in

Nuova Zelanda – produzione, consumo di vino e sostenibilità – aggiornamento 2025


Il settore vinicolo neozelandese è in fase di stabilizzazione. Lo dicono diversi dati del rapporto annuale della New Zealand Winegrowers Inc, a partire dalla revisione al ribasso delle superfici vitate 2024 (attese di nuovo in crescita nel 2025, vedremo se lo confermano il prossimo anno), dalla riduzione delle aziende vinicole (già capitato nel 2023), dalla riduzione del prezzo di vendita delle uve (un anno indietro, 2024) e dalla stabilizzazione delle esportazioni di vino, che sono sempre più legato al Sauvignon Blanc (2.5m/hl dei 2.8m/hl esportati nei 12 mesi a giugno 2025).

I produttori stanno poi scommettendo ancora di più sulla sostenibilità, per dare una connotazione positiva al prodotto che sta subendo attacchi da diverse parti: minore utilizzo dell’acqua, energia rinnovabile, bottiglie leggere, fino al “net zero 2050”. Nella parte finale del post, ho fatto fare all’intelligenza artificiale un riassunto della sezione del rapporto.

  • 8 milioni di ettolitri su una superficie di 184mila ettari, dunque, quindi una resa di 58 litri per ettaro, ossia intorno a 90 quintali di uva per ettaro.
  • La produzione stabile nasconde in realtà un minor tasso di vinificazione: il mosto prodotto è stato di 4 milioni di ettolitri, +20% e l’8% sopra la media decennale, quando invece la produzione di vino 2025 è l’8% sotto. I produttori argentini hanno dunque volutamente prodotto meno vino di quanto fosse potenzialmente possibile.
  • La produzione di vino rosso è stata di 7.8m/hl, +6% e in linea con la media decennale, quella di vino bianco di 2.5m/hl, in calo del 18% e del 32% sotto la media decennale, mentre quella dei vini rosati è marginale (nonostante i vitigni definiti rosati siano molto importanti, probabilmente vengono vinificati in rosso o in bianco), 0.4 milioni di ettolitri, in crescita del 10% e del 10% sopra la media storica.
  • Dal punto di vista delle regioni vinicole, il 2025 vede la quota produttiva della regione di Mendoza al massimo storico, 84% del totale prodotto, ovvero 9.1 milioni di ettolitri (in linea con la media storica). Sono di converso molto negativi i dati del resto dell’Argentina, a partire da San Juan, 1.1 milioni di ettolitri e -45% sulla media storica e La Rioja, 0.3m/hl e -21% sulla media storica.

Sotto i grafici, il riassunto dei risultati dal lato della sostenibilità.

(riassunto generato con l’aiuto di Perplexity Pro)

*:first-child]:mt-0″>

Sommario: Iniziative e Risultati di Sostenibilità dei Produttori di Vino Neozelandesi (2025)

L’industria vinicola neozelandese ha raggiunto nel 2025 un traguardo storico: 30 anni di Sustainable Winegrowing New Zealand (SWNZ), il programma di sostenibilità settoriale che oggi rappresenta un modello globale di eccellenza. Lanciato nel 1995 con soli cinque vigneti partecipanti, SWNZ certifica attualmente il 98% dell’area vitata produttiva nazionale (oltre 40.000 ettari) e oltre il 90% del vino è prodotto in impianti certificati SWNZ. Si tratta della più alta copertura per qualsiasi programma di certificazione industriale nazionale a livello mondiale.

Strategia e Framework di Sostenibilità

Il programma SWNZ si articola su sei pilastri strategici: cambiamento climatico, acqua, rifiuti, suolo, protezione delle piante e persone. Per celebrare il trentennale, è stato pubblicato il Sustainability Report 2025, che presenta dati indipendentemente verificati e fornisce un’analisi approfondita dei progressi compiuti. Il report ha ricevuto ampia attenzione dai media internazionali e dagli stakeholder del settore, rafforzando ulteriormente la reputazione globale della Nuova Zelanda come produttore di vini distintivi e sostenibili.

Riduzione delle emissioni e Roadmap Net Zero 2050

Ad agosto 2025 è stata rilasciata la Roadmap to Net Zero 2050, che delinea obiettivi cruciali e identifica le principali opportunità di riduzione delle emissioni per i vigneti e le cantine. La roadmap stabilisce che l’industria vinicola neozelandese è ben posizionata per diventare leader globale nella produzione di vino a basse emissioni, nonostante le distanze che i vini devono percorrere per raggiungere i mercati. L’obiettivo di raggiungere emissioni nette zero entro il 2050 impegna fermamente il settore su un percorso a basse emissioni, con sviluppi innovativi già in corso nei vigneti e nelle cantine.

I dati comparativi rispetto al 2022 mostrano progressi significativi: il 56,15% dei vigneti (+11% rispetto al 2022) sta implementando iniziative specifiche per minimizzare l’impronta carbonica, mentre il 30,11% sta aggiornando le attrezzature per ridurre il consumo energetico. Nel settore enologico, il 68,10% delle cantine adotta iniziative per ridurre le emissioni, il 63,8% utilizza bottiglie in vetro alleggerito (+15,3% rispetto al 2022) e il 15,3% ha installato impianti solari.

Gestione dell’Acqua ed Efficienza Idrica

L’industria punta a diventare leader mondiale nell’uso efficiente dell’acqua. I dati del 2025 evidenziano che il 94% dei vigneti ottimizza l’applicazione idrica per l’irrigazione, mentre il 24,5% monitora attivamente il consumo idrico nel tempo per effettuare benchmark comparativi. Inoltre, il 18,8% dei vigneti ha acquistato nuove attrezzature che consentono una maggiore efficienza idrica. Sul fronte della vinificazione, il 100,8% delle cantine ha implementato iniziative per conservare o ridurre l’uso dell’acqua, il 79,8% dispone di programmi di rilevamento perdite e il 50,1% recupera e ricicla l’acqua di pulizia.

Project Raumatatiki: Pianificazione delle Acque Dolci

Nel 2025, il completamento del Project Raumatatiki (Freshwater Farm Planning for Viticulture), finanziato dall’Essential Freshwater Fund del Ministero dell’Ambiente, è stato una priorità strategica. Il progetto ha sviluppato uno strumento pilota online per la pianificazione delle risorse idriche, che consente ai membri di rispettare i requisiti normativi per mitigare i rischi per gli ecosistemi di acqua dolce neozelandesi derivanti dalla produzione viticola. Sono state prodotte risorse educative di alta qualità, incluse webinar e linee guida settoriali.

Biosicurezza e Protezione del Territorio

La biosicurezza rimane una priorità assoluta, con l’introduzione nel 2025 di requisiti obbligatori di pianificazione della biosicurezza per tutti i vigneti certificati SWNZ. Il team ha organizzato workshop di supporto nelle diverse regioni del paese tra maggio e giugno 2025, con una elevata partecipazione e feedback positivi da parte dei partecipanti. L’integrazione di questi requisiti in SWNZ contribuisce in modo significativo ad aumentare il livello di consapevolezza e di partecipazione sulla biosicurezza tra coltivatori, contractor e visitatori.

Attraverso la partecipazione al Government Industry Agreement (GIA) per la preparazione e risposta alla biosicurezza, il settore ha focalizzato l’attenzione sullo sviluppo di un accordo operativo di risposta per la Xylella fastidiosa, agente causale della malattia di Pierce, minaccia significativa per la viticoltura.

Miglioramento Continuo e Revisione del Programma

Nel corso dell’anno, SWNZ è stato valutato da diverse agenzie di revisione nazionali e internazionali, tra cui la svedese Systembolaget. Queste revisioni hanno evidenziato l’approccio inclusivo al miglioramento continuo come punto di forza chiave del programma, identificando anche opportunità per renderlo più robusto. Una priorità importante per il 2025-26 è la revisione dell’area People (Persone) per migliorare questa componente del programma, assicurando che il settore rimanga un’industria di scelta per i lavoratori e resti allineato alle aspettative di mercato.

Certificazioni e Riconoscimenti Internazionali

SWNZ è ampiamente riconosciuto come un programma di sostenibilità leader a livello mondiale e tra i primi del suo genere nell’industria vinicola globale. Il programma, lanciato dall’industria per l’industria e per i consumatori, continua a guidare produttori e cantine verso pratiche sostenibili. Come programma guidato dall’industria, SWNZ è stato in grado negli ultimi tre decenni di adattarsi rapidamente alle esigenze in evoluzione dei produttori e del mercato.

L’impegno per la sostenibilità costituisce un pilastro fondamentale della storia del vino neozelandese e, nei 12 mesi passati, i 30 anni di SWNZ sono stati evidenziati in tutte le attività di brand, incluso il primo grande evento in Nuova Zelanda dopo la pandemia: Pinot Noir New Zealand 2025. L’evento ha attirato media e operatori internazionali, generando articoli con un valore pubblicitario equivalente di 8,9 milioni di dollari neozelandesi e un ROI del 371%.

In sintesi, l’industria vinicola neozelandese dimostra leadership globale nella sostenibilità attraverso risultati misurabili, innovazione continua e un impegno trasparente verso obiettivi ambiziosi come il Net Zero 2050, consolidando il proprio posizionamento premium sui mercati internazionali.

Se siete arrivati fin qui…
…ho un piccolo favore da chiedervi. Sempre più persone leggono “I Numeri del Vino”, che pubblica da oltre dieci anni tre analisi ogni settimana sul mondo del vino senza limitazioni o abbonamenti. La pubblicità e le sponsorizzazioni servono per aiutare una missione laica in Perù. Per fare in modo che questo lavoro continui e resti integralmente accessibile, ti chiedo un piccolo aiuto, semplicemente prestando da dovuta attenzione con una visita alle inserzioni e alle sponsorizzazioni presenti nella testata e nella sezione laterale del blog. Grazie. Marco


Fonte: http://feeds.feedburner.com/INumeriDelVino

Tagcloud:

Flavio Geretto: il fattore umano e la visione strategica al centro della nuova sfida in Cantina Rauscedo

Vecchie vigne, vini che raccontano: l’esperienza Filarole