in

Chapoutier: analisi bilancio 2024


Analizziamo per la prima volta i bilanci di La Maison M. Chapoutier, che si posiziona come produttore di vino fortemente centrato sul concetto di espressione del terroir: nasce nel Rodano ma dichiara una presenza anche in “alcune delle più belle regioni di Francia e del mondo”, con un’impostazione orientata alla valorizzazione delle singole aree e dei vigneti.

Sul piano strategico, il sito evidenzia:

  • una filosofia agronomica in cui la biodinamica è parte integrante del DNA aziendale “dal 1991”;
  • una crescita per acquisizione e sviluppo di tenute (dove possibile “affiancando i precedenti creatori” e mantenendo la biodinamica come filo conduttore);
  • iniziative di presidio commerciale/brand attraverso cantine/luoghi di esperienza in città francesi a vocazione gastronomica, oltre a una selezione di etichette anche da altri territori (es. Borgogna);
  • partnership internazionali: in particolare, viene descritta l’alleanza con la famiglia Terlato (distributore statunitense) avviata nel 2000 e collegata allo sviluppo di un progetto in Australia (Pyrenees, a nord-est di Melbourne).

Questa impostazione – terroir, biodinamica, presidio di brand e partnership – in genere implica capitale circolante rilevante (scorte/vini in invecchiamento) e necessità di struttura finanziaria adeguata per sostenere tempi lunghi di trasformazione e commercializzazione.

Andamento delle vendite (2024 vs 2023)

Nel 2024 il fatturato netto (Chiffre d’affaires net) risulta pari a €63,4 mln, in lieve flessione rispetto a €64,2 mln del 2023 (circa -1,3%). Il fatturato complessivo è invece stabile a circa €68,3 mln. A fronte di ricavi lievemente in calo, si nota una crescita della “production stockée” (produzione capitalizzata in scorte) a €2,5 mln (da €1,2 mln): dinamica coerente con l’incremento del magazzino e con una parte della produzione non ancora “trasformata” in vendite nell’esercizio (tema importante per cassa e fabbisogno di circolante).

Redditività: miglioramento operativo, peggioramento “sotto l’EBIT”

Il risultato operativo 2024 è positivo e in crescita a circa €3 mln (da €2,5 mln nel 2023). Su base di ricavi complessivi, il margine operativo è in aumento al 4,3% nel 2024 vs 3,7% nel 2023. Se guardiamo al MOL (margine operativo lordo), la redditività sul fatturato totale è dell’11% vs. 10,7% del 2023. Il miglioramento sembra guidato soprattutto da un contenimento di alcune voci di costo, come gli acquisti e costi esterni.

Il risultato finanziario è un punto critico: peggiora a -€6 mln nel 2024 (da -€4,9 mln). Ne consegue che il conto economico si chiude con una perdita netta di €2,6 mln, in peggioramento rispetto a €1,2 mln del 2023.

Situazione patrimoniale: struttura dell’attivo e capitale circolante

Il totale attivo aumenta a €185,5 mln (da €178,2 mln). a composizione dell’attivo evidenzia una società fortemente “working-capital intensive”:

  • Immobilizzazioni nette: €50,60 mln (da €53 mln).
  • Scorte (materie prime + prodotti + lavori in corso + merci): circa €55 mln (in aumento rispetto al 2023), con materie prime a €28,1 mln e prodotti intermedi/finiti a €25,4 mln.
  • Crediti commerciali: €22,6 mln (da €16 mln), quindi in incremento significativo.
  • Liquidità: €1,3 mln, in forte riduzione rispetto a €5,4 mln del 2023.

L’incremento combinato di scorte e crediti (specialmente trade receivables) è coerente con l’assorbimento di cassa nel circolante e con una maggiore esposizione al rischio di rotazione lenta o allungamento degli incassi (tema tipico nel vino, ma qui da monitorare per il suo impatto sulla liquidità).

Struttura patrimoniale e finanziaria: leverage elevato

Il patrimonio netto scende a €57,1 mln (da €60,2 mln), a seguito della perdita d’esercizio citata prima di -€2,6 mln. L’ “equity ratio” (PN/Totale Attivo) è quindi in riduzione (circa 30,8% nel 2024 vs 33,8% nel 2023). I debiti verso banche  salgono a  €96,2 mln (da €92 mln), per una posizione finanziaria netta di €102 mln rispetto a €94m del 2023, per un leverage in aumento: il debito su EBITDA (=MOL) cresce al 13,6x da 12,9x del 2023, ritornando ai valori pre-Covid. Nel bilancio si sottolinea come una migliore copertura cambi avrebbe ridotto “il peso dell’indebitamento” di circa €890k.

Rischio contrattuale/costi su asset agricoli (GFA Chapuis‑Chapoutier)

Il documento riporta una discussione con il GFA proprietario di terreni/immobili, con ipotesi di incremento significativo del canone (indicazioni di raddoppio dal 2024 al 2025 e ulteriore incremento nel 2026), e menzione di possibili richieste ulteriori (es. percentuale del fatturato di alcune attività). Questo punto è materialmente rilevante perché può impattare il costo operativo (maggiori affitti), e potenzialmente la continuità/assetto operativo in caso di tensioni contrattuali.

Se siete arrivati fin qui…
…ho un piccolo favore da chiedervi. Sempre più persone leggono “I Numeri del Vino”, che pubblica da oltre dieci anni tre analisi ogni settimana sul mondo del vino senza limitazioni o abbonamenti. La pubblicità e le sponsorizzazioni servono per aiutare una missione laica in Perù. Per fare in modo che questo lavoro continui e resti integralmente accessibile, ti chiedo un piccolo aiuto, semplicemente prestando da dovuta attenzione con una visita alle inserzioni e alle sponsorizzazioni presenti nella testata e nella sezione laterale del blog. Grazie. Marco


Fonte: http://feeds.feedburner.com/INumeriDelVino

Tagcloud:

Il valore dei vigneti in Italia per denominazione – dati CREA, aggiornamento 2024