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Il battesimo di un Cru: dal Chiusino al Pieve Le Grazie di Talosa


“Il progetto Pieve’ ha cambiato le coordinate del Vino Nobile di Montepulciano, spostando l’attenzione dal nome della denominazione a quello delle singole vigne. Questa iniziativa, figlia di un lungo lavoro di squadra tra i produttori del territorio, ha l’obiettivo di raccontare le sfumature millimetriche delle vigne poliziane. Tutto è nato da una ricerca minuziosa che ha unito la geologia moderna alla polvere degli archivi storici, risalendo fino al Catasto Leopoldino dell’Ottocento. L’idea è semplice quanto ambiziosa: identificare delle microzone specifiche che, per esposizione, composizione del terreno e storia, regalano vini con una personalità inconfondibile. Tra queste spicca Le Grazie, una zona situata nel versante nord che si distingue per suoli che mescolano sabbie fini a sedimenti argillosi, capaci di donare al Sangiovese un’eleganza vibrante e profonda.

In questo scenario di fermento, la Fattoria della Talosa rappresenta un pilastro storico. Proprietà della famiglia Jacorossi dal 1972, l’azienda custodisce un tesoro che toglie il fiato: una cantina cinquecentesca nascosta sotto Palazzo Tarugi e Palazzo Sinatti, proprio nel cuore della città. Mentre i vini riposano tra le antiche volte rinascimentali, la vita pulsante dell’azienda si svolge però a qualche chilometro di distanza, nella località Pietrose. Qui, a circa 385 metri di altezza, crescono i filari di sangiovese, che a Montepulciano chiamiamo affettuosamente prugnolo gentile, destinati a diventare il simbolo dell’azienda.

Edoardo Mottini Jacorossi CEO Talosa – Cristian Pepi Direttore Commerciale – Michele Merola Direttore Generale

Proprio a Vinitaly 2026 abbiamo avuto il privilegio di assistere a un passaggio di testimone storico attraverso una degustazione verticale inedita. Prima di diventare ufficialmente “Pieve Le Grazie” con la vendemmia 2021, questo vino portava il nome di Vino Nobile di Montepulciano Riserva Chiusino. Mettere in fila le annate dal 2016 al 2020 ha significato sfogliare il diario segreto di una vigna che stava imparando a conoscere se stessa, definendo quello stile che oggi lo vede premiato dalla critica internazionale. È stato un viaggio nel tempo per capire come il clima di ogni stagione abbia plasmato il carattere del vino prima ancora che le nuove regole del disciplinare ne sancissero il prestigio.

Assaggiando queste cinque annate, ci si rende conto di quanto il tempo sia un gentiluomo capriccioso e affascinante. La sorpresa più grande arriva dal confronto tra i due “vecchi” del gruppo. La 2017, nata in un’annata calda e siccitosa, si rivela oggi incredibilmente pronta, solare e aperta, superando in agilità la 2016, che nonostante l’anno di vantaggio appare ancora austera, quasi gelosa della propria complessità e desiderosa di ulteriore riposo in bottiglia. Muovendoci verso il presente, la 2018 mostra un equilibrio sottile, ma è la 2019 a prendersi prepotentemente la scena: in questo momento è semplicemente perfetta, con un’armonia tra freschezza e struttura che rasenta l’ideale.

La 2020 chiude il cerchio del nome “Chiusino” con una promessa di grande solidità, facendoci intravedere la strada spianata per la 2021. Quest’ultima, la prima a potersi finalmente fregiare della menzione Pieve Le Grazie, splende di una luce diversa. È un vino che sprizza energia e giovinezza da ogni poro, con una spina dorsale che fa presagire un futuro radioso e lunghissimo. La sensazione finale è quella di aver partecipato alla genesi di un classico, un vino che ha smesso di essere “solo” un’etichetta per diventare il portavoce di un pezzo di terra unico al mondo.

The Birth of a Cru: From Chiusino to Talosa’s Pieve Le Grazie

Montepulciano is experiencing a true renaissance, a return to its roots that speaks of the future. While for years Vino Nobile was perceived as a single block, today the music has changed thanks to the “Pieve” project. This initiative, the result of extensive teamwork among local producers, aims to tell the story of the minute nuances of the Montepulciano vineyards. It all began with meticulous research that combined modern geology with the dust of historical archives, dating back to the 19th-century Leopoldine Land Registry. The idea is as simple as it is ambitious: to identify specific micro-zones that, due to their exposure, soil composition, and history, produce wines with an unmistakable personality. Among these, Le Grazie stands out—an area in the northern slope distinguished by soils mixing fine sands with clay sediments, capable of giving Sangiovese a vibrant and profound elegance.

In this exciting scenario, Fattoria della Talosa stands as a historical pillar. Owned by the Jacorossi family since 1972, the winery guards a breathtaking treasure: a 16th-century cellar hidden beneath Palazzo Tarugi and Palazzo Sinatti, right in the heart of the city. While the wines rest among ancient Renaissance vaults, the vibrant life of the estate takes place a few kilometers away in Pietrose. Here, at about 385 meters above sea level, grow the Sangiovese vines—affectionately called Prugnolo Gentile in Montepulciano—destined to become the symbol of the winery.

At Vinitaly 2026, we had the privilege of witnessing a historic passing of the torch through a unique vertical tasting. Before officially becoming “Pieve Le Grazie” with the 2021 vintage, this wine was known as Vino Nobile di Montepulciano Riserva Chiusino. Lining up the vintages from 2016 to 2020 meant flipping through the secret diary of a vineyard that was learning to know itself, defining the style that today sees it praised by international critics. It was a journey through time to understand how each season’s climate shaped the wine’s character even before new regulations consecrated its prestige.

Tasting these five vintages, one realizes how time is both capricious and fascinating. The biggest surprise comes from the comparison between the two “elders” of the group. The 2017, born in a hot and dry year, reveals itself today as incredibly ready, sunny, and open, surpassing the agility of the 2016, which despite its extra year appears more austere—almost jealous of its own complexity and in need of further bottle rest. Moving toward the present, the 2018 shows a subtle balance, but it is the 2019 that boldly takes center stage: at this moment, it is simply perfect in its ability to harmoniously blend freshness and structure.

The 2020 closes the circle of the “Chiusino” name with a promise of great solidity, offering a glimpse of the clear path ahead for the 2021. This latest vintage, the first to finally bear the Pieve Le Grazie title, shines with a different light. It is a wine bursting with energy and youth, yet foreshadowing a bright and very long future. The final feeling is that of having participated in the genesis of a classic, capable of becoming the spokesperson for a unique piece of land.


Fonte: http://www.lastanzadelvino.it/feed/

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