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    La produzione di vino in Italia nel 2023 – dati provvisori ISTAT

    Quanto vino si è prodotto in Italia nel 2023? Secondo ISTAT 42.5 milioni di ettolitri, secondo il Ministero dell’Agricoltura (MASAF) sembrerebbe 38 milioni di ettolitri, con una perdurante e incomprensibile differenza che già si è vista in diversi anni. La differenza tra ISTAT e MASAF è la trasparenza e la reattività. ISTAT risponde quando il totale non torna e corregge, MASAF (o chi per esso, i lettori della newsletter lo sanno) risponde raramente e non fornisce dati di dettaglio. Vista la situazione, la serie base dei nostri dati resta ISTAT. È una serie con molti dettagli fino alle province, disponibili su un database pubblico e accessibile a tutti, con una serie storica importante. Trovate tutti i dati (ancora provvisori ma dubito cambieranno molto) nella sezione Solonumeri del blog.
    Andiamo quindi ai dati: la produzione 2023 cala del 21% dal record 2022 e si posiziona il 13% sotto la media storica del decennio precedente. I maggiori cali in entrambi i casi sono al Centro e al Sud (oltre 30% e oltre 20% rispettivamente), mentre al Nord il deficit è al di sotto del 10%. La produzione di vino bianco cala meno di quella del vino rosso e così cresce fino a toccare il record storico del 60% (grazie agli spumanti naturalmente). Il 2023 è anche l’anno in cui la produzione di vini DOC tocca il massimo in termini relativi, il 48%, e quella di vini da tavola il minimo (25%, come già accaduto nell’altra vendemmia scarsa del 2012). Anche la produzione di mosti non considerata nel totale, cala a meno dei 2 milioni di ettolitri. Per chi è interessato l’analisi prosegue nel resto del post.

    Dicevamo 42.5m/hl, di cui 25.5 di vino bianco e 17 di vino rosso. Il vino rosso è al minimo storico in valore assoluto e relativo, mentre in una vendemmia molto scarsa anche il vino rosso cede quasi 2 milioni di ettolitri rispetto alla media (crescente) storica.
    Stesso discorso per le DOC, 20.3 milioni di ettolitri che è in linea con la media storica ma arriva al 48% del totale, massimo storico. I vini IGT sono a 11.5 milioni di ettolitri contro la media storica di 13.6%, quindi -16%, mentre i vini da tavola a 10.7 milioni di ettolitri sono sotto del 28%, anche se ci sono come vedete nel tabellone un paio di anni in cui erano scesi sotto la soglia dei 10.
    Passando alle aree geografiche, se prendiamo i dati contro la media decennale, le regioni più colpite dalla scarsa vendemmia sono al centro e al sud. Come potete vedere dalla tabella l’Abruzzo è sotto del 41%, la Campania del 42%, il Lazio del 31%, le Marche del 40%, la Toscana del 30%. Al nord le cose sono andate meglio, anche se si legge un -20% per il Piemonte.
    Sono invece in prospettiva storica stabili i dati della principale regione italiana, il Veneto, a 10.6 milioni di ettolitri e +4% sui 10 anni precedenti, anche se -10% sul 2022. I dati positivi sono invece relativi soltanto a regioni meno significative dal punto di vista dei volumi.
    Vi lascio alla consultazione di tabelle e grafici e, probabilmente, a una secondo post nel caso i dati venissero modificati.

    Se siete arrivati fin qui……ho un piccolo favore da chiedervi. Sempre più persone leggono “I Numeri del Vino”, che pubblica da oltre dieci anni tre analisi ogni settimana sul mondo del vino senza limitazioni o abbonamenti. La pubblicità e le sponsorizzazioni servono per aiutare una missione laica in Perù. Per fare in modo che questo lavoro continui e resti integralmente accessibile, ti chiedo un piccolo aiuto, semplicemente prestando da dovuta attenzione con una visita alle inserzioni e alle sponsorizzazioni presenti nella testata e nella sezione laterale del blog. Grazie. Marco LEGGI TUTTO

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    Italia – esportazioni vino spumante – aggiornamento 2023

