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Come cambierà il vino nel 2026? – il punto di vista di Bloomberg


Elin McCoy di Bloomberg News ha pubblicato un pezzo sui cambiamenti del mondo del vino nel 2026. Siccome si tratta di un pezzo coperto da copyright, che potete leggere in formato integrale al link, mi limito a proporne un riassunto con i principali spunti di discussione.

Se vi interessa, proseguite la lettura!

  • Cambiamento climatico. Il 2026, secondo il servizio meteorologico britannico, sarà tra i quattro anni più caldi mai registrati. Ciò significa un’ulteriore spinta a produrre il vino in aree più fresche. Ci sono articoli interessanti sulla viticoltura in Svezia, dove si prevede che vengano piantati 3-4.000 ettari di vigneto nei prossimi anni.
  • I vini analcolici continueranno a svilupparsi. Saranno più presenti nelle liste dei ristoranti e, con una tecnologia migliore, il prodotto migliorerà. Diverse grandi aziende francesi stanno investendo: Castel, ad esempio, ha annunciato un investimento di 10 milioni di euro per un impianto dedicato nella Loira.
  • Anche se le vendite sono in calo, i dati dello US Wine Consumer Benchmark Segmentation Study 2025 mostrano che la Generazione Z (nati 1997–2012) ha aumentato il consumo di vino nell’ultimo anno, in linea con quanto fatto dalle generazioni precedenti alla stessa età. I millennials (1981–1996) hanno inoltre superato i boomers diventando il principale gruppo di consumo. Non sarà quindi una catastrofe. Il vino è entrato a pieno titolo nella cultura pop e persino nello sport — si vedano i nuovi vini NBA firmati da Kendall-Jackson — oltre che nei film, come la commedia romantica Netflix Champagne Problems. La seconda stagione della serie cult Drops of God debutterà il 21 gennaio su Apple TV.
  • I vini bianchi andranno meglio dei rossi; berremo più spumanti. Millennials e Gen Z bevono molte più bollicine rispetto ai boomers, secondo un sondaggio del Wine Market Council, perché sono un vino lifestyle quotidiano, come il rosé — perfetto con il take-away thai o cinese. E la produzione offre diverse alternative intermedie tra lo Champagne e il Prosecco: crémant francesi, spumanti inglesi, lambrusco secco, sekt tedeschi e austriaci. E ci saranno nuove opzioni, come spumanti dell’Etna o della Corsica (Avvizzà, per esempio), o della California (Santa Rita Hills).
  • Enoturismo in crescita. I giovani amanti del vino cercano autenticità ed esperienze immersive. Il Global Wine Tourism Report 2025 indica che il 73% delle 1.310 cantine in 47 paesi prevede di ampliare le proprie attività turistiche, che ormai rappresentano circa il 25% del fatturato. Nella Western Cape sudafricana, alcune tenute propongono avventure outdoor di giorno e degustazioni gourmet la sera. La Rhebokskloof Estate di Paarl offre percorsi MTB con salite ripide e discese adrenaliniche. La Morgenhof Estate, a Stellenbosch, propone quad in aree normalmente vietate. La valle di Franschhoek è ormai un hotspot per il parapendio e lo zip-line — rigorosamente senza bicchiere in mano.
  • Sebbene i miliardari continuino a comprare vini di Borgogna a prezzi folli, il rapporto qualità-prezzo sarà un tema chiave del 2026. Nuove zone: Bloomberg fa menzione di diversi vitigni autoctoni della Grecia, del Portogallo (Touriga), della Spagna (Godello) e anche dell’Italia (Grillo); ma anche di interessanti altre iniziative. L’eccesso di uve in California sta inoltre spingendo alla nascita di nuovi négociant come Cam X, che “salvano” le partite avanzate dalle cantine premium vendendole a prezzi stracciati, senza il marchio blasonato.
  • Addio alla carta dei vini nei ristoranti? Le liste vini brevi e curate stanno evolvendo in una nuova tendenza (e forse difficilmente condivisibile): niente liste scritte. Nelle sedi londinesi di Humble Grape, i vini sono presenti, ma i clienti vengono guidati con poche domande. Negli USA, i sommelier di Sauced (Brooklyn, Manhattan, Nashville) ti portano tre assaggi in base alle tue preferenze. Lo stesso succede a Les Enfants du Marché a Parigi.
  • Intelligenza Artificiale. Se l’intelligenza artificiale sta già trasformando la viticoltura con sensori e droni che monitorano le colture, analizzano modelli climatici, prevedono i tempi di raccolta e guidano robot che potano, diserbano e spostano l’uva dai tavoli di cernita alle vasche, nel 2026 l’AI farà un passo avanti anche nell’enoturismo. Si stanno sviluppando software di raccomandazione del vino basati sull’AI, che vanno dalla scelta del prodotto fino agli itinerari di degustazione.
  • Le nuove bottiglie “mini” conquisteranno il mercato. Si apre un nuovo Far West dei formati. Fino al 2025 negli USA si poteva vendere vino solo in misure predefinite. Ora sono stati autorizzati 13 nuovi formati, in particolare piccoli. L’Estate Collection by the Glass Gift Set di Daou Vineyards, ad esempio, include tre blend rossi di fascia alta in bottiglie da 100 ml simili a provette. Elin prevede cult cabernet venduti in eleganti confezioni da sei mini-bottiglie, come tentativo per renderli più accessibili.
  • E non è finita qui… Quale vino stapperanno Taylor Swift e Travis Kelce al loro matrimonio di giugno?
Se siete arrivati fin qui…
…ho un piccolo favore da chiedervi. Sempre più persone leggono “I Numeri del Vino”, che pubblica da oltre dieci anni tre analisi ogni settimana sul mondo del vino senza limitazioni o abbonamenti. La pubblicità e le sponsorizzazioni servono per aiutare una missione laica in Perù. Per fare in modo che questo lavoro continui e resti integralmente accessibile, ti chiedo un piccolo aiuto, semplicemente prestando da dovuta attenzione con una visita alle inserzioni e alle sponsorizzazioni presenti nella testata e nella sezione laterale del blog. Grazie. Marco


Fonte: http://feeds.feedburner.com/INumeriDelVino

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