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La classifica dei grandi marchi di vino nel mondo Liv-Ex – aggiornamento 2025


Liv-Ex ha pubblicato la classifica “Power 100”, ossia la lista annuale dei principali marchi del vino da collezione, redatta secondo una metodologia che tiene conto dei volumi scambiati, dell’andamento dei prezzi, del numero di referenze e così via. Il rapporto completo è disponibile qui.

Come ben sapete, dopo l’andamento negativo del 2024, anche il 2025 non è stato un anno positivo per i collezionisti: la media matematica dell’andamento dei prezzi di questi vini segna -2%, contro il -6% del 2024, frutto di una bolla speculativa importante che aveva colpito soprattutto i vini di Borgogna (e non ancora rientrata, secondo me).

La novità di quest’anno è forse il ritorno al primo posto di un vino di Bordeaux: non succedeva dal 2017. Cheval Blanc. La seconda novità è che San Guido, che nelle tabelle è ancora Sassicaia, è al secondo posto, il suo miglior risultato, e, insieme a Gaja (#11 nel 2025), il marchio italiano “sempre presente in posizioni importanti”.

L’analisi dei dati mostra l’evoluzione del mercato del vino verso vini più economici. Infatti, il prezzo medio della “top10” di circa 3.000 sterline è il più basso di sempre, anche inferiore ai 3.300 dell’anno scorso. Tutti i vini “molto cari” sono usciti dalle prime posizioni, tanto che il primo vino oltre le 10mila sterline a cassa è DRC, al 18esimo posto. La “percezione”, leggendo i dati, è ovvia dal grafico che trovate nel post e che, come test, ho fatto fare a Perplexity, dove si nota molto chiaramente che nessun vino con un prezzo medio per cassa superiore a 5.000 sterline ha registrato un aumento di prezzo. Stiamo parlando, come commenta in modo piuttosto divertente Perplexity, dei “giganti speculativi come DRC (£39k, -5%), Petrus (£32k, -5%) e Screaming Eagle (£19k, -7%)”. “Giganti speculativi” 😊.

Bene passiamo al commento dettagliato nel resto del post: a proposito, trovate tutti i dati in formato testo disponibili nella sezione Solonumeri.

  • Nel 2025 il primo posto spetta a Cheval Blanc, con un prezzo medio di circa 4.100 sterline a cassa e una variazione annua del +1%. Subito dopo ci sono i vini della tenuta San Guido, ossia il Sassicaia, che segna il miglior risultato di sempre con un prezzo medio di circa 1.900 sterline e una crescita del 4,5%. Al terzo posto c’è Domaine Leflaive (Borgogna bianco), che mantiene prezzi intorno a 1.650 sterline a cassa e un incremento di circa l’1%.
  • Al quarto posto viene Joseph Drouhin, 2.360 sterline stabili, poi Rayas, la migliore posizione di sempre per un vino del Rodano, con quotazioni nell’ordine delle 4.100 sterline e un progresso di circa il 3%. Il primo Champagne è Krug, con un prezzo di poco superiore alle 2.500 sterline e una lieve crescita.
  • Venendo all’Italia, a cui dedicheremo un post specifico, i vini in classifica sono scesi da 22 (massimo storico del 2024) a 20. Avendo prezzi più bassi, i vini italiani restano in posizioni interessanti, con Tenuta San Guido al secondo posto, Gaia 11esimo, Ornellaia 17esimo, Masseto 21esimo e un prezzo medio (calcolato su tutti i 20) stabile rispetto al 2024.
  • I marchi con il miglior andamento dei prezzi sono stati Montevertine (+8%, 53esimo e per la seconda volta nella Power100), Vincent Girardin (+8%), Burlotto (+5%, 37esimo e per la terza volta in classifica) e San Guido-Sassicaia appunto.
  • I peggiori sono stati Georges Roumier (-11%), Pavie (-10%) e Armand Rousseau (-8%).
  • Il vino più caro in classifica è DRC, con un prezzo medio per cassa di 39mila sterline, mentre quello più conveniente è… ça va sans dire… Produttori del Barbaresco a 239 sterline.

Appuntamento a tra qualche giorno per il commento sull’Italia.

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Fonte: http://feeds.feedburner.com/INumeriDelVino

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