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L’andamento degli indici Liv-ex – aggiornamento 2025/26


Come di solito intorno a questo periodo dell’anno, facciamo il punto sull’andamento dei prezzi dei vini di alta qualità utilizzando gli indici Liv-Ex, che anche quest’anno ringrazio per la collaborazione. Potete trovare ulteriori dettagli sulla loro composizione e altri grafici nella sezione dedicata di Liv-Ex a questo link.

Il 2025 è stato il terzo anno consecutivo di calo per il valore dei vini da collezione (-5% in sterline, -10% in euro), mentre i primi sette mesi del 2026 stanno dando segnali di stabilizzazione, con l’indice generale stabile, che diventa +3% se tradotto in euro. A differenza del 2025, quando Bordeaux, Borgogna e Champagne guidavano il ribasso, nel 2026 gli indici delle diverse zone si muovono in modo più coerente.

In questo contesto, i vini italiani continuano ad andare meglio (o meno peggio) che nel passato, e come vedete dal grafico sopra il valore dell’indice generale e dell’indice italiano si sono avvicinati ulteriormente, il che significa che in un’ottica di lunghissimo termine (dal 2023 a oggi, il valore dei nostri vini è cresciuto come quello dei vini francesi e del resto del mondo).

Bene, passiamo a un’analisi più dettagliata con tutte le tabelle e i grafici nel resto del post.

  • Il 2025 in euro è stato peggiore del 2024 per quasi tutti gli indici, ma per una ragione valutaria: il Liv-Ex Fine Wines 1000 ha perso il 4% in sterline (contro il 12% del 2024) e il 10% in euro (contro l’8% del 2024). Nel 2024 il cambio aveva attenuato la discesa di circa 4 punti, nel 2025 l’ha aggravata di circa 5. Chi ragiona in euro ha visto quindi una curva diversa da chi ragiona in sterline, e il 2026 sta restituendo parte di quella differenza.
  • Scomponendo il dato dei primi sette mesi del 2026 in euro, il quadro è omogeneo: Liv-Ex 1000 +3% (di cui 2.5 punti di cambio), Champagne +4%, Italia +4%, Borgogna +3%, Bordeaux +2%, Rodano +2%. Il messaggio è che i prezzi hanno smesso di scendere più che cominciare a salire.
  • Il calo dal picco del 2022 resta profondo e sostanzialmente invariato rispetto all’anno scorso: -27% per l’indice generale in sterline, -32% per la Borgogna, -30% per lo Champagne, -27% per Rodano e Bordeaux. I vini italiani sono scesi invece soltanto del 13%, meno della metà della media, confermando che la mancata partecipazione alla fase di bolla del 2021-2022 si è tradotta in una discesa più contenuta.
  • A livello di prezzi assoluti rispetto ai livelli storici la gerarchia non cambia. La Borgogna resta prima con un indice di 612 in sterline, ossia prezzi sestuplicati dal 2003, pari a una crescita media annua composta dell’8%. Segue lo Champagne a 501 (x5.0, +7.1% annuo), poi il Liv-Ex 1000 e i vini italiani appaiati a 351 e 350 (x3.5, +5.5% annuo), Bordeaux a 275 (x2.75, +4.4%) e il Rodano a 175 (x1.75, +2.4% annuo, sotto l’inflazione del periodo).
  • L’allineamento tra indice italiano e indice generale è ormai completo. In euro il divario era di 90 punti nel 2022 (461 contro 551), di 18 punti nel 2024, di 5 nel 2025 e di 1 punto oggi (410 contro 411). È il risultato di due movimenti opposti e non di un rialzo italiano: l’indice Italy 100 in euro è comunque sotto del 5% rispetto al 2021.
  • Buona consultazione!
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