazioni guidate, approfondimenti tematici e racconti di territorio, con un’attenzione particolare alla biodiversità viticola e ai valori della sostenibilità.A completare l’esperienza, la cucina dello chef Daniele Luongo, che proporrà abbinamenti ispirati alla tradizione gastronomica campana, per restituire al visitatore un’immagine completa e autentica del territorio.

    Un modello di coesione e visione

    “Partecipare insieme a Merano – spiega Nicola Matarazzo, project manager di Campania Wines – significa condividere un obiettivo comune: far conoscere al mondo la qualità e la cultura del vino campano. Il festival è una vetrina di prestigio, ma anche un luogo dove si costruiscono relazioni e nuove opportunità”.

    Dietro il progetto si legge un intento più profondo: quello di ricomporre un’identità regionale complessa, spesso frammentata, e restituirla in una forma coerente e contemporanea. I dati parlano di un settore in crescita: 24.000 ettari vitati, 2.800 produttori e una produzione che nel 2024 ha superato 1,3 milioni di ettolitri. Numeri che testimoniano un comparto vitale, fatto in gran parte di piccole e medie aziende familiari, ma proiettato verso la qualità, l’innovazione e l’internazionalizzazione.

    La Campania del vino guarda avanti

    La forza di Campania Wines sta nel suo essere racconto e visione allo stesso tempo. È la narrazione di una terra che si riconosce nel suo passato, ma che sceglie di proiettarsi nel futuro con una voce nuova: unitaria, consapevole e profondamente legata alla sua autenticità.Un vino che non parla solo di vigne, ma di paesaggi, di persone e di cultura. Una Campania che si rinnova, e che al Merano Wine Festival si prepara a brindare con il mondo. More

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    “Brilla!” diventa Official Partner del Treviso FBC

    “Brilla!”, brand di Argea specializzato nella produzione di Prosecco e ambasciatore del Made in Italy nel mondo, annuncia con orgoglio la nuova partnership con il Treviso Calcio diventando Official Partner della storica squadra biancoceleste.Il marchio “Brilla!” sarà infatti al fianco del Treviso FBC per tutta la stagione sportiva 2025/2026, con una presenza costante allo Stadio Tenni, sulle divise pre-match e in diverse attività di comunicazione, oltre che nei momenti ufficiali più significativi del Club.
    L’accordo rappresenta un segno concreto dell’impegno di “Brilla!” verso il territorio e dei valori che condivide con lo sport: passione, impegno, gioco di squadra e rispetto reciproco. Presente nei principali mercati internazionali, il brand rinnova così la propria vicinanza al tessuto locale, sostenendo iniziative che esaltano energia, senso di comunità e spirito di squadra, elementi che uniscono in modo autentico il mondo del vino a quello del calcio.
    Allo stesso tempo, la collaborazione nasce dall’incontro naturale tra l’eleganza e l’anima lifestyle del brand e il lato più mondano del calcio, un universo dove stile, emozione e condivisione si intrecciano in un’unica esperienza capace di unire persone, passioni e storie.
    «Siamo felici di sostenere una realtà come il Treviso FBC, simbolo di identità e appartenenza per la città e la provincia – dichiara Giacomo Tarquini, Group Marketing Director di Argea – Questa collaborazione rappresenta al meglio il nostro modo di vivere il legame con il territorio e con le persone che ne fanno parte. “Brilla!” nasce anche per celebrare l’italianità nel mondo e cosa c’è di più italiano del calcio?».
    «Accogliamo con grande piacere “Brilla!” nella nostra famiglia biancoceleste – commenta invece Federico Da Re, Direttore Operativo del Treviso FBC – Parliamo infatti di una partnership che valorizza le eccellenze del territorio e che testimonia come il nostro progetto sportivo stia attirando realtà solide, capaci di coniugare qualità, visione e attenzione al valore della comunità. Insieme vogliamo continuare a far crescere il nome di Treviso dentro e fuori dal campo».
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    Brilla! è il marchio che unisce la tradizione vinicola italiana a un’estetica distintiva e contemporanea. Nato nel 2018 e oggi parte del Gruppo Argea, Brilla! si distingue per la sua visione innovativa nel mondo degli spumanti e dei vini fermi. La sua identità si riflette nel design iconico delle bottiglie, caratterizzate dal raffinato motivo a goccia ispirato all’alta gioielleria, un dettaglio che esprime l’eleganza e l’attenzione al dettaglio proprie del brand.
    Specializzato nella produzione di Prosecco DOC e Asolo Prosecco Superiore DOCG, Brilla! ha ampliato la sua offerta includendo vini fermi come Pinot Grigio, Pinot Grigio Rosé e Pinot Nero, oltre a proposte innovative come il nuovo Vino Spumante Dealcolato 0.0. Ogni creazione di Brilla! è pensata per un pubblico che ricerca qualità, e un’esperienza che unisce gusto e stile italiano.
    Via L. Cadorna 17,
    Fossalta di Piave,
    30020 VE IT+39 0421 67194www.brilla.wine More

