In un mercato del vino “bloccato” sia sul fronte delle vendite domestiche sia, ancora più evidente, delle esportazioni, i dati che pubblichiamo oggi sui prezzi all’origine del vino (fonte: ISMEA Mercati) non sono certo una sorpresa. Anzi, forse è una sorpresa che l’andamento non sia più negativo del -2% medio annuo (-4% se prendiamo dicembre 2025 su dicembre 2024).
Si notano, soprattutto nel confronto tra l’uscita di dicembre 2025 e quella di dicembre 2024, le ripercussioni del calo dei consumi dei vini rossi, con i loro prezzi tra -3% e -4% in tutte le categorie, mentre i vini bianchi presentano un andamento migliore (salvo che per i vini comuni). Si nota un andamento più negativo dei vini comuni rispetto alle categorie superiori (anche se con valori indici più elevati, frutto delle tendenze passate), pari a -8% contro -2/3%, a seguito del calo dei consumi in volume dei vini meno pregiati.
Si osserva, per il secondo anno consecutivo, un calo dei prezzi di alcuni grandi vini rossi, come il Barolo e il Barbaresco, forse più che altri: vedremo se questa tendenza si trasferirà sui prezzi dei vini.
Passiamo a un’analisi dettagliata, con tutti i grafici e le tabelle complete per denominazione incluse nel post (sottolineature in grassetto a cura di Perplexity; testo del post 100% umano).
Dati in formato testo disponibili nella sezione Solonumeri.
- L’indice dei prezzi dei vini di ISMEA sulle borse merci cala del 2% in media nel 2025 e del 4% se confrontiamo il dato puntuale di dicembre. Il dato si confronta con un +1% medio per l’agricoltura complessiva (quindi compresi l’allevamento e la trasformazione dei prodotti) e -7% per le coltivazioni agricole (solo le componenti vegetali), mentre i dati di uscita delle categorie “generali” sono coerenti con il -4% del settore vinicolo. Quindi, il problema non è “isolato al vino”.
- Passando nel dettaglio al vino, i prezzi dei vini DOC sono calati del 2% in media (-3% di variazione di uscita), con i rossi a -5% e i bianchi a +1%. I vini IGT sono calati dell’1%, quindi un po’ meno (come vediamo anche dalle vendite al dettaglio, migliori per la categoria), mentre i rossi (-2%) sono peggiori dei bianchi (0%). Nei vini comuni, i prezzi calano del 2%, con un andamento simile tra le categorie. Come vedete dalla tabella, i dati di uscita da dicembre a dicembre sono peggiori, a causa del deterioramento nella parte finale dell’anno.
- Vi allego le tabelle dettagliate dei prezzi medi delle varie denominazioni. Qui, ovviamente, spiccano i cali dei prezzi dei vini, soprattutto quelli “cari”. Nei rossi: -15% per Barolo e Barbaresco, addirittura -24% per il Nebbiolo d’Alba; ma poi, scorrendo, si trova il -20% dei Castelli Romani, di Etna (sorprendente), e il -18% del Chianti (mentre il Classico è stabile). Nei bianchi, i prezzi sono più stabili e alcuni anche in miglioramento come le basi spumanti del Trento (+4%), ma anche il Soave (+10%).
- Vi lascio alle tabelle.
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