    Il treno in corsa delle esportazioni di spumante di cui abbiamo beneficiato fino al 2022 si è consolidato nel 2023, con un graduale rallentamento guidato dai volumi (-3% a 5 milioni di ettolitri) e dal rallentamento del mercato americano (e russo). Ne consegue un incremento limitato del valore esportato, +3% a 2.2 miliardi di euro, che resta pur sempre un segno positivo nell’ambito di esportazioni totali in calo dell’1% circa. Il post di oggi include un paio di tabelle all’interno con l’andamento per mercato e volume dei primi 25 mercati, con una profondità fino al 2015, che potete trovare (con gli anni precedenti) nella sezione Solonumeri se la volete scaricare. Tornando ai nostri dati 2023, il Prosecco continua la sua corsa con un incremento del 5%, l’Asti spumante è stabile e gli altri spumanti DOP calano del 5%, così come il resto dei prodotti (-4%). Come dicevo, più dettagli e un commento dettagliato all’interno del post.

    Le esportazioni italiane di spumante 2023 chiudono a 2216 milioni di euro con un incremento del 3%. Il prezzo medio di esportazione sale del 6% a 4.41 euro a compensare un calo del volume del 3% a 5.03 milioni di ettolitri.
    Cominciamo dal Prosecco, che chiude a 1.66 miliardi di euro, +5%, per un volume di 3.65 milioni di ettolitri (-3%), per un prezzo medio di 4.56 euro al litro (+7%). Gli USA sono in calo del 3% a 428 milioni di euro, il Regno Unito cresce del 4% a 378 milioni, ma la sorpresa è il boom nel mercato francese, che chiude l’anno a 113 milioni, +28%, superando la Germania che si ferma a 92 milioni, comunque in crescita dell’8%.
    Per l’Asti l’anno chiude a 169 milioni di euro, +1%. La Lettonia è il principale mercato, +33% a 33 milioni, la Germania il secondo a 17 milioni e +41%, mentre cala del 19% nel mercato USA, 16 milioni. Il quarto mercato è il Regno Unito a 15 milioni di euro, +22%, mentre si dimezzano le esportazioni in Russia, 11 milioni di euro.
    Per gli spumanti DOP, le esportazioni sono state di 97 milioni, -5%. Pesa il calo degli USA, -4% a 18 milioni di euro, ma sopratttutto il -20% nel mercato tedesco e il -20% nel mercato inglese, rispettivamente a 8 e 3 milioni di euro. Restano buoni i dati svizzeri, +4%, secondo mercato, quelli giapponesi, +14% e francesi a +6%.
    Guardando i dati per geografia nel complesso, gli USA sono il primo mercato con 493 milioni e un calo del 5%, il Regno Unito sono il secondo mercato con 411 milioni, +3%, e molto distante il mercato tedesco a 146 milioni, +6%. Il mercato francese diventa il quarto, +23% a 130 milioni di euro.
    Vi lascio alle numerose tabelle e grafici del post.

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    Italia – esportazioni di vino – aggiornamento 2023

    Sono arrivati i dati finali delle esportazioni italiane di vino. Diciamo subito che il -1% è tra “i meno peggio” del panorama mondiale. Quindi, non un buon anno ma, come vedremo tra qualche settimana, tra i meno peggio. I francesi e gli spagnoli hanno fatto un po’ peggio (ma poco), i vini del nuovo mondo sono stati in caduta libera, salvo che per l’Australia (che era già caduta prima). Quindi siamo a 7.8 miliardi, -1%, con un calo dei volumi leggermente più pronunciato, -2% a 21.5 milioni di ettolitri. Caliamo in Nord America e Svizzera, cresciamo leggermente in Germania e Regno Unito. Rimpiazziamo nelle nostre speranze la Cina (-10%) con la Polonia e gli altri mercati dell’Est Europa, mentre tra i grandi mercati del vino è sicuramente la Francia il migliore. Gli spumanti si stanno normalizzando con una leggera crescita, i vini in bottiglia calano leggermente (-3%). Il 2024 si apre con numerosi punti di domanda, non ultimo una vendemmia molto più scarsa del solito (38m/hl per il ministero, 42m/hl per l’Istat, comunque una decina di milioni di ettolitri sotto il livello a cui ci siamo abituati tra il 2020 e il 2022. Speriamo che piova, come canta Concato. Bene, i dati sono anche disponibili nella sezione Solonumeri del blog, mentre nel resto del post proseguiamo l’analisi con qualche dettaglio in più, prima di passare ai vini spumanti martedì sera.

