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L’Acino Vini: l’e-commerce come atto politico e di resistenza contadina


Non chiamatelo solo “negozio online”. Il nuovo progetto digitale di Dino Briglio Nigro a San Marco Argentano è la naturale evoluzione di un percorso fatto di etica, prezzi sorgente e un legame indissolubile con la terra calabra.

Da qualche anno ormai è scoppiata la “Calabria mania”, finalmente l’antica Enotria , la “terra del vino” come la chiamavano i Greci , è sulla bocca di tutti. E non è solo una questione di tendenza: è il giusto riconoscimento per una regione che negli ultimi anni ha saputo regalare bottiglie indimenticabili. Tra i protagonisti di questa rinascita c’è senza dubbio Dino Briglio Nigro, anima de L’Acino Vini, un uomo che definire “produttore” sarebbe riduttivo. Dino è un dispensatore di umanità che opera a San Marco Argentano, nella Piana di Sibari, in quel lembo di terra sospeso tra lo Jonio e il Tirreno, sorvegliato dal Pollino e dalla Sila.

Dino Briglio Nigro

L’importanza del vino calabrese, d’altronde, ha ricevuto consacrazioni pesanti: basti pensare che già alla fine del 2024  Eric Asimov, sul New York Times, inseriva il “Giramondo” di Acino Vini (una “semplice” Malvasia in acciaio, dice Dino Briglio…) tra i 12 migliori vini dell’anno. Un traguardo che avrebbe spinto chiunque a cavalcare l’onda del marketing, ma non Dino. “Non sapevo nemmeno che faccia avesse Asimov, non ci siamo mai scritti. Ho più familiarità con Isaac Asimov che con Eric”, confessa con la tipica ironia di chi resta con i piedi ben piantati nel solco della vigna. Perché L’Acino non cerca i riflettori delle guide o i tavoli dei ristoranti stellati per “posizionamento”; cerca persone che condividano una sensibilità comune.

L’attivazione dello shop online de L’Acino Vini non è un’operazione accessoria, ma una vera e propria svolta etica. L’obiettivo è riportare il vino alla sua dimensione popolare, sottraendolo alle speculazioni che spesso lo rendono un bene elitario.

Dino parla chiaro: il problema non sono le mode salutistiche o i vini dealcolati, ma l’accessibilità economica. “Troviamo sbagliato che un calice costi 8 euro in vineria o che i ristoranti applichino ricarichi del 300-400%. Questo allontana le persone dalle osterie”. Il nuovo e-commerce pratica quello che Luigi Veronelli chiamava il “prezzo sorgente”: un ricarico corretto che permetta all’azienda di sostenersi e al consumatore di bere sano senza svenarsi. L’obiettivo è ambizioso quanto romantico: costruire una comunità di 800 clienti privati che permettano alla cantina di lavorare con serenità, fuori dai circuiti della grande distribuzione o delle logiche della ristorazione “di lusso” che paga a sei mesi.

La visione de L’Acino affonda le radici nel 2006, quando Dino e i suoi soci decisero di recuperare vigne antiche destinate all’abbandono. Era un’agricoltura di sussistenza che rifiutava la monocultura e l’agroindustria. Oggi quella resistenza continua non solo nel bicchiere, ma anche nel sociale. Sostenere L’Acino significa sostenere una realtà che regala centinaia di bottiglie a Emergency e Un Ponte Per per i loro mercatini solidali.

Chi acquista su questo portale non sta solo comprando un “vino naturale” perché è cool, ma sta sposando un manifesto politico: il rispetto dei diritti dei lavoratori, la tutela dell’ambiente e il diritto di tutti a nutrirsi (e bere) bene. Per favorire il “passaparola” e far conoscere l’intera gamma, lo shop propone già soluzioni interessanti ovvero un Bundle da 6 bottiglie proposto a 90€ invece di 119€ e il Codice ACINOVOLA10 ovvero Sconto del 10% su una spesa minima di 90€.

Vigneti sul Pollino

Il viaggio di Dino Briglio Nigro continua, tra i filari della Calabria e i nuovi sentieri digitali, con la stessa coerenza di vent’anni fa: mettere la Natura al centro e l’uomo accanto a lei, con un calice in mano che sia finalmente alla portata di tutti.

Visita lo shop: acinovini.myshopify.com

Acino Vini: E-commerce as a Political Act of Peasant Resistance

Don’t just call it an “online shop.” The new digital project by Dino Briglio Nigro in San Marco Argentano is the natural evolution of a journey built on ethics, “source pricing,” and an unbreakable bond with the Calabrian land.

For a few years now, “Calabria-mania” has taken hold. Finally, ancient Enotria—the “land of wine,” as the Greeks called it—is on everyone’s lips. And it’s not just a trend: it is the rightful recognition of a region that has delivered unforgettable bottles in recent years. Among the protagonists of this rebirth is undoubtedly Dino Briglio Nigro, the soul of L’Acino Vini. To call him a “producer” would be an understatement; Dino is a dispenser of humanity working in San Marco Argentano, in the Sibari Plain—a strip of land suspended between the Ionian and Tyrrhenian seas, guarded by the Pollino and Sila mountains.

The importance of Calabrian wine has received significant validation: one need only recall that at the end of 2024, Eric Asimov of the New York Times included L’Acino’s “Giramondo” (a “simple” Malvasia aged in steel, as Dino says…) among the 12 best wines of the year. Such a milestone would have driven anyone else to ride the marketing wave, but not Dino. “I didn’t even know what Asimov looked like; we never exchanged emails. I’m more familiar with Isaac Asimov than Eric,” he confesses with the typical irony of someone whose feet are firmly planted in the vineyard soil. L’Acino doesn’t seek the spotlight of guides or the tables of Michelin-starred restaurants for “positioning”; it seeks people who share a common sensibility.

The launch of L’Acino Vini’s online shop is not a secondary business move, but a true ethical turning point. The goal is to return wine to its popular dimension, removing it from the speculation that often turns it into an elite commodity.

Dino speaks clearly: the problem isn’t health trends or dealcoholized wines, but economic accessibility. “We find it wrong that a glass costs 8 euros in a wine bar or that restaurants apply markups of 300-400%. This pushes people away from osterias.” The new e-commerce practices what the great Luigi Veronelli called “prezzo sorgente” (source pricing): a fair markup that allows the winery to sustain itself and the consumer to drink healthy without breaking the bank. The objective is as ambitious as it is romantic: to build a community of 800 private customers, allowing the winery to work with serenity, outside the circuits of large-scale distribution or the logic of “luxury” dining that pays six months late.

L’Acino’s vision dates back to 2006, when Dino and his partners decided to recover ancient vineyards destined for abandonment. It was a form of subsistence farming that rejected monoculture and agro-industry. Today, that resistance continues not only in the glass but also in the social sphere. Supporting L’Acino means supporting a reality that donates hundreds of bottles to Emergency and Un Ponte Per for their charity Christmas markets.

Buying from this portal isn’t just about purchasing a “natural wine” because it’s cool; it’s about embracing a political manifesto: respect for workers’ rights, environmental protection, and the right for everyone to eat (and drink) well. To encourage word-of-mouth, the shop currently offers a 6-bottle Bundle for €90 (instead of €119) and the discount code ACINOVOLA10 (10% off on a minimum spend of €90).

Dino Briglio Nigro’s journey continues between the rows of Calabria and new digital paths, with the same consistency as twenty years ago: putting Nature at the center and humanity beside it, with a glass in hand that is finally within everyone’s reach.


Fonte: http://www.lastanzadelvino.it/feed/

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