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Concha y Toro – risultati 2025


Nel 2025 Concha y Toro ha avuto un anno di transizione, per così dire, dove le vendite sono cresciute poco (+2% nell’anno, +1% nel secondo semestre), ma, come hanno mostrato nella presentazione, più della media del settore. I margini sono invece leggermente scesi, a causa dei costi logistici e delle tasse, ma alla fine il debito è sceso leggermente e la leva finanziaria è rimasta stabile. È stato anche un anno in cui è stata effettuata un’ulteriore pulizia del bilancio, con la svalutazione di vini non più vendibili, la risoluzione di alcuni contratti e alcune dismissioni. Questi interventi dovrebbero generare circa 28 miliardi di peso di benefici nel 2026-27, pari a circa il 3% delle vendite.

Il consiglio di amministrazione ha anche deciso di migliorare leggermente la remunerazione degli azionisti, passando dal 40% dell’utile al 50%, e di avviare un piano di riacquisto di azioni proprie.

L’andamento borsistico di Concha y Toro non è soddisfacente (vedere il grafico nel post): il titolo è sceso del 13% da fine 2024 al 21 marzo. Se confrontato con il nostro INDV Wine Index (-16%) è andato soltanto un filo meglio.

Passiamo a un’analisi più dettagliata nel post.

Nel 2025 Concha y Toro chiude un anno “da transizione”: le vendite crescono poco ma meglio del settore, la marginalità viene compressa da tasse e costi logistici, mentre la struttura finanziaria si rafforza e il capitale investito continua a salire, con un ROIC che torna in doppia cifra. In sintesi, il gruppo arriva al 2026 con un portafoglio più premium, una leva contenuta e un piano di efficienze già in pista, ma con utili ancora sotto i massimi del 2021‑22.ppt-vcyt-resultados-2025-english.pdf+1

Il fatturato 2025 sale a 975 miliardi di CLP, +1.7% sul 2024, con il solo vino a 918.3 miliardi (+2.8%) a fronte di volumi sostanzialmente stabili (30.3 milioni di casse da 9L. Il mix continua a migliorare: le categorie Principal+Invest salgono al 54% delle vendite totali e al 57% delle vendite vino, +1 punto percentuale, spinte da Casillero del Diablo (+3.4%), Diablo (+15.0%), Trivento Reserve (+2.7%) e Don Melchor (+84.6%).

I mercati di esportazione crescono del 3.6%, con l’Europa a +4%, l’America Latina a +8% trainata da Brasile (+19%) e Messico, mentre Asia è debole, soprattutto a causa di Giappone e Corea

Il margine lordo è 376 miliardi (+1%), ma in percentuale scende al 38.6% a causa dell’aumento dei costi del vino e dei materiali secchi e dall’impatto delle nuove tasse. L’EBITDA arretra a 153 miliardi (‑3%), con margine al 15.7%. L’EBIT rettificato dalle svalutazioni straordinarie si attesta a 112miliardi (‑7%)

La gestione finanziaria migliora: oneri finanziari netti sono in calo del 17% e il debito cala a 346 miliardi con rapporto NFD/EBITDA stabile a 2.3x, sotto l’obiettivo aziendale di 2.5x.

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