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    Vino, l’Asti DOCG nei calici delle Nitto ATP Finals per il quinto anno consecutivo

    L’Asti Docg alza i calici per Jannik Sinner, ritrovato numero uno del ranking mondiale, confermandosi per il quinto anno consecutivo official sparkling wine e silver partner delle Nitto ATP Finals, il torneo indoor più atteso dell’anno che dal 9 al 16 novembre vedrà sfidarsi all’Inalpi Arena di Torino i migliori otto tennisti al mondo.
    “Da cinque anni scendiamo in campo affiancando l’élite del tennis mondiale con le nostre bollicine – commenta il direttore del Consorzio Asti Docg, Giacomo Pondini –. Una partnership che rafforza il legame tra il brand Asti e il mondo del tennis, permettendoci di raggiungere un pubblico sempre più vasto di appassionati e potenziali nuovi consumatori. Basti pensare che lo scorso anno oltre 210 mila spettatori hanno seguito dal vivo partite e allenamenti del torneo, mentre la sola finale giocata tra Sinner e Fritz ha superato i 5 milioni di telespettatori”.
    L’Asti Spumante e il Moscato d’Asti non solo celebreranno le vittorie dei tennisti sul cemento ma accompagneranno anche le attività collaterali organizzate dal Consorzio nel capoluogo piemontese. A dare il via al programma delle iniziative, domani – martedì 4 novembre – la Windows Opening Ceremony and Shopping Night, il party preview alla Rinascente di via Lagrange dove l’Asti Docg verrà servito nell’area wine&food. Giovedì 6 novembre la denominazione spumantistica più antica d’Italia sarà nei bicchieri del Grand Opening Show, l’esibizione musicale che porterà sul palco dell’Inalpi Arena i Pinguini Tattici Nucleari e Max Pezzali. Confermato poi anche per il 2025 il consueto Charity Brunch, l’evento di beneficenza in calendario martedì 11 novembre al Museo del Cinema per raccogliere fondi a sostegno della ricerca contro il cancro dell’Istituto Candiolo, il centro oncologico d’eccellenza torinese. In palio ci saranno cimeli di tennisti nazionali e internazionali con il Consorzio che metterà all’asta alcuni memorabilia del brand ambassador della denominazione Lorenzo Sonego, ospite anche dell’area consortile al palazzetto sempre l’11 novembre. In chiusura domenica 16 novembre, The Final Set, il closing party ufficiale delle Finals dove alle OGR di Torino verrà prima trasmessa la finale in diretta streaming e poi seguirà il dj set di Lele Gobbi con l’Asti Docg partner ufficiale della serata.
    Inoltre, per tutta la durata del torneo, l’Asti Docg sarà anche nei calici allo stand del Consorzio collocato nel Fan Village.
    Un novembre caldo, quello dell’ente consortile piemontese,  con un fitto calendario di eventi. Già sabato 8 novembre l’Asti Docg brinderà alla nuova edizione della guida Vini Buoni al Teatro Puccini in occasione del Merano Wine Festival. Nella stessa giornata ritorna a Canelli con destinazione Nizza Monferrato anche lo storico TrEno Langhe Roero e Monferrato della Fondazione FS Italiane. Il 9 novembre, in collaborazione con la Regione Piemonte, si terrà all’Archivio di Stato di Torino una verticale di vini aromatici mentre l’Ape Car dell’ente consortile si sposterà alla Fiera del Tartufo a Canelli. Mercoledì 12 novembre si terrà l’inaugurazione dell’enoteca regionale delle colline del Moscato d’Asti a Mango mentre il 16 novembre alla festa del Torrone di Cremona le nuove linee dei torroncini Pernigotti verranno servite in abbinamento con Asti Spumante e Moscato d’Asti. A fine mese (30 novembre) appuntamento con le visite del Fai che porteranno gli appassionati e i curiosi alla scoperta di Palazzo Gastaldi, la casa dell’Asti Docg. More

