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Esportazioni italiane di vino per regione e tipologia – aggiornamento 2025


Le esportazioni italiane di vino calano del 4% a 7.779 milioni nel 2025, con il vino imbottigliato a -5% (5.035 milioni) in modo omogeneo tra DOP, IGP e vini da tavola, e un secondo semestre particolarmente pesante (-9%). Nei rossi DOP spicca il calo della Toscana (-10%), mentre il Piemonte si stabilizza e i bianchi DOP reggono meglio (-1%). Sul fronte regionale il Veneto (-1%, 38% del totale) conferma la maggiore resilienza grazie al Prosecco, mentre soffrono Trentino Alto Adige (-8%) ed Emilia Romagna (-7%) e crescono Friuli VG (+8%), Puglia (+6%) e Campania (+12%).

Come ben sappiamo, il 2025 è stato un anno di contrazione per le esportazioni italiane di vino, con un dato globale di 7779 milioni di euro, -4%. Oggi ci focalizziamo su un’analisi più dettagliata relativa alle esportazioni di vino fermo per categoria e area e alle esportazioni regionali di vino (totali) in base all’origine delle aziende esportatrici (non del vino).

Nel vino imbottigliato, che vale 5,035 milioni (-5%), il calo colpisce tutte le categorie in maniera piuttosto omogenea. I vini DOP scendono del 5% a 2,976 milioni, gli IGP del 5% a 1,295 milioni, i vini da tavola del 5% a 710 milioni. I varietali, come sempre marginali (55 milioni), cedono il 18%. Il secondo semestre ha pesato molto più del primo: il calo è stato del 9% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

Sul fronte regionale (origine delle aziende), le aziende del Veneto esportano 2,928 milioni (-1%), pari al 38% del totale italiano. Un dato sostenuto dal Prosecco che ha “aiutato” a reggere meglio di altre regioni al calo del 2025. Il Piemonte cede il 2% a 1,151 milioni e la Toscana segue con un -2% a 1,170 milioni. Pesa di più il calo del Trentino Alto Adige (-8% a 554 milioni) e soprattutto quello dell’Emilia Romagna (-7% a 433 milioni). Tra le regioni minori ma in crescita, spiccano Friuli Venezia Giulia (+8% a 238 milioni), Liguria (+11% a 16 milioni), Puglia (+6% a 242 milioni) e Campania (+12% a 47 milioni).

Passiamo a un’analisi dettagliata.

  • Le esportazioni di vino imbottigliato calano del 5% a 5,035 milioni nel 2025, dopo aver toccato i 5,305 milioni nel 2024. Si tratta della prima flessione significativa dall’anno del Covid. Rispetto al 2020 il livello resta comunque superiore del 14%.
  • Guardando alle macro-categorie, i vini DOP restano il cuore dell’export con 2,976 milioni (59% del totale), in calo del 5%. All’interno di questa categoria, i rossi DOP scendono del 7% a 1,774 milioni, mentre i bianchi DOP cedono l’1% a 1,202 milioni: la forbice tra rossi e bianchi, tema ricorrente degli ultimi anni, si conferma ma nasconde però dinamiche regionali molto differenti.
  • Nei rossi DOP in bottiglia, il dato più rilevante è il calo della Toscana: -10% a 649 milioni, un dato che pesa perché i rossi toscani DOP rappresentano da soli il 37% delle esportazioni di vini rossi DOP italiani. Il DOP rossi del Piemonte, che negli ultimi anni aveva mostrato una traiettoria di crescita eccezionale (indice 270 su base 2010=100) si stabilizzano a 391 milioni. I DOP rossi del Veneto calano del 5% a 259 milioni nei rossi DOP. Il dato della Sicilia nei rossi DOP è particolarmente negativo: -11% a 64 milioni.
  • Nei bianchi DOP, il Trentino Alto Adige cede il 3% a 278 milioni, i bianchi veneti DOP calano anch’essi del 3% a 333 milioni. La Sicilia nei bianchi è l’unica nota positiva con un +1% a 46 milioni, ma su valori molto contenuti.
  • Per gli IGP, il calo del 5% a 1,295 milioni è invece meno evidente per i rossi (-4% a 940 milioni) che per i bianchi IGP (-8% a 355 milioni).
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