Al giro di boa del primo semestre, le esportazioni italiane di vino chiudono con un calo del 6%, un po’ meglio di quanto visto fino a maggio (circa -7%) grazie a un mese di giugno in linea con aprile e lontano dal -7% di maggio, come vedete dal grafico qui sopra. Il confronto beneficia però di un giorno lavorativo in più rispetto a giugno 2025 (21 contro 20), circa il 5% del mese. L’andamento non sorprende: i dati preliminari sinora raccolti per gli altri paesi sono quasi tutti peggiori, con Cile a -15%, Nuova Zelanda a -10%, USA a quasi -20%, e soltanto l’Australia a -2% (ma loro sono andati per diversi anni molto peggio di noi). La Francia, nostro punto di riferimento, a fine maggio era in calo del 5%, quindi con una contrazione inferiore di circa due punti rispetto all’Italia.
Come negli altri mesi, il calo è guidato dai vini fermi, -6% a giugno e -9% nel semestre, mentre gli spumanti chiudono a +2% nel mese e restano praticamente stabili nel progressivo (+0.4%). Quest’ultimo dato va però letto con cautela: è interamente spiegato dal flusso anomalo di Asti verso il Kazakistan di maggio, al netto del quale gli spumanti sono a -1.5% nel semestre. Nessuna sorpresa nei principali mercati, con quelli anglosassoni in calo e una stabilizzazione in Europa continentale in giugno.
Da luglio i confronti si fanno strutturalmente più facili, perché il secondo semestre 2025 era già stato molto negativo (-9%).
Dati in formato testo disponibili nella sezione “ultimi dati” qui a fianco.
Passiamo a un commento dettagliato per categoria e mercati.
- Giugno chiude a 641 milioni di euro, -3%, con volumi a +1% (1.81 milioni di ettolitri) e un prezzo-mix in calo del 4% a 3.55 euro al litro. Due avvertenze prima di leggere il miglioramento rispetto a maggio. La prima è il calendario, che questa volta gioca a favore: giugno 2026 conta 21 giorni lavorativi contro i 20 di giugno 2025, circa il 5% del mese. La seconda è che la base non era facile, perché giugno 2025 era stato uno dei pochi mesi positivi della serie (+2.4%). Il progressivo gennaio-giugno si ferma a 3,629 milioni, -6.2%, contro il -6.9% dei primi cinque mesi, e su base annua mobile il totale scende a 7,539 milioni (-6.8%), nuovo minimo della serie recente.
- Il segno positivo dei volumi di giugno è interamente attribuibile agli sfusi e ai mosti: la categoria residuale segna 342 mila ettolitri, +21.4%, a fronte di soli 36 milioni di euro (+5.7%) e di un prezzo medio a 1.04 euro al litro, -13%. Al netto di questa componente i volumi del mese sono a -2.7% e il valore a -3.2%, con un prezzo-mix sostanzialmente invariato (-0.5% a 4.14 euro al litro). Detto altrimenti, il calo del prezzo medio complessivo di giugno è un effetto mix.
- Per categoria, il vino imbottigliato si ferma a 403 milioni (-5.6%) con volumi a -5.0% e prezzo medio a 4.15 euro al litro, in calo dell’1%. È un netto miglioramento rispetto al -13% di maggio, ma il progressivo resta pesante: 2,344 milioni nel semestre (-8.9%) e 4,807 milioni sui dodici mesi (-8.9%), con un prezzo-mix annuo a -4.6%. Gli spumanti chiudono il mese a 203 milioni (+1.9%) con volumi a +2.1% e prezzo invariato a 4.13 euro al litro; il progressivo è a 1,080 milioni (+0.4%) e i dodici mesi a 2,318 milioni (-2.4%).
- Il dato progressivo degli spumanti resta condizionato dal flusso anomalo verso il Kazakistan già commentato il mese scorso: 21 milioni di euro nel semestre contro circa 1 milione dello stesso periodo 2025, tutti concentrati in maggio, con il mese di giugno che torna a 0.1 milioni. Al netto di questa singola posta gli spumanti passano da 1,075 a 1,059 milioni, ossia -1.5% nel semestre (e -3.2% sui dodici mesi), e il totale delle esportazioni del semestre scende da -6.2% a -6.7%. Coerentemente, il +28.4% dell’Asti nel progressivo (74 milioni) si accompagna a volumi in calo dell’1.6% e a un prezzo implicito che sale da 3.94 a 5.11 euro al litro: l’intero movimento è prezzo-mix, e l’incremento dell’Asti (+16.4 milioni) è inferiore a quello del solo Kazakistan. Nel mese l’Asti torna su valori normali, 12 milioni (+3.3%) con volumi a -9.7%.