    Le esportazioni calano dell’1% a 7.77 miliardi di euro, di cui 5.1 miliardi di vini in bottiglia (-3%), 457 milioni di vini sfusi (stabili) e 2.22 miliardi di spumante (+3%).
    In volume i 21.5 milioni di ettolitri sono in calo per i vini in bottiglia (-5% a 11.7) e spumante (-3% a 5.0) e in crescita per gli sfusi (+8% a 4.7).
    Ne risulta un “prezzo medio” di 3.62 euro al litro, +1%, con un marginale impatto dell’inflazione e un peggioramento del mix (gli sfusi vanno a 1 euro al litro, i vini sfusi e spumanti a circa 4.4 euro).
    Gli USA calano del 5% a 1.76 miliardi e riducono l’import del 9% a 3.4 milioni di ettolitri mentre la Germania resta la prima destinazione per volumi (5.5 milioni di ettolitri), con un valore di 1.19 miliardi di euro, +1%). Il Regno Unito è il terzo mercato con 843 milioni di importazioni e una crescita del 4% nonostante i volumi siano calati del 2% a 2.6 milioni di ettolitri.
    Nei vini in bottiglia il quadro cambia: tutti i mercati salvo il Regno Unito (+5%) calano in valore: -5% gli USA, -2% Germania, -9% il Canada, -5% la Svizzera.
    Nei vini spumanti invece tutti crescono, salvo che gli USA (-6%) e la Russia (-9%).
    I mercati in forte crescita sono sempre a Est, ma dell’Europa, non del mondo: dicevamo della Polonia, +17% a 126 milioni, la Repubblica Ceca (che ISTAT ora chiama Cechia), +26% a 98 milioni, la Lettonia, +20% a 90 milioni, l’Ucraina che recupera il livello del 2021.

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    Esportazioni di vino Italia – aggiornamento novembre 2023

    La stabilizzazione del mercato americano (e canadese) negli ultimi due mesi sta dando un po’ di respiro alle esportazioni italiane di vino in questa fase finale dell’anno, aiutata anche dalla stagionalità particolarmente favorevole degli spumanti. Sebbene i trend siano volatili e di difficile lettura per il futuro potremmo a questo punto dire che il 2023 si chiuderà con un leggerissimo calo, intorno all’1%. Niente in confronto a quello che commenteremo nelle prossime settimane per il Cile (esportazioni -22%) oppure per il Sud Africa (-13%) e probabilmente leggermente meglio della Francia (che dovrebbe essere scesa intorno al 5%), anche se va detto che i francesi hanno fatto molto meglio di noi in uscita dal Covid e, nel 2023, nei principali mercati. Ad ogni modo, tornando ai nostri dati, resta importante il contributo del Prosecco, che si avvia a chiudere il 2023 con un +5% e circa 1.6-1.7 miliardi di esportazioni su un totale di circa 7.8 miliardi a cui chiuderemo l’anno. Passiamo a commentare qualche dato insieme.

    Novembre è l’ultimo mese “importante” dell’anno per le esportazioni di vino. Il mese ha chiuso a +1%, montando sopra un Novembre 2022 che era cresciuto del 5%, per un totale di 755 milioni di euro. Nello specifico, gli spumanti sono stati stabili (più Prosecco e meno altri, inclusi DOP), i fini fermi sono cresciuti del 2% e i vini sfusi sono calati del 7%.
    Il ritmo da inizio anno è -1.1% per 7.2 miliardi, se chiudiamo con un dicembre stabile sull’anno scorso finiamo a 7.8 miliardi circa con un calo dello 0.9%, fatto di un -2.5% per i vini fermi (ma con un finale in miglioramento), un +2.5% per gli spumanti e un +1% per gli sfusi.
    Anche i dati sui mercati sono ormai vicini a essere fissati. Come vedete dal grafico, la “gambetta” all’insù degli USA e del Canada è ovviamente il principale fattore che spiega il miglior andamento di ottobre e novembre. Detto questo gli USA chiuderanno a -5/6%, la Germania intorno a +2%, il Regno Unito a +4/5%, la Svizzera intorno a -2%, il Canada a -10%, la Francia a +10%, Olanda e Belgio tra il +2% e la parità.
    Il segmento degli spumanti vede curiosamente gli USA chiudere un po’ peggio del totale (quindi con i vini fermi a scendere di meno), intorno a -6/7%, compensati da un andamento migliore in Germania (intorno a +5%) e soprattutto con la Francia che dovrebbe chiudere un altro anno a oltre +20%, insieme ad alcuni mercati dell’Est Europa come Polonia e Lettonia che stanno diventando sempre più pesanti (la Lettonia la conosciamo bene sul blog quando discutiamo di Asti Spumante).
    Appuntamento al 17 e 19 marzo per l’aggiornamento annuale!

