Nell’Alto Belice Corleonese, in un paesaggio mozzafiato dove la bellezza è tanto travolgente quanto difficile, batte il cuore di Centopassi.
Non è una semplice azienda vitivinicola, ma l’anima agricola delle cooperative Libera Terra: un progetto che affonda le radici nel riuso sociale dei beni confiscati, trasformando terre un tempo segnate dall’oppressione in giardini di legalità e lavoro pulito. Ma attenzione: non siamo di fronte a una semplice iniziativa di “vino sociale”. Qui la sfida vinta è quella di aver coniugato l’impegno civile con una competitività commerciale di altissimo profilo.
L’identità di Centopassi è scolpita nei suoi 70 ettari di vigneto, frammentati in 13 appezzamenti distribuiti tra colline e montagne. Qui l’agricoltura biologica non è una moda, ma una scelta di rispetto verso un ecosistema incontaminato.
Il focus è tutto sui vitigni autoctoni, veri interpreti di questo microclima complesso:
I Bianchi: Grillo, Catarratto e Carricante, che qui acquistano verticalità e mineralità grazie alle altitudini elevate.
I Rossi: Nero d’Avola, Perricone, ma anche chicche come il Lucignola, il Nerello Mascalese e il Nocera.
L’obiettivo è chiaro: mettere in bottiglia vini dalla personalità forte, capaci di raccontare la terra da cui provengono senza filtri, rendendo omaggio a un’area della Sicilia che è, al tempo stesso, splendida e struggente.
Se il valore etico è il motore, i risultati di mercato sono la prova che la visione di Centopassi è vincente. Con oltre 540 mila bottiglie prodotte nel 2025 (un record che segna un +18,5% rispetto all’anno precedente), l’azienda ha dimostrato una resilienza straordinaria in un settore sempre più competitivo.
Non è solo il mercato italiano a premiare questo sforzo: i vini Centopassi viaggiano oggi in 14 Paesi, portando il messaggio del riscatto siciliano sulle tavole di tutto il mondo. Dalle linee storiche come Placido Rizzotto e Giato, fino ai prestigiosi Cru che valorizzano le singole vigne, l’offerta commerciale è solida, articolata e sempre coerente.
Centopassi rappresenta oggi un caso di studio internazionale. Dimostra che la cooperazione sociale, se supportata da competenze tecniche d’eccellenza e una visione imprenditoriale lucida, può superare la dimensione della “testimonianza” per diventare un attore protagonista dell’economia reale.
Bere un calice di Centopassi significa, dunque, godersi un vino di territorio, figlio di una viticoltura di montagna mediterranea, ma significa anche sostenere un equilibrio delicato tra profitto e giustizia. È la prova che il buon vino può nascere dalla terra buona, in tutti i sensi.
Centopassi: Belice Excellence Between Viticulture and Social Redemption
In the Alto Belice Corleonese, set against a breathtaking landscape where beauty is as overwhelming as it is challenging, beats the heart of Centopassi. This is no ordinary winery; it is the viticultural soul of the Libera Terra cooperatives. A project rooted in the social reuse of lands confiscated from the mafia, transforming estates once marked by oppression into gardens of legality and fair labor. But make no mistake: this is more than a “social wine” initiative. The real triumph here is the seamless union of civic commitment with high-profile commercial competitiveness.
Centopassi’s identity is carved into 70 hectares of vineyards, split across 13 plots nestled between hills and mountains. Here, organic farming is not a trend, but a profound choice to respect an untainted ecosystem. The focus is entirely on indigenous grape varieties, the true interpreters of this complex microclimate:
The Whites: Grillo, Catarratto, and Carricante, which gain verticality and minerality thanks to the high altitudes.
The Reds: Nero d’Avola and Perricone, along with gems like Lucignola, Nerello Mascalese, and Nocera.
The goal is clear: to bottle wines with a strong, distinct personality that tell the unfiltered story of their origin, paying tribute to an area of Sicily that is both stunning and poignant.
While ethical values are the engine, market results prove that Centopassi’s vision is a winning one. With over 540,000 bottles produced in 2025 (a record +18.5% compared to the previous year), the winery has demonstrated extraordinary resilience in an increasingly competitive industry. It is not just the Italian market rewarding this effort; Centopassi wines now travel to 14 countries, carrying a message of Sicilian redemption to tables worldwide. From historic labels like Placido Rizzotto and Giato to prestigious single-vineyard Crus, the commercial offering is solid, articulate, and consistently high-quality.
Centopassi stands today as an international case study. It proves that social cooperation—when backed by technical excellence and a clear entrepreneurial vision—can move beyond “testimony” to become a leading player in the real economy.
Sipping a glass of Centopassi means enjoying a true “territory wine,” the child of Mediterranean mountain viticulture. It also means supporting a delicate balance between profit and justice. It is definitive proof that great wine can only come from “good” land, in every sense of the word.
Ph © Giorgio_Salvatori
Fonte: http://www.lastanzadelvino.it/feed/

