Il 2026 parte in salita per le esportazioni italiane di vino: a gennaio il valore scende a 470 milioni di euro, in calo del 19%, penalizzato dal confronto con il gennaio 2025, gonfiato dal front-loading pre-dazi. Su base annua mobile, il totale arretra a 7,7 miliardi (-5,6%), il livello più basso dalla fine del 2022. Tutte le categorie e i principali mercati sono in territorio negativo, con gli Stati Uniti in caduta del 35% e un calo diffuso anche in Europa.
Il 2026 parte decisamente male per le esportazioni italiane di vino, anche se si tratta di un confronto impari in un mese poco rilevante. Il confronto è imparziale perché il dato di gennaio 2025 era amplificato dall’effetto di “front-loading” sul mercato americano, volto ad anticipare l’introduzione dei dazi.
Le esportazioni totali si attestano dunque a 470 milioni di euro, in calo del 19% . Su base annua mobile (ultimi 12 mesi), il valore totale scende a 7669 milioni di euro, con una variazione del -5,6% rispetto al ciclo precedente — il livello più basso dalla fine del 2022.
Prima di passare al commento dettagliato, vi introduco un paio di novità relative al post mensile sulle esportazioni. Ho predisposto un link laterale con tutte le tabelle mensili aggiornate, così da evitare di reincollare integralmente.
Bene, passiamo a un commento più dettagliato sui numeri.
- La dinamica è negativa in tutte le categorie. I vini imbottigliati calano del 20% a 312 milioni, gli spumanti del 15% a 128 milioni, il resto (sfuso e mosti) del 16% a 31 milioni, con un ritmo annuo tra il -4% degli spumanti e il -6% dei vini imbottigliati, fermi.
- Sul fronte dei volumi, il dato mensile è altrettanto severo: 1.33 milioni di ettolitri esportati, in calo del 13%. Su base di 12 mesi, il volume scende a 20.8 milioni di ettolitri (-3%).
- Passando alle categorie per geografia, gli Stati Uniti registrano un crollo del 35% a valore a gennaio, portando il dato sui 12 mesi a 1702 milioni di euro (-13%). Si tratta di una perdita di oltre 260 milioni di euro su base annua rispetto al picco. Il dato USA è particolarmente negativo sia sull’imbottigliato (-37% a gennaio, -15% sui 12 mesi) che sugli spumanti (-29% a gennaio, -9% sugli ultimi 12 mesi).
- Nonostante non ci siano problemi di dazi, calano anche gli altri principali paesi. La Germania, secondo mercato, cede il 15% nel mese (-1.5% su base annua), a conferma di una maggiore stabilità strutturale del canale distributivo europeo. Il Regno Unito perde il 19% nel mese (-5,2% LTM), con un calo particolarmente pronunciato sugli spumanti (-27%).
- Segnali meno negativi continuano ad arrivare dalla Francia (-1,5% nel mese, +2,8% LTM) e dai Paesi Bassi (-11,0% nel mese, ma +4,2% LTM). La Russia mostra un rimbalzo del 38% nel mese (con un +68% sui volumi), ma il dato 12 mesi resta negativo (-9%), a indicare una normalizzazione dopo le forti oscillazioni degli anni precedenti.
- Il comparto spumanti conferma la polarizzazione: USA e Regno Unito sono in forte contrazione, Francia e Russia in crescita, Germania in lieve calo. Il dato francese (+15% sui 12 mesi) è particolarmente interessante e riflette la crescente penetrazione del Prosecco.
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