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    Consumo di vino in Francia (dati 2022) – confronto con Italia e focus sui giovani

    Fonte: France AgriMer
    Le indagini sui consumi di vino destano sempre il mio interesse, sia per capire le differenze tra diverse culture, sia soprattutto per capire se e quanto il settore del vino sarà soggetto a un declino nel lungo termine. Il rapporto sui consumi di vino in Francia è costruito in modo simile a quello italiano e sottolinea un calo strutturale nel consumo di vino, soprattutto nel segmento dei giovani. Il confronto con i dati italiani mette però in luce importanti differenze. Innanzitutto il consumo di vino in Francia è più diffuso che in Italia: il 63% dei francesi beve vino contro il 55% degli italiani. In secondo luogo, la preoccupazione del calo della penetrazione tra i giovani francesi non si vede nel mercato italiano. Come mai? Il consumo di vino tra i giovani in Francia viene da % elevatissime: nel 2015 il 67% dei giovani tra 18 e 24 anni consumavano vino contro il 40% degli italiani. È ovvio che ora sono scesi al 54%, mentre in Italia da una base più bassa si è saliti grazie al consumo sporadico (e credo al prosecco e agli aperitivi) al 45%. Idem per la fascia di 25-34 anni (35 per i francesi, ma fa niente): loro partivano dal 72%, noi dal 54% della popolazione nel 2015, loro hanno perso 5 punti e noi ne abbiamo guadagnati 4. Dunque tirando le fila, sembra chiaro che i francesi bevono di più (il 81% beve bevande alcoliche contro il 66% in Italia) e che dunque avranno più da perdere in futuro, anche se c’è un numero che non torna nel ragionamento: soltanto l’11% dei francesi beve vino tutti i giorni contro il 17% degli Italiani. Passiamo a qualche dato in più.

    Il rapporto sul consumo di vino e bevande alcoliche confronta i dati 2022 con il 2015, mostrando un incremento dal 33% al 37% delle persone che non bevono vino in Francia, mentre i consumatori regolari sono scesi dal 16% all’11% della popolazione. Sono anche in calo quelli che i francesi chiamano “sporadici frequenti”, dal 21% del 2015 al 19%, mentre crescono gli “sporadici rari”, dal 30% al 32%.
    Ovviamente l’età dei consumatori è un fattore importante (e perdonerete il copia-incolla brutale del grafico). I non consumatori sono inversamente proporzionali all’età (salvo a età avanzate, per motivi di salute), il contrario per i consumatori. Vedrete però che chi consuma vino tutte le settimane è meno del 30% della popolazione in tutte le fasce di età.
    Il confronto con l’Italia che proponiamo nell’apertura è particolarmente interessante e mostra chiaramente come il consumo di vino sia più radicato in Francia che in Italia, soprattutto mi viene da dire tra i giovani. Le percentuali di consumo sono molto diverse anche nel 2022, nonostante la convergenza: il 54% dei francesi tra 18 e 24 anni consuma vino contro il 45% degli italiani, il 67% contro il 59% dei 25-34enni. Dall’altra parte è anche vero che secondo le indagini ISTAT il 17% degli italiani beve ancora vino tutti i giorni, mentre secondo l’istituto francese France Agrimer questa abitudine è propria soltanto dell’11% dei francesi.

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    Esportazioni di vino Italia – aggiornamento ottobre 2023

