Le esportazioni italiane di spumante chiudono il primo semestre 2026 a 1080 milioni di euro, +0.4%, con volumi a 2,523 migliaia di ettolitri (-0.7%) È il terzo semestre consecutivo sostanzialmente fermo sullo stesso livello: 1073 milioni nel 2024, 1075 nel 2025, 1080 quest’anno. I dati sono estratti dal database ISTAT al seguente link.
La stabilità è però solo apparente, perché il saldo positivo è interamente spiegato dal flusso anomalo verso il Kazakistan tutto registrato in maggio: al netto di quei 21 milioni il semestre chiude un pochino peggio a -1.5%, ma comunque largamente meglio del vino fermo, che ha subito un calo vicino al 9%. In secondo luogo, il vino spumante ha nel primo semestre la parte meno significativa dell’anno e nonostante questo, è ormai al 30% delle esportazioni totali (31% negli ultimi 12 mesi).
Passiamo a un commento dettagliato per categoria e mercati.
Il mese di giugno 2026
Giugno chiude a 203 milioni di euro, +2%, con volumi a +2.1% (491 mila ettolitri). È il quarto mese consecutivo in crescita dopo marzo (+9.7%), aprile (+2.0%) e maggio (+8.2%), ma di questi quattro soltanto tre sono puliti: il dato di maggio era quasi interamente dovuto al Kazakistan e, al netto, sarebbe stato negativo. Va ricordato inoltre che giugno 2026 conta un giorno lavorativo in più di giugno 2025. Su base annua mobile il totale risale a 2318 milioni (-2.4%) dal minimo di circa 2280 milioni toccato a febbraio.
Le categorie: Prosecco, Asti e spumanti DOP
Per tipologia, il Prosecco si ferma a 825 milioni (-1.3%) nel semestre, con volumi a 1947 mila ettolitri (-0.3%). Al netto del Kazakistan il calo sale al 2.5%. L’Asti è il dato che cambia di più rispetto a un anno fa: 73.8 milioni nel semestre, +28%, contro i 58 milioni del primo semestre 2025 che avevano segnato un -12%. Anche depurando il Kazakistan la crescita resta del 12%, quindi c’è un recupero reale, tutto legato al prezzo. Gli spumanti DOP restano ovviamente la categoria a prezzo più alto, 7.55 euro al litro, e chiudono il semestre a 41.9 milioni (-1%) con volumi a +2.2%.
L’anomalia Kazakistan
Il Kazakistan vale nel semestre 21 milioni di euro contro circa 1 milione dello stesso periodo del 2025, tutti concentrati in maggio, con giugno che torna a 0.1 milioni. Il flusso si ripartisce in 11 milioni di Prosecco, 9.3 milioni di Asti e 0.7 milioni di spumanti DOP. Al netto, il semestre degli spumanti passa da +0.4% a -1.5% (1059 milioni) e i dodici mesi da -2.4% a -3.2%.
I mercati: Stati Uniti e Regno Unito
Passando ai mercati, gli Stati Uniti chiudono il semestre a 263 milioni (-7%) dopo il +8% del primo semestre 2025, con volumi a 603 mila ettolitri (-2%). Sono la principale causa del calo, circa 20 milioni nel semestre e quasi 77 sui dodici mesi (514 milioni, -13%). Il Regno Unito è invece il mercato strutturalmente più debole: 152 milioni nel semestre (-11%), con volumi a 403 mila ettolitri (-9%). Sui dodici mesi siamo a 388 milioni (-7%) e giugno è a -14%. Il calo continua dal 2024. Il Prosecco cala dell’11% a 138 milioni.
Francia, Russia e l’Europa dell’Est
Dal lato opposto, la Francia resta il terzo mercato davanti alla Germania: 79 milioni nel semestre (+6%) con volumi a +9%, e 156 milioni sui dodici mesi (+11%), la crescita più solida tra i mercati maggiori perché accompagnata da volumi. Il Prosecco in Francia cresce del 10% nel semestre a 72 milioni.
La Russia è il quinto mercato con 54 milioni (+22%) e volumi a +23%; sui dodici mesi è a 139 milioni (+25%) con volumi a +30%, quindi con un prezzo medio in arretramento. Il Prosecco verso la Russia segna +49% nel semestre. Cresce anche l’Ucraina, 18 milioni (+21%) e volumi a +24%. Sommando Russia, Ucraina e Kazakistan si arriva a 93 milioni nel semestre, contro i 60 circa di un anno fa: è la principale novità della geografia degli spumanti italiani.
Germania e mercati minori
La Germania resta stabile, 64 milioni (+3%) con volumi invariati, ma sui dodici mesi è ancora a -4% (135 milioni). Il Belgio è il mercato peggiore tra quelli rilevanti, -20% nel semestre a 37 milioni e -15% in volume, con il Prosecco a -22%; sui dodici mesi il calo è del 18%. In crescita Canada (27 milioni, +5%, con volumi a +12%), Giappone (19 milioni, +13%, ma con volumi a +33% e quindi prezzo medio in calo del 15%), Repubblica Ceca (14 milioni, +17%), Lettonia (20 milioni, +9%) e Paesi Bassi (15 milioni, +7%). In calo Svezia (-12%), Australia (-22%), Spagna (-12%), Austria (-9%), Svizzera (-5%) e Polonia (-5%).
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