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Report vendemmia 2025 in California


Il Preliminary Report 2025 sulla vendemmia in California, pubblicato dal California Department of Food and Agriculture insieme all’USDA, offre una prima fotografia dell’andamento del settore vitivinicolo nello Stato. Il sistema di rilevazione si basa su 17 distretti vitivinicoli, che identificano le zone di coltivazione delle uve:

  1. Mendocino County
  2. Lake County
  3. Sonoma, Marin Counties
  4. Napa County
  5. Solano County
  6. Alameda, Contra Costa, Santa Clara, San Francisco, San Mateo, Santa Cruz Counties
  7. Monterey, San Benito Counties
  8. San Luis Obispo, Santa Barbara, and Ventura Counties
  9. Yolo County north of Interstate 80, Sacramento County north of U.S. 50; Del Norte, Siskiyou, Modoc, Humboldt, Trinity, Shasta, Lassen, Tehama, Plumas, Glenn, Butte, Colusa, Sutter, Yuba, Sierra Counties.

10.Nevada, Placer, El Dorado, Amador, Calaveras, Tuolumne, Mariposa Counties

  1. San Joaquin County north of State Highway 4; Sacramento County south
  2. San Joaquin County south; Stanislaus, Merced Counties
  3. Madera, Fresno, Alpine, Mono, Inyo Counties; Kings and Tulare Counties north of Nevada Avenue
  4. Kings and Tulare Counties south of Nevada Avenue; Kern County
  5. Los Angeles and San Bernardino Counties
  6. Orange, Riverside, San Diego, Imperial Counties
  7. Yolo County south, Sacramento County south

    Calo della produzione nel 2025

    La California del vino chiude il 2025 con una vendemmia più breve e un mercato un po’ meno brillante. Il raccolto destinato alla trasformazione si è fermato a 2,76 milioni di tonnellate, in calo del 6,2% rispetto all’anno precedente. Non è un crollo, ma è sufficiente a confermare che il settore sta attraversando una fase di raffreddamento, dopo stagioni in cui i volumi erano stati più generosi. A pesare sono soprattutto le uve da vino rosso, che segnano una contrazione marcata, mentre i bianchi tengono meglio e continuano a rappresentare la fetta più ampia della produzione californiana.

A sostenere il raccolto restano infatti le uve da vino bianco, che, con 1,32 milioni di tonnellate, si confermano la categoria più importante, pur in calo del 6%. Le uve da vino rosso seguono da vicino, a 1,31 milioni di tonnellate, ma con una flessione più marcata, pari al 10,8%. Molto più brusca è la discesa delle uve da passa, che perdono oltre la metà del volume, mentre le uve da tavola destinate alla trasformazione compiono un balzo sorprendente, oltre il 130% rispetto al 2024. È un dato che racconta bene quanto la filiera si stia muovendo in modo disomogeneo, con segmenti in evidente contrazione e altri che trovano nuovi sbocchi industriali. Non a caso, oltre 337 mila tonnellate di uva sono finite nella produzione di concentrato: una quota non marginale, pari al 12,2% dell’intera grape crush californiana.

Prezzi delle principali varietà

Anche sul fronte dei prezzi il messaggio è chiaro: il mercato tiene, ma arretra. Il prezzo medio complessivo si attesta a 979 dollari per tonnellata, in calo del 3,8% su base annua. Le uve rosse restano le più remunerative, con 1.281 dollari per tonnellata, ma perdono terreno; le bianche si fermano a 707 dollari, con una flessione più contenuta. Fanno eccezione le uve da passa e quelle da tavola, che invece vedono salire le quotazioni. Il quadro che emerge è quello di una California meno euforica rispetto agli ultimi anni: i prezzi non crollano, ma smettono di correre, segnale di un equilibrio più fragile tra offerta, domanda e redditività dei vigneti.

Per quanto riguarda le varietà principali, il prezzo medio dello Chardonnay nel 2025 è stato di 1.012 dollari per tonnellata, in calo del 4,2% rispetto all’anno precedente. Anche il Cabernet Sauvignon mostra una flessione rispetto al 2024, pur rimanendo una delle varietà più remunerative e centrali nel mercato del vino californiano.

Le varietà più diffuse

Le grandi protagoniste restano comunque le stesse. Chardonnay si conferma la varietà più lavorata in assoluto, con il 17,8% del totale, davanti al Cabernet Sauvignon, che rappresenta il 15,7% della vendemmia 2025. È una fotografia coerente con la struttura del vino californiano: da una parte il bianco, simbolo della grande produzione e della versatilità commerciale, dall’altra il rosso, che continua a essere la colonna portante del segmento premium. Ma anche qui si intravedono segnali di frenata: lo Chardonnay scende a 1.012 dollari per tonnellata, mentre il Cabernet Sauvignon si attesta a 2.127 dollari, entrambi sotto i livelli del 2024.

Principali varietà di uve vendemmiate in California – Leading graped varieties crushed in California

Le aree produttive

La geografia, poi, racconta la solita California a due velocità. Il Distretto 13, nel cuore agricolo dello Stato, domina per quantità con 792.899 tonnellate e si conferma il vero motore della produzione di massa, ma a un prezzo medio di appena 336 dollari per tonnellata. All’estremo opposto c’è Napa, che resta il territorio del valore: il Distretto 4 registra il prezzo medio più alto di tutta la California, pari a 6.767,53 dollari per tonnellata, nonostante una lieve flessione rispetto all’anno precedente. Subito dietro si colloca Sonoma-Marín, con 2.761,37 dollari. In mezzo c’è tutta la distanza, economica prima ancora che geografica, tra la viticoltura dei grandi volumi dell’interno e quella delle denominazioni più prestigiose della costa.

Conclusioni

Il risultato finale è quello di una vendemmia che non cambia i rapporti di forza, ma li rende più netti. La California continua a essere divisa tra aree che fanno quantità e aree che fanno prezzo, tra varietà industriali e varietà di reputazione, tra un mercato che resta enorme e una redditività che comincia a mostrare qualche segnale di fatica. Il 2025, più che un anno di svolta, si presenta come un anno di assestamento: meno uva, meno slancio sui prezzi, ma una gerarchia produttiva ancora saldamente in piedi.


Fonte: http://feeds.feedburner.com/INumeriDelVino

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