    Oggi tutti numeri, per capire bene le esportazioni di ottobre. Come avrete già letto da altre parti è stato un buon mese, anzi ottimo, viste le premesse e visto l’andamento dei mesi scorsi. L’incremento dell’8% di ottobre, un mese pesante per gli spumanti (+14%) aiuta a raddrizzare un po’ il tiro sul fine anno: a fine mese, da inizio anno siamo giù dell’1.3% a valore e dello 0.6% a volume e se novembre e dicembre fossero stabili chiuderemmo a -0.5% (valore) e -1% (volume) il 2024. Ora, dopo diversi mesi con il segno meno viene da domandarsi se questo incremento sia una compensazione dei mesi passati, in cui magari i distributori hanno scaricato i magazzini. Sta di fatto che i nostri tre principali mercati, USA Germania e Regno Unito sono rimbalzati del 15-20%. Se questo trend si colloca in un andamento leggermente positivo per gli ultimi due paesi, il rimbalzo del mercato americano arriva come una boccata d’ossigeno dopo mesi difficili. Ho dato un occhio alle esportazioni francesi e sono a -1.9% su gennaio-novembre (quindi un mese avanti a noi, contro il nostro -1.3%), contro -1.7% registrato nei primi 9 mesi, il che significherebbe che stiamo andando leggermente meglio. Gli spagnoli a ottobre hanno fatto circa +4% e da inizio anno sono a -2.5%. Quindi anche per loro ottobre è stato un buon mese. Giusto per dare qualche parametro di riferimento… se vi interessano i dati ulteriori tabelle e commenti nel resto del post.

    Con 784 milioni e +7.7% le esportazioni italiane di vino chiudono i primi 10 mesi a 6439 milioni e -1.3% sul 2022.
    Come dicevamo, il rimbalzo viene soprattutto dagli spumanti che crescono in un mese chiave del 14% a 250 milioni e portano il saldo da inizio anno a +3% (1.82 miliardi), ma è stato anche un buon mese per i vini fermi in bottiglia, +5% a quasi 500 milioni, riducendo il calo da inizio anno a -3.3%, 4.23 miliardi di euro.
    Se fossimo stabili in novembre e dicembre (non è scontato visto quello che dice ISTAT a novembre…) chiuderemmo l’anno praticamente stabili, con gli spumanti a +4% e i vini fermi in bottiglia a -3%.
    Oltre che agli spumanti, il taglio geografico mostra come la maggior parte del rimbalzo viene dai 3 principali mercati. Gli USA potrebbero quindi chiudere a -5% con dati stabili di qui a fine anno, Germania e Regno Unito intorno a +3%, poi la Svizzera quasi stabile. Per il mercato Canadese sarà difficile recuperare, essendo un mercato non di spumanti e partendo da -14% sui 9 mesi, ma era sceso anche alla fine dell’anno scorso.
    Scendono (lasciatemi dire, “finalmente”) le esportazioni in Russia.
    Per gli spumanti, a chiudere il post, Prosecco e Asti hanno buoni dati a ottobre, il che portano i 10 mesi intorno a +5%, mentre sono in calo del 6% le esportazioni sui 10 mesi degli altri DOP, che non mostrano segnali di recupero nemmeno nel mese di ottobre.

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    Esportazioni spumanti Italia – aggiornamento settembre 2023

    Dopo il post sulle esportazioni totali pubblichiamo oggi in questo post pre natalizio i dati dello spumante, che come avete forse letto sono calati del 5% in termini di export in settembre (-10% in volume). Mah, io tenderei a non essere troppo preoccupato. È vero che da un lato settembre è il primo dei tre mesi importanti per il prodotto nell’arco dell’anno. Uno potrebbe dire che se l’attacco di stagione è debole le cose andranno male. Ed è anche vero che i dati del Prosecco, vero traino della categoria vanno nella stessa direzione. È anche vero però che analizzando i dati in profondità ci si accorge che il calo è tutto legato al mercato USA. Se noi prendiamo i 200 milioni di export del mese, -5.4%, e gli togliamo i 37 degli USA, -29%, arriviamo a 162 milioni. Facendo lo stesso per l’anno scorso siamo a 158 milioni, quindi saremmo a +2%. Ovviamente non un dato eccezionale ma certamente molto più guardabile. E il dato sui 9 mesi, ora stampato a +1.6% (1574 milioni), sarebbe un molto più digeribile +6% se si togliesse il -11% del mercato americano. Quello che io non so dirvi, non essendo all’interno del settore, è se la correzione del mercato americano è il prologo di quello che succederà in altre geografie (su molte cose loro sono un po’ più davanti a noi), oppure se un problema di normalizzazione delle scorte dopo un periodo di super-crescita e scarsità del prodotto (così dicono altri esperti nel settore degli spiriti come il CEO di Campari). Bene, passiamo a un breve commento dei dati.

