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Canada – importazioni di vino – aggiornamento 2025


Le importazioni di vino in Canada calano come nella maggior parte del mondo, ma in questo caso tutto si concentra sulla relazione con gli USA: a causa della guerra dei dazi, il Canada ha praticamente chiuso al vino americano, crollato di quasi l’80%. A trarne vantaggio praticamente tutti gli altri, compresa l’Italia, che però mostra un progresso meno marcato di quanto ci si sarebbe potuto attendere. In altre parole, bene ma peggio degli altri.

fonte: I numeri del vino su dati UN Comtrade

Dati in formato testo disponibili nella sezione Solonumeri.

Le importazioni di vino in Canada nel 2025 scendono a 1714 milioni di euro, in calo del 7% rispetto al 2024. È il secondo anno consecutivo di contrazione dopo il picco di 2156 milioni toccato nel 2022. In valuta locale il calo è più contenuto (-1.3% a 2706 milioni di dollari canadesi), il che segnala che buona parte della flessione in euro è attribuibile all’effetto cambio. I volumi calano marginalmente (-1% a 3.65 milioni di ettolitri), un dato che indica una sostanziale tenuta dei consumi a fronte di un prezzo-mix in deterioramento

Il dato più eclatante dell’anno è il crollo delle importazioni dagli Stati Uniti, che passano da 389 a 88 milioni di euro (-77%), a causa delle tensioni commerciali tra i due paesi e ai dazi imposti dal Canada sui prodotti americani (e viceversa ovviamente). Gli USA, che nel 2022 valevano 451 milioni e rappresentavano il primo fornitore del mercato canadese, scivolano a una quota marginale del 5%. A beneficiarne sono soprattutto la Francia, che sale a 532 milioni (+14%) consolidandosi come primo fornitore. L’Italia risale a 451 milioni (+7%)… poteva andare meglio.

Il segmento del vino in bottiglia, che pesa circa l’83% del totale, scende a 1425 milioni di euro (-9%). La contrazione è interamente spiegata dal crollo degli USA, che passano da 360 a 76 milioni (-79%). La Francia guida la classifica con 422 milioni (+13%), poi viene ovviamente l’Italia  a 364 milioni (+9%). La Spagna cresce del 15% a 114 milioni, la Nuova Zelanda dell’11% a 97 milioni, l’Australia del 20% a 96 milioni

Le importazioni di spumante salgono leggermente a 202 milioni di euro (+2.3%), un dato che riflette la resilienza della categoria rispetto al vino fermo, ma anche una base di confronto più favorevole.

La Francia domina con 97 milioni (+18%), trainata dallo Champagne, e recupera ampiamente il terreno perso nel 2023-2024 quando era scesa sotto gli 83 milioni. L’Italia è invece in leggero calo a 75 milioni (-2.6%), con un peso sulla categoria del 37%, anche se mantiene una leadership assoluta nei volumi, 118mila ettolitri contro i 44mila della Francia.

A volume il Canada importa 3,653 migliaia di ettolitri nel 2025 (-0.7%), un dato di sostanziale stabilità che maschera movimenti importanti sotto la superficie. L’Italia si conferma primo fornitore a volume con 764mila ettolitri (+7%), seguita dalla Francia che rimbalza a 666mila (+18.1%). L’Australia risale a 633mila ettolitri (+6.3%), il Cile a 393mila (+27.1%), la Spagna a 278mila (+20.8%), la Nuova Zelanda a 174mila (+27.7%). Tutti in crescita, tutti a compensare il vuoto lasciato dagli USA, che crollano da 627mila a 247mila ettolitri (-60.6%).

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Fonte: http://feeds.feedburner.com/INumeriDelVino

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