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    Il Touring Club Italiano presenta in anteprima al Merano WineFestival la guida “Vinibuoni d’Italia 2026”

    La 34ª edizione del Merano WineFestival sarà anche quest’anno l’occasione per la presentazione in anteprima di Vinibuoni d’Italia 2026, la guida edita dal Touring Club Italiano dedicata ai vini autoctoni.Sabato 8 novembre, a partire dalle ore 10:30, il Teatro Puccini di Merano, recentemente restaurato, ospiterà il primo appuntamento della nuova edizione, con la presentazione nazionale e la consegna del riconoscimento ai TOP 300, ovvero i migliori vini da vitigni autoctoni e spumanti Metodo Classico selezionati tra i vini che hanno ottenuto la Corona, durante le Finali nazionali, dai curatori nazionali Mario Busso e Alessandro Scorsone.
    Inoltre, in collaborazione con i partner della guida, verranno assegnati alcuni premi speciali. Il premio Michele D’Innella, in collaborazione con Rastal, che quest’anno sarà conferito all’associazione G.R.A.S.P.O. per il suo lavoro di ricerca sui vitigni abbandonati, il premio Ecofriendly, in collaborazione con Amorim, Verallia e Repower, dedicato alle aziende che si sono distinte per programmi operativi ispirati alla sostenibilità ambientale, il premio Eticork di Amorim, che ogni anno premia una realtà del mondo del vino impegnata in progetti etico/sociali, il premio Vinovisioni, assegnato al VIS (Volontariato Internazionale per lo Sviluppo), che attraverso la campagna Territori diVini sostiene il progetto della Cantina di Cremisan in Palestina.
    Al termine della premiazione, gli ospiti della presentazione potranno degustare i vini premiati e alcuni vini della Cantina di Cremisan, accompagnati da eccellenze gastronomiche partner della guida: Grana Padano Dop e Salumi Levoni.
    Vinibuoni d’Italia sarà disponibile in libreria dal 21 novembre con una veste grafica interna rinnovata. La guida, curata da Mario Busso e Alessandro Scorsone, è suddivisa in 23 capitoli territoriali dedicati alle regioni italiane, a cui si aggiungono le sezioni sul Brda sloveno e sull’Istria croata. Da alcune edizioni, a questi capitoli si affianca Perlage Italia, dedicata agli spumanti Metodo Classico italiani, ormai protagonisti in tutto il mondo. Sono stati degustati oltre 35.000 campioni per individuare i 6.610 vini recensiti e sono 1.933 le aziende presenti in guida, con un 27% di new entry rispetto all’anno scorso.
    Un viaggio nell’Italia del vino, alla scoperta della storia dei territori che ogni vitigno autoctono porta con sé, con caratteristiche uniche e irripetibili, all’insegna della sostenibilità e della ricerca di profili organolettici distintivi.
    Da 23 edizioni, Vinibuoni d’Italia accompagna i lettori nel grande patrimonio vitivinicolo italiano, un settore che si conferma strategico per il nostro turismo. Non solo un aiuto nella scelta dei vini che meglio incontrano i gusti dei lettori, ma anche un invito a nuove esperienze: la guida mette in evidenza le cantine che offrono visite, degustazioni e ospitalità, le aziende che adottano pratiche ecosostenibili, conduzione biologica o biodinamica e che propongono infrastrutture per un turismo più sostenibile, come stazioni di ricarica per veicoli elettrici e servizi per i cicloturisti.
    L’edizione 2026, oltre agli inserti tradizionali sui rosati, le bollicine, l’ospitalità e i vitigni internazionali, che ampliano il racconto della guida, ospita un focus sul Vermouth di Torino, il primo vino aromatizzato tutelato in Italia, che ha recentemente ricevuto il riconoscimento da parte del Ministero dell’Agricoltura al Consorzio di Tutela del Vermouth di Torino Igp. More