    Le esportazioni di spumante nei primi 9 mesi dell’anno sono ancora in crescita lieve, +1.6% a 1.57 miliardi di euro, pur assorbendo il secondo mese consecutivo negativo: a settembre infatti l’export è calato del 5.4% a 200 milioni di euro, dopo una prima avvisaglia di agosto a -1.5% ma anche di giugno a -3%. Ad ogni modo come dicevamo sopra, il peso specifico dei mesi è diverso e il segnale che dà alla stagione è diverso.
    Per categorie, nel mese il prosecco cala del 4%, ma resta positivo per il 3% nei 9 mesi a 1.18 miliardi di euro, l’Asti cresce del 5% nel mese e del 4% sui 9 mesi a 112 milioni (notare: meno di un decimo rispetto al Prosecco!), gli spumanti DOP calano del 16% nel mese e del 6.6% sull’anno a 72 milioni di euro, confermando che si tratta ancora di un fenomeno nazionale, fatta eccezione per pochi marchi.
    Dal punto di vista geografico come dicevamo sopra gli USA fanno la differenza. Tutti gli altri mercati nella “top10” salvo Russia (ma qui avevamo delle riserve sui dati in crescita del passato) e Svezia sono in netto territorio positivo nel mese di settembre e restano tutti positivi sui 9 mesi, chi più chi meno. Da notare che la Francia potrebbe superare la Germania nel 2023 per esportazioni di spumante!
    Vi lascio alle tabelle e ai grafici del post.

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    Esportazioni di vino Italia – aggiornamento settembre 2023

    Viste le premesse, ossia l’andamento delle esportazioni francesi di vino negli ultimi mesi (grafico chiave qui, settembre -21%), il calo del 10% delle nostre esportazioni in settembre è per me quasi da sospiro di sollievo. Detto questo non ci si può certo rallegrare del sesto mese consecutivo negativo che sta portando il saldo annuo -2.4% e quello annuale a -1%, per 7.7 miliardi di euro, allontanandosi dunque dalla soglia degli 8 miliardi che dopo Pasqua cominciavamo a considerare fattibile. La debolezza delle esportazioni è nel segmento dei vini in bottiglia, più che negli spumanti che calando in settembre sono però ancora positivi sull’anno (+2%), leggermente più nel valore che nel volume visto l’esaurirsi delle pressioni inflazionistiche, e geograficamente hanno nel mercato nord americano il cuore del problema. Bene passiamo, a un’analisi dei dati con tutte le tabelle e i grafici allegati.

    Settembre è stato il peggior mese del 2023 per le esportazioni, con un calo del 9.7% a 654 milioni di euro, determinato da una riduzione del 6.4% del volume a 1.8 milioni di ettolitri. Con questi dati il saldo dei 9 mesi tocca 5.65 miliardi per un calo del 2.4%. Sugli ultimi 12 mesi, ossia considerando un dato stabile sugli ultimi 3 mesi saremmo a -0.9% per 7.73 miliardi di euro.

    I vini in bottiglia sono in calo dell’11% nel mese e del 4% nei primi 9 mesi a 418 e 3739 milioni di euro rispettivamente, gli spumanti calano del 5.4% a 200 milioni nel mese ma come dicevamo prima restano positivi sui 9 mesi all’1.6%, mentre i vini sfusi e il resto della categoria 2204 pur essendo residuali (36 milioni in settembre) calano del 14%.

    Le geografie principali si comportano in modo molto difforme. Gli Stati Uniti continuano a calare in modo importante, -19% nel mese e -9.5% nei nove mesi. Affiancherei subito il Canada che pur essendo grosso un terzo gli USA fa il suo -14% nel mese, paradossalmente un po’ meno peggio del -17% dei primi 9 mesi dell’anno. Queste due geografie prese insieme contano quasi il 30% del nostro export totale. Gli altri tre mercati importanti girano intorno alla stabilità: Germania -1% ma ancora +2% sull’anno, Regno Unito +1% e +3% per settembre e 9 mesi, Svizzera +3% ma -1.5% sui 9 mesi. Forse un dato da guardare con un po’ più di attenzione è quello francese, dove con -25% su settembre vediamo un dato moto difforme da quanto registrato fino ad ora.
    Degli spumanti ci occupiamo più distintamente nel prossimo post ma… se è negativo il totale è difficile che sia positivo il Prosecco visto il suo peso preponderante. Il -5.4% di settembre racchiude anche un -4% del Prosecco, forse il primo dato negativo di un certo significato dopo il -1% di gennaio (che però è un mese irrilevante per la categoria). Staremo a vedere.

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