Secondo i dati forniti da UN Comtrade, le importazioni di vino in Svizzera chiudono il 2025 con un quadro contrastato: il valore tiene a 1.2 miliardi di euro (+1%), mentre i volumi calano del 5% a 1.55 milioni di ettolitri, il dato più basso della serie storica. La tendenza di fondo non cambia: dal 2020 i volumi scendono (al ritmo di circa il 3% annuo), mentre il valore cresce di quasi il 2% annuo, segno di un mercato che beve meno ma spende di più per bottiglia.
Per l’Italia il 2025 è stato un anno negativo: il valore scende del 5% a 417 milioni di euro e la quota di mercato cala al 35%, il livello più basso della serie, mentre la Francia sale al 41%, il massimo storico, riportandosi nettamente davanti dopo il sostanziale pareggio del 2024. Restiamo comunque il primo fornitore per volume, con 680 mila ettolitri.
Come sempre, tutte le tabelle e i grafici nel resto del post.
Dati in formato testo disponibili nella sezione Solonumeri.
Guardando alle tipologie, il vino imbottigliato è stabile a 869 milioni di euro, ma con dinamiche opposte tra i due principali fornitori: la Francia cresce del 12% a 319 milioni e supera per la prima volta nella serie l’Italia, che cala del 7% a 305 milioni. Lo spumante cresce del 7% a 242 milioni di euro, anche qui trainato dalla Francia (145 milioni, +13%), mentre l’Italia resta ferma a 81 milioni (-1%), dopo che il segmento era comunque cresciuto del 6% annuo dal 2020.
Passiamo ai paesi:
- L’Italia chiude a 417 milioni di euro (-5%) e 680 mila ettolitri (-3%). Il calo è concentrato sul vino imbottigliato (-7%), mentre lo spumante tiene. Manteniamo la leadership a volume, con un calo contenuto rispetto al mercato, ma la quota a valore scende al 35% dal picco del 37-38% toccato nel 2020: l’erosione rispetto alla Francia, in corso da diversi anni, ha accelerato nel 2025.
- La Francia tocca quota 494 milioni di euro, +12%, vicino al massimo del 2023, con volumi stabili a 359 mila ettolitri (+1%). La crescita è tutta di valore e riguarda sia l’imbottigliato (+12%) sia lo spumante (+13%), segmento in cui la Francia controlla ormai il 60%. La quota a valore sul totale sale al 41%, dal 31% del 2016.
- La Spagna limita i danni a valore, 128 milioni di euro (-2%), ma perde il 15% a volume, scendendo a 229 mila ettolitri, il dato più basso della serie.
- Il Portogallo scende a 33 milioni di euro (-4%) e 83 mila ettolitri (-6%), confermando un calo strutturale del 7% annuo a volume dal 2020. La Germania cala a 29 milioni di euro (-12%) con volumi stabili a 53 mila ettolitri.
- Dato anomalo per gli USA: i volumi balzano del 76% a 50 mila ettolitri, ma il valore scende del 13% a 23 milioni di euro, segno di flussi di prodotto a basso prezzo, presumibilmente sfuso.
- L’Argentina prosegue il declino: 9 milioni di euro (-25%) e 16 mila ettolitri (-27%), con un calo annuo del 14% a volume negli ultimi cinque anni.
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