Il mercato mondiale dei vini sfusi nel 2025 si è comportato un po’ meglio del commercio di vino nel suo complesso. Secondo le nostre elaborazioni su dati UN Comtrade (codice 220429, vino in contenitori oltre 10 litri), le esportazioni sono scese del 4.8% in valore, a circa 2.4 miliardi di euro, contro un commercio mondiale di 33.8 miliardi di euro in calo del 6.7% (dati OIV). In volume lo sfuso pesa molto di più: circa 32.9 milioni di ettolitri, poco più di un terzo dei 94.8 milioni esportati nel mondo, con un calo del 2.1%, inferiore al -4.7% del totale. Il prezzo medio implicito scende del 2.8%, a 0.74 euro al litro. Le stime sono coerenti con quelle dell’OIV, che per lo sfuso indica -5.3% in valore, -3.8% in volume e un prezzo medio di 0.75 euro al litro, con una quota del 7.3% sul valore e del 34.0% sui volumi del commercio mondiale.
Si tratta dunque di un anno meno negativo di quanto ci si potesse attendere per una categoria, quella dei vini a basso prezzo, che dovrebbe essere la più esposta alla debolezza dei consumi. A dire il vero, i dati della Spagna, principale operatore della categoria, per il primo semestre 2026 mostrano un andamento molto diverso (-13% in valore e oltre -20% in volume secondo i dati che abbiamo pubblicato qualche giorno fa).
Tornando al 2025, la Spagna resta il leader della categoria con 549 milioni di euro, +7.4%, e 10.72 milioni di ettolitri, stabili. Il prezzo medio sale del 7.2% a 0.51 euro al litro e la quota sul valore mondiale arriva al 22.6%, dal 20.0% del 2024, il livello più alto della serie dal 2011. Senza la Spagna, il calo del valore mondiale sarebbe stato del 7.9%. Gli altri principali esportatori calano: Nuova Zelanda -7.4%, Australia -7.3%, Cile -21.2%. Fa eccezione l’Italia, per cui UN Comtrade riporta 299 milioni di euro per il quarto anno consecutivo: un andamento piatto che, con volumi in calo del 16.4% in due anni, va preso con cautela.
I dati coprono i paesi esportatori che comunicano a UN Comtrade e i totali sono stime. Per diversi paesi mancano i volumi del 2022 e del 2023 (tra gli altri Cile, Stati Uniti, Nuova Zelanda, Canada, Sudafrica e Francia): i totali in volume di quei due anni sono quindi sottostimati e non confrontabili con il resto della serie. Il confronto tra 2025 e 2024 è invece omogeneo per tutti i paesi in tabella.
Passiamo a un commento più dettagliato dei numeri, con tabelle e grafici, nel resto del post.
Le esportazioni di vini sfusi in valore
Le esportazioni mondiali di vino sfuso sono state pari a 2,431 milioni di euro, -4.8% sui 2,554 milioni del 2024. Rispetto al picco del 2018 (3,380 milioni) il calo è del 28.1%; il tasso medio annuo dal 2020 è del -6.0%. Il calo di 123 milioni si spiega soprattutto con il Cile (-49 milioni), la Nuova Zelanda (-26 milioni), l’Australia (-22 milioni) e il Sudafrica (-15 milioni), compensati in parte dalla Spagna (+38 milioni).
I volumi esportati
I volumi stimati sono pari a 32.9 milioni di ettolitri, -2.1% sul 2024. Il mercato resta concentrato: i primi cinque esportatori valgono il 67.1% del valore mondiale, dal 58.5% del 2018; Spagna, Australia e Italia insieme coprono il 55.3% dei volumi.
I principali paesi esportatori
Spagna. 549 milioni di euro (+7.4%) e 10.72 milioni di ettolitri (+0.2%), pari al 32.6% dei volumi mondiali. Nuova Zelanda. Seconda per valore con 323 milioni di euro (-7.4%), su volumi in crescita del 25.2% a 1.69 milioni di ettolitri. Italia. 299 milioni di euro, invariati, e 3.41 milioni di ettolitri (-2.8%), per un prezzo medio di 0.88 euro al litro. UN Comtrade riporta per l’Italia lo stesso valore in euro dal 2022, mentre i volumi oscillano tra 3.41 e 4.08 milioni di ettolitri: il dato va letto con cautela.
Australia. 278 milioni di euro (-7.3%) su volumi stabili a 4.06 milioni di ettolitri, secondo esportatore per volume. Cile. È il paese con il calo maggiore tra i primi cinque: 182 milioni di euro (-21.2%) e 2.55 milioni di ettolitri (-23.2%). La quota sul valore mondiale scende al 7.5% dal 9.0% del 2024; rispetto al 2019 il valore è quasi dimezzato (-45.0%).
Altri esportatori. La Francia sale dell’1.7% a 181 milioni di euro, con un prezzo medio di 1.40 euro al litro. Gli Stati Uniti calano del 5.5% a 156 milioni mentre Sudafrica scende a 115 milioni di euro (-11.5%) e 1.49 milioni di ettolitri (-25.9%).
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