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Crimson Wine – risultati 2025 e sviluppi recenti


Il 2025 è stato un anno difficile per il vino in USA e lo si vede bene dai dati annuali pubblicati da Crimson Wine, l’azienda vinicola che abbiamo cominciato a “seguire” da qualche mese. Le vendite nel 2025 sono calate dell’11% e l’utile netto è rimasto leggermente sopra la linea del pareggio grazie a sostanziosi rimborsi assicurativi per gli incendi del 2017 e del 2020, che hanno più che compensato alcune svalutazioni e un andamento operativo “normale”, pur in leggera perdita. Un secondo aspetto importante è che Crimson Wine si affida per circa il 75-80% agli acquisti di uve e, riducendo gli acquisti dall’esterno, è riuscita a mantenere un margine lordo quasi stabile nonostante le minori vendite.

Però, due sono gli eventi importanti che cambieranno la struttura del gruppo. Il primo e più importante è l’acquisizione da Purple Wine Company del marchio Raeburn per un prezzo di 35 milioni di dollari, interamente finanziata con la cassa e nuove linee di credito.

Il secondo è l’inizio del processo di vendita di Double Canyon, una tenuta che l’azienda possiede nello stato di Washington e che è contabilizzata come attività destinata alla vendita per circa 8 milioni di dollari.

Si apre quindi un 2026 interessante e speriamo positivo per le azioni dell’azienda che dalla fine del 2024 fino a marzo 2026 hanno perso il 30% del valore, circa il doppio di quanto ha perso il nostro INDV Wine Index.

Passiamo a un commento più dettagliato sui numeri con tabelle e grafici.

  • All’interno del calo dell’11%, la parte di vendita diretta scende del 6% a causa del calo dei visitatori alla tasting room e nonostante l’ecommerce sia leggermente cresciuto. Invece, le vendite all’ingrosso calano del 14% a 35 milioni, a causa non solo del calo dei consumi ma anche del destocking di alcuni distributori e dei maggiori sconti concessi.
  • Il margine EBITDA si dimezza dal 10% al 5%, nonostante il gross margin sia rimasto praticamente stabile al 66%. In realtà, se “rimontassimo” le svalutazioni del magazzino e di alcuni vigneti (salite nel 2025), il margine scenderebbe “solo” dall’11% al 9%.
  • Come vi dicevo sopra, il turbinio delle componenti straordinarie è molto significativo. Nei 3.7 milioni di perdita operativa ci sono 2.4 milioni di componenti straordinari negativi, quindi sarebbe stato probabilmente 1.3 milioni. Ci sono però sotto 5.3 milioni di proventi straordinari, dei quali 4 sono rimborsi assicurativi, che quindi portano il “netto” delle componenti straordinarie a circa 3 milioni. Quindi l’utile netto di 0.6 milioni sarebbe stato una perdita di un paio di milioni almeno.
  • La struttura finanziaria resta stabile, con una cassa netta di 5 milioni, risultato raggiunto grazie al quasi totale taglio della remunerazione agli azionisti (0.4 milioni contro 2.4 dello scorso anno) e alla riduzione degli investimenti, 4 milioni dai 5 milioni dello scorso anno.
  • Ma come dicevamo il 2026 è tutta un’altra cosa…
Se siete arrivati fin qui…
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Fonte: http://feeds.feedburner.com/INumeriDelVino

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