- Passando ai mercati, gli Stati Uniti segnano 140.0 milioni (-7%), il calo più contenuto dell’anno dopo la parentesi di aprile, e da soli spiegano circa 10 dei 18 milioni di contrazione del mese. All’interno, l’imbottigliato resta a -12% (94.9 milioni) mentre gli spumanti crescono del 9% (43.8 milioni). Il progressivo resta a -14% (849 milioni) e i dodici mesi a -18% (1,620 milioni), pari a circa 356 milioni persi in un anno, il 63% dell’intera contrazione annua.
- La Germania mostra un valore in crescita dell’1% a 95.3 milioni, ma volumi a +18% (423.8 mila ettolitri), con un prezzo medio implicito che scende di circa il 14% a 2.25 euro al litro. Il segno positivo è dunque tutto spostamento verso lo sfuso, non recupero di domanda sull’imbottigliato, che nel mese resta a -5% (68.9 milioni) e nel semestre a -9%. Il progressivo tedesco è a -7% (534 milioni) e i dodici mesi a -4% (1,102 milioni); resta il primo mercato a volume con 4.62 milioni di ettolitri annui. Nel semestre la Germania è la seconda causa del calo dopo gli USA, con circa 40 milioni in meno.
- Sugli altri mercati maturi, il Regno Unito cede il 7% a 67.1 milioni, con il progressivo a -7% (346 milioni) e i dodici mesi a -5%; il Canada segna il calo più marcato del mese (-21% a 30.1 milioni) pur mantenendo un progressivo a -4% (190 milioni) e volumi semestrali invariati; la Svizzera è quasi ferma nel mese (-1%) ma resta a -11% nel semestre. In Europa continentale i segnali di stabilizzazione sono invece diffusi: Francia +4% (28.2 milioni, con il progressivo a -2% e i dodici mesi invariati a 307 milioni), Paesi Bassi +16% (23.3 milioni), Svezia +4%, Norvegia +18%. Fa eccezione il Belgio, -5% nel mese e -11% nel semestre, tra i mercati più deboli dell’anno.
- Sui mercati dell’Est Europa prosegue la dinamica già vista. La Repubblica Ceca cresce del 43% nel mese a 15.2 milioni, del 29% nel semestre e del 19% sui dodici mesi (128 milioni), con volumi rispettivamente a +34% e +29%: in valore assoluto è il mercato che aggiunge di più nel semestre, circa 15 milioni. La Russia segna +8% nel mese (15.5 milioni), +16% nel semestre (87 milioni) e +18% sui dodici mesi (219 milioni), con volumi annui a +21% e quindi un prezzo medio in arretramento; è il primo contributore alla crescita su base annua, con oltre 33 milioni aggiunti. L’Ucraina è stabile nel mese e a +6% nel progressivo. La Cina cresce del 31% nel mese a 6.2 milioni e del 20% nel semestre, ma i dodici mesi restano a -8%.
- Tra i mercati in difficoltà a giugno si segnalano Spagna (-22%), Danimarca (-17%), Polonia (-14%), Giappone (-13%) e Australia (-12%). Il Giappone merita una nota: il calo del valore si accompagna a volumi in crescita del 2% nel mese e del 9% nel semestre, con un prezzo medio semestrale in discesa di circa l’11% a 3.57 euro al litro. È il secondo mercato, dopo la Germania, in cui il mix si sta spostando verso fasce di prezzo più basse.
- Dentro gli spumanti, il Prosecco segna 156 milioni nel mese (+2.7%) con volumi a +5.3% e prezzo a 4.10 euro al litro (-2.5%). Il progressivo è a 825 milioni (-1.3%) e i dodici mesi a 1,762 milioni (-3.4%), con volumi annui sostanzialmente invariati (+0.1%) e prezzo-mix a -3.5%: la denominazione tiene i volumi e cede sul prezzo, un profilo ormai stabile da diversi trimestri. Gli altri DOP restano l’unica sottocategoria in crescita su entrambe le dimensioni sui dodici mesi (+4.7% in valore, +3.5% in volume), pur con un mese negativo (-6.3%). Per mercato, gli spumanti crescono del 9% negli USA nel mese (43.8 milioni) ma restano a -7% nel semestre e -13% sui dodici mesi; il Regno Unito cede il 14% nel mese e l’11% nel semestre; la Francia è il mercato spumante europeo più dinamico, +18% nel mese e +11% sui dodici mesi a 156 milioni; la Russia chiude a +25% annuo a 139 milioni.
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