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Vendite al dettaglio di vino (GDO Italia) – dati Circana, primo semestre 2026


I dati raccolti da Circana mostrano che nel secondo trimestre 2026 le vendite di vino e spumante tornano a calare (-2%), compensando la crescita del primo trimestre, dovuta alla Pasqua anticipata. Il semestre chiude dunque a 1.44 miliardi di euro, -0.4%, con volumi in calo del 2.4%. Le tendenze sono coerenti con il passato, con un prezzo medio in crescita, seppur sempre meno sostenuta, a compensare il calo dei volumi. Si inasprisce il calo dei vini rossi, contro la stabilità dei vini rosati e una leggerissima contrazione dei vini bianchi, mentre negli spumanti i metodo classico continuano a recuperare terreno contro gli charmat secchi.

Come per il trimestre scorso, trovate i dati trimestrali e annuali aggiornati sul lato destro del blog, su questo link.

Passiamo a un commento più dettagliato dei numeri.

  • Le vendite di vino e spumanti nella GDO italiana nel secondo trimestre 2026 sono state di 718.6 milioni di euro, -2.1%, con volumi a 1.715 milioni di ettolitri, -2.7%. I dati vanno “fusi” con quelli del primo trimestre (+1.4%) per via della tempistica della Pasqua (5 aprile 2026 contro il 20 aprile del 2025). Sommando i due trimestri si ottiene la lettura pulita: 1439 milioni di euro nel semestre, -0.4%, e 3.4 milioni di ettolitri, -2.4%. Il fatturato è quindi sostanzialmente piatto, i volumi continuano a scendere al ritmo degli ultimi tre anni.
  • Nel semestre, i vini fermi perdono 16 milioni di euro (1101 milioni, -1.5%) mentre gli spumanti italiani crescono di 10 milioni (321 milioni, +3.3%). In volume la divaricazione è ancora più netta: -3.4% per i fermi contro +3.9% per gli spumanti. È la stessa dinamica dei trimestri precedenti, ma il peso relativo è ormai considerevole: gli spumanti valgono il 22% del fatturato della GDO contro il 17% del primo semestre 2020, e il 14% dei volumi contro il 9%.
  • Il prezzo medio implicito del semestre è di 4.2 euro al litro, +2%, ma la variazione si concentra tutta nel primo trimestre (+3.6%) mentre nel secondo si ferma a +0.7%. Sul vino fermo il profilo è identico: +3.3% da gennaio a marzo, +0.7% da aprile a giugno, con un prezzo medio semestrale di 3.7 euro al litro (+2.0%). Anche se forse il rallentamento è legato al miglior mix durante la Pasqua, l’aumento dei prezzi potrebbe non essere più sufficiente a coprire l’erosione dei volumi. L’indice del valore dei vini fermi, che nei grafici a base 2022 aveva toccato il massimo intorno a 104 nel terzo trimestre 2025, è ora sceso a 102.4.
  • Per colore, i vini rossi restano la categoria più debole: 559 milioni di euro nel semestre, -2.7%, con volumi in calo del 4.4% a 1.4 milioni di ettolitri. L’indice a base 2022 è sceso sotto quota 100 (98.7), il che significa che i rossi hanno ormai eroso anche il recupero di prezzo accumulato nel triennio. I bianchi calano dello 0.6% a 477 milioni con volumi a -2.7%, e i rosati chiudono a +0.5% a 64 milioni ma con volumi in flessione del 3.4%: il segmento che negli ultimi anni cresceva sia a valore sia a volume ora cresce soltanto grazie al prezzo (+4.0%), il maggior incremento fra tutte le categorie.
  • Per tipologia si conferma l’inversione già segnalata nel primo trimestre. I DOC/DOCG chiudono il semestre a 594 milioni, -0.6%, con volumi a -1.8%; gli IGT scendono del 2.2% a 314.5 milioni con volumi a -4.7%. Dopo tre anni in cui gli IGT avevano sistematicamente sovraperformato le denominazioni, la gerarchia si è di nuovo capovolta a favore dei DOC/DOCG. Gli altri vini, la fascia più bassa, calano del 2.9% a 193.5 milioni con volumi a -3.9%.
  • Nel segmento degli spumanti, la crescita del semestre (+3.3%) è interamente di volume (+3.9%), con un prezzo medio in calo dello 0.6% a 6.8 euro al litro. Il metodo classico è la categoria più dinamica: 56.5 milioni di euro, +9.7%, con volumi a +11.7%, ma anche qui il prezzo medio scende del 2.3% a 18.4 euro al litro, il che suggerisce che la crescita passi per referenze e formati più accessibili piuttosto che per un incremento generalizzato dei consumi di fascia alta. Lo Charmat secco, che include il Prosecco e vale i tre quarti della categoria, cresce del 2.7% a 244.6 milioni con volumi a +4.3% e prezzo a -1.6%. Lo Charmat dolce, cioè Asti e affini cala a 20 milioni di euro nel semestre, -4.5%, con volumi giù del 5%. Lo Champagne cresce del 3.9% a 16.8 milioni con volumi a +5.3%, ma con un prezzo medio in calo del 2.8% a 52.5 euro al litro.
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Fonte: http://feeds.feedburner.com/INumeriDelVino

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