Le importazioni tedesche di vino sono rimbalzate del 9% nel 2025 a 2690 milioni di euro, recuperando quasi interamente il calo dell’anno precedente e tornando in linea con il livello del 2023. Il recupero è però quasi tutto di valore: i volumi crescono soltanto dell’1% a 12.9 milioni di ettolitri, restando ben al di sotto dei 14-15 milioni che erano la norma prima del 2021. Il quadro strutturale non cambia: negli ultimi cinque anni le importazioni tedesche calano del 2% annuo in volume e restano sostanzialmente piatte in valore. Per l’Italia è stato comunque un anno molto positivo, secondo i dati di UN Comtrade, che non corrispondono esattamente con le tempistiche dei dati di esportazione: con 1.1 miliardi di euro (+13%) torniamo sopra la soglia del miliardo e tocchiamo una quota di mercato del 40.7%, il livello più alto della serie storica.
Guardando alle tipologie, il vino fermo in bottiglia ammonta a 1677 milioni di euro (+11%), il vino spumante a 475 milioni (+7%), mentre lo sfuso resta intorno a 540 milioni (+3%). Il rimbalzo è quindi guidato dal prodotto imbottigliato, proprio dopo che questa categoria aveva sofferto di più nel 2024.
Come sempre, le principali tabelle e i grafici nel resto del post, ricordandovi che tutti i dati in formato testo disponibili nella sezione Solonumeri.
- L’Italia chiude a 1.095 milioni di euro, +13%, con volumi a 4.8 milioni di ettolitri (+6%). Il dato va letto tenendo conto di un 2024 particolarmente debole. I volumi restano lontani dai 5.2-5.7 milioni di ettolitri del periodo pre-Covid. La crescita di quota al 40.7% (dal 39.3%) è in parte un guadagno per sottrazione, in un mercato che si restringe. Detto questo, la nostra posizione resta dominante: 813 milioni nel vino in bottiglia (quasi la metà del segmento) e 120 milioni negli spumanti.
- La Francia cresce anch’essa dell’11% a 766 milioni di euro, con una quota stabile attorno al 28.5%. La forza francese resta concentrata negli spumanti, dove, con 321 milioni, rappresenta i due terzi delle importazioni tedesche della categoria, contro 384 milioni nel vino in bottiglia.
- La Spagna cresce del 3% a 398 milioni di euro ed è ormai il secondo fornitore a volume con 4.3 milioni di ettolitri, grazie al peso dello sfuso. Da segnalare il continuo declino degli spumanti spagnoli che scendono a 22 milioni di euro, contro i 32 del 2024 e i quasi 60 di dieci anni fa.
- Prosegue invece l’erosione dei fornitori del nuovo mondo, che ormai dura da anni: gli USA perdono il 21% a 48 milioni di euro, l’Australia il 17% a 29 milioni (-27% a volume), il Cile l’8% a 31 milioni e il Sudafrica il 9% a 51 milioni, la metà di quanto valeva nel 2018. Nel complesso, la quota dei fornitori extra-europei continua a scendere e il “resto del mondo” vale ormai il 16% del mercato, dal 21% del 2015.
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