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Francia – produzione di vino – dati 2025


I dati Agreste sulla vendemmia 2025 in Francia restituiscono un quadro di parziale recupero rispetto al 2024 soprattutto guidato dai vini AOC, ma su un livello che resta storicamente depresso. La produzione francese di vino si attesta a 37.4 milioni di ettolitri, +2% sul 2024 (36.5), quando però il raccolto era stato uno dei peggiori del decennio. Il confronto più significativo resta quello con la media quinquennale: il 2025 vi si colloca sotto il 12%, a conferma che il potenziale produttivo francese si è abbassato in modo strutturale con gli espianti degli ultimi anni. Inoltre, dobbiamo sempre considerare che quasi 8 milioni di ettolitri di questi 37 sono dedicati al Cognac e all’Armagnac e dunque la produzione francese di vino “da bere” è oggi sotto i 30 milioni di ettolitri contro i nostri 44-45… e in un mondo che beve sempre meno vino… non si può non convenire che i nostri cugini francesi sono un passo avanti a noi.

Proseguiamo il commento con tutti i dettagli, grafici e tabelle nel post.

  • Sul piano delle categorie, l’articolazione della produzione conferma il peso preponderante delle denominazioni. Le AOC valgono il 44% del totale (16.6 milioni di ettolitri, +9% sul 2024), la quota di AOC destinata alla distillazione un ulteriore 21% (7.9 milioni, sostanzialmente stabile), le IGP il 28% (10.4 milioni, -2%) e la categoria residua il restante 7% (2.5 milioni, -11%).
  • Il recupero del 2025 è quindi trainato quasi interamente dalle AOC, mentre IGP e vini senza indicazione arretrano ancora. Vale la pena ricordare che oltre un quinto della produzione francese — la voce “AOC/dist.” — è di fatto vino base destinato alla distillazione, concentrato quasi per intero nelle Charentes (Cognac).
  • Passando alle zone, Languedoc-Roussillon resta il primo bacino produttivo con 9.4 milioni di ettolitri, ma in calo del 5% sul 2024 e del 15% sotto la media quinquennale. È il segnale di un ridimensionamento ormai consolidato del Midi, tra estirpazioni e annate siccitose.
  • La Charentes si conferma la seconda area a 8.2 milioni di ettolitri, sostanzialmente invariata sul 2024 ma inferiore del 20% alla media. Qui la quasi totalità del prodotto è vino base per il Cognac: la debolezza riflette la crisi del settore, guidata dalla domanda fiacca su Cina e Stati Uniti.
  • Il Sud-Est (Rodano-Provenza) recupera a 4.8 milioni (+7%), pur restando il 5% sotto la media mentre la zona di Bordeaux si stabilizza a 3.7 milioni (+1%), ma resta del 17% sotto la media: è la fotografia di un vigneto in contrazione gestita, dopo le campagne di estirpazione. Sulle sole AOC il dato è pressoché fermo a 3.3 milioni.
  • La Loira è tra le zone in maggior recupero, a 2.6 milioni (+26%, +6% sulla media), con le AOC in progresso del 31%, mentre la Borgogna rimbalza con forza a 2.2 milioni (+27%), riportandosi in linea con la media (+1%) dopo un 2024 molto scarso.
  • La Champagne cede il 4% a 2.1 milioni, appena sotto la media (−2%): la produzione è governata verso il basso in un contesto di domanda in flessione, mentre l’Alsazia resta debole a 0.77 milioni (-11%, -14% sulla media), tra le zone più penalizzate.
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