Le esportazioni di vino australiano nel 2025 segnano un ritorno alla normalità dopo il rimbalzo “elastico” del 2024 legato alla riapertura del mercato cinese. I dati UN Comtrade da noi rielaborati per riportarli alla realtà locale dei dollari australiani mostrano un calo del 9% in valore a 2432 milioni di dollari australiani e del 5% in volume a 6.3 milioni di ettolitri. Tradotto in euro nelle nostre tabelle annuali che mostreremo tra qualche settimana, le esportazioni australiane sono calate del 15% a 1.36 miliardi di euro.
La normalizzazione delle spedizioni verso la Cina dopo la fase iniziale post-dazi, oltre alla debolezza dei consumi nei mercati anglosassoni, ha riportato il valore delle esportazioni ai livelli del 2021-2022, ben lontano dal picco di quasi 3 miliardi di dollari australiani del 2019-2020. Non tutti i mercati però sono andati male: Canada, Singapore, Thailandia e Malesia hanno registrato crescite significative. E questo è positivo, nel senso che diversifica la base di esportazione australiana.
Passiamo a un commento dettagliato dei numeri con tutti i grafici e le tabelle.
- Con 709 milioni di dollari australiani, la Cina vale il 29% delle esportazioni australiane in valore, ma registra un calo del 19% rispetto al 2024, quando il restocking post-rimozione dei dazi aveva gonfiato l’export a 877 milioni. I volumi scendono del 17% a 678mila ettolitri. Come sottolineato da Wine Australia, il mercato cinese del vino è oggi pari a un terzo delle dimensioni di cinque anni fa, e la fiducia dei consumatori è solo marginalmente migliorata rispetto al minimo storico del 2022. Se mettiamo insieme Cina e Hong Kong, arriviamo a 824 milioni, con un calo del 21%.
- Le esportazioni verso il Regno Unito sono praticamente stabili a 387 milioni di AUD ma con un -7% in volume a circa 2 milioni di ettolitri. Il Regno Unito resta il primo mercato per volume. Come commenta Wine Australia, il dato positivo è la crescita delle esportazioni premium (sopra i 7.50 AUD/litro) del 15%, trainata da Shiraz, Cabernet Sauvignon, Chardonnay e Grenache.
- Il mercato americano registra il calo più marcato tra i grandi mercati in termini di valore: -10% a 324 milioni di AUD. Paradossalmente, i volumi crescono dell’11% a 1.23 milioni di ettolitri, il che implica un significativo spostamento verso il vino sfuso destinato all’imbottigliamento in loco. Per l’Australia è il quinto anno consecutivo di calo delle esportazioni.
- Tra i mercati positivi, il Canada cresce del 15% in valore a 177 milioni con volumi stabili, beneficiando della sostituzione dei vini americani sugli scaffali dei monopoli provinciali dopo le tensioni commerciali. Singapore balza del 23% in valore a 123 milioni. La Thailandia è il mercato con la crescita più impetuosa (+38% in valore a 64 milioni), seguita da Malesia (+13%).
- La scomposizione per tipologia di confezionamento mostra che il vino imbottigliato è sceso a 1833 milioni di AUD (-11%), mentre lo sfuso resta pressoché stabile a 512 milioni.
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