È una viticoltura antica quella dell’arcipelago delle Isole Eolie: fragile, spesso faticosa, ma capace di restituire vini che hanno il sapore del vento e della pietra vulcanica.
Tra questi, uno dei simboli più autentici è la Malvasia delle Lipari DOC, il passito che da secoli racconta la storia agricola e culturale di questo piccolo arcipelago siciliano.
È proprio da questo patrimonio che nasce la Malvasia delle Lipari firmata Tenuta di Castellaro, un vino che prova a restituire con precisione e sensibilità l’anima luminosa dell’isola.
Il cuore di questo passito è Vigna Cappero, un piccolo appezzamento di circa settemila metri quadrati affacciato sul versante sud-orientale di Lipari, a soli ottanta metri sul livello del mare. Qui i filari sembrano quasi scivolare verso l’acqua, sostenuti dai tradizionali muretti in pietra lavica che disegnano le terrazze della viticoltura eoliana.
Il suolo è sabbioso, di origine pomicea, leggero e luminoso. Un terreno che trattiene poca acqua ma riflette il sole, contribuendo a dare alle uve quella concentrazione aromatica che rende unica la Malvasia delle Lipari.
In vigna convivono i due vitigni storici della denominazione: Malvasia delle Lipari, protagonista assoluta con il 95%, e Corinto Nero, presente in piccola percentuale ma fondamentale per dare profondità e struttura al vino. La selezione delle piante è stata oggetto di un accurato lavoro di recupero varietale, realizzato insieme alla storica maison vivaistica Pépinières Guillame, con l’obiettivo di preservare la biodiversità genetica delle varietà autoctone.
La vendemmia è manuale, come da tradizione isolana. Ma il passaggio più delicato arriva subito dopo la raccolta.
I grappoli di Malvasia vengono lasciati ad appassire naturalmente al sole per circa due settimane, distesi su graticci direttamente in vigna. È un rito antico che sfrutta il clima delle isole: vento costante, aria salmastra, luce intensa.
Durante questo periodo l’acqua degli acini evapora lentamente, mentre aromi, zuccheri e sostanze estrattive si concentrano. È da qui che nasce l’identità del passito.
La vinificazione avviene con pressatura soffice, seguita da un lungo affinamento in bottiglia – almeno diciotto mesi – necessario per armonizzare dolcezza, freschezza e componente aromatica.
Nel bicchiere la Malvasia delle Lipari di Tenuta di Castellaro si allontana dall’idea più stereotipata di vino dolce.
Il profumo è ampio e luminoso: albicocca matura, fichi secchi, sambuco, uva passa, ma anche accenni di macchia mediterranea e di erbe aromatiche che ricordano i paesaggi assolati delle Eolie.
In bocca la dolcezza è presente ma mai opulenta. A sostenerla arriva una freschezza inattesa, quasi salina, che rimanda alla vicinanza del mare e alla natura vulcanica del suolo. Il risultato è un equilibrio sorprendente, dove la densità del passito si accompagna a una bevibilità agile e vibrante.
Fondata nel 2005 dalla famiglia Lentsch, Tenuta di Castellaro è oggi una delle realtà più significative della viticoltura eoliana. I suoi vigneti, circa ventiquattro ettari, si estendono tra le colline di Lipari, su terreni vulcanici modellati dal vento e dalla luce.
La cantina, moderna e integrata nel paesaggio, è parte di un progetto più ampio che unisce viticoltura, architettura e tutela del territorio. Ne è un esempio il recupero del parco geominerario delle Cave di Caolino, restituito alla collettività come spazio naturale e culturale.
L’obiettivo resta quello di sempre: produrre vini che siano espressione diretta dell’isola, lavorando quasi esclusivamente con varietà autoctone e seguendo protocolli di coltivazione biologici e vegan.
The Malvasia delle Lipari by Tenuta di Castellaro: the passito that tells the breath of the Aeolian Islands
Viticulture in the Aeolian Islands is ancient: fragile, often demanding, yet capable of producing wines that taste of wind and volcanic stone.
Among them, one of the most authentic symbols is the Malvasia delle Lipari DOC, the passito wine that for centuries has told the agricultural and cultural story of this small Sicilian archipelago.