Dati in formato testo disponibili nella sezione dedicata a fianco.
Le esportazioni italiane di vino chiudono febbraio 2026 a 563 milioni di euro (-8%), portando il bimestre Gen-Feb a -13% in valore e -8% in volume. Pesa soprattutto il crollo degli USA (-27% sul bimestre, circa 100 milioni di euro persi), legato all’effetto base post-dazi, ma cala anche la Germania (-9%) e il Regno Unito (-13%).
I dati ISTAT di febbraio 2026 confermano il quadro negativo già delineato a gennaio, determinato dalla combinazione di consumi deboli e di una base di confronto fortemente influenzata dalle importazioni americane per anticipare i dazi applicati dal secondo trimestre 2025. Il mese chiude a 563 milioni di euro, in calo dell’8,2%, con un volume di 1,58 milioni di ettolitri in flessione del 3,2%. Il bimestre scende così del -13,3% in valore (1033 milioni di euro) dell’8,1% in volume (2.91 milioni di ettolitri). Dei circa 160 milioni di euro persi nei primi due mesi, circa 100 sono dovuti al mercato americano, anche se la partenza del 2006 è stata particolarmente debole in Germania (-9%) e nel Regno Unito (-13%).
Come potete constatare dai grafici, la base di confronto è destinata a diventare più “accomodante” nei prossimi mesi.
- Per categoria, il vino imbottigliato fermo cala a 368 milioni di euro, -10% su febbraio 2025. È la categoria che soffre di più, sia per il peso degli USA (25% delle spedizioni) sia perché registra un calo trasversale anche in altri mercati chiave. Il bimestre cumula -15% a 680 milioni, i 12 mesi mobili -7% a 4916 milioni.
- Gli spumanti calano dell’8% a 159 milioni di euro nel mese e dell’11% (287 milioni) nel bimestre, portando la media mobile a 12 mesi a -5%. Anche qui il principale driver negativo è il mercato americano (-22% nel mese).
- Gli USA a 138 milioni di euro, -20% nel mese e -27% nel bimestre, con i 12 mesi mobili che scendono del 16% a 1667 milioni. È di gran lunga il dato più rilevante e il driver principale del calo complessivo. Va detto che il confronto è con il primo trimestre 2025, quando l’export era stato particolarmente forte in vista dei dazi.
- La Germania con 87 milioni (-3%) è in calo contenuto sul mese ma resta comunque a -9% sul bimestre. Il Regno Unito è a 52 milioni (-8%), con un bimestre a -13% e i 12 mesi a -5%.
- Il Canada cresce del 5% a 30 milioni di euro in febbraio, recuperando parzialmente il calo di gennaio. Gli altri mercati positivi sono la Russia (+52% nel mese e +46% sul bimestre), anche se i dati sono poco significativi in valore assoluto, e, a sorpresa, anche la Cina (+19% in febbraio e +14% sul bimestre), con valori, anche in questo caso, del tutto marginali.
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