Quest’anno, a scanso di equivoci, ho deciso di rinominare il post inserendo la parola “frequenza”, dato che i numeri che l’ISTAT ha pubblicato (dopo mia richiesta) qualche giorno fa si riferiscono non agli ettolitri, ma bensì alla proporzione della popolazione che consuma vino (e birra). I dati li trovate nella sezione “Salute e Sanità” della banca dati dell’ISTAT.
I numeri forniscono un ulteriore segnale che “qualcosa sta cambiando” nello stile di consumo. I dati del 2024 confrontati con gli anni precedenti segnalano un calo più netto del consumo abituale e una crescita meno significativa del consumo sporadico. Mettendo insieme i due pezzi, la penetrazione del consumo di vino cala dopo una serie di anni di miglioramento (escludendo l’anno Covid).
Nel 2024, secondo ISTAT, gli italiani che hanno consumato vino sono il 54,7% della popolazione, lo 0,4% in meno rispetto al 2023. Per consolarci, una perdita simile la registra la birra. Forse il dato più preoccupante è che alcune buone tendenze si sono fermate. In particolare, mi riferisco a quella della popolazione femminile (mentre per gli uomini parlavamo già di dati stabili) e a quella dei giovani, diciamo fino a 34 anni.
Bene, nel resto del post trovate ulteriori grafici e alcune tabelle riassuntive. In un secondo post affronteremo più nel dettaglio i dati relativi ai diversi stili di consumo per età e per zona geografica.
Dati in formato testo disponibili nella sezione Solonumeri.
- L’indagine ISTAT sul consumo di vino in Italia ci dice che nel 2024 il 54.7% della popolazione ha consumato vino. Di questi, circa il 2% beve oltre mezzo litro al giorno, il 13% beve uno o due bicchieri al giorno, mentre il 33% beve meno spesso. I tre numeri non si sommano? Certo, non si sommano e non si sono mai sommati, probabilmente ci sarà una quota che non risponde.
- L’andamento è ancora leggermente positivo per il consumo sporadico, mentre i bevitori abituali calano dal 16% al 14% della popolazione.
- Guardando ai sessi, la popolazione maschile mostra un calo del 2% dei bevitori abituali al 21% ma una crescita dal 36% al 37% dei bevitori sporadici, mentre per le donne calano dell’1% le bevitrici abituali all’8% e resta stabile al 30% la quota delle bevitrici sporadiche.
- Infine, un “assaggio” dei dati per fascia d’età. Ci eravamo abituati a un trend strutturale di miglioramento della penetrazione del consumo di vino tra i giovani, e trovate un grafico qui nel post. Ebbene, il 2024, mettendo insieme i numeri di ISTAT, è uno di quegli anni in cui si torna indietro, dal 41% al 40% per i giovani appena maggiorenni, dal 44% al 43% per la fascia 25-34 anni e dal 45% al 44% per quella tra 35 e 44 anni.
- Nel 2024, la fascia d’età in cui il consumo sporadico di vino è al massimo è quella dei 35-44 anni, mentre nel consumo moderato ma costante la proporzione maggiore è sempre quella degli ultra 75enni, con una penetrazione calante ma pur sempre importante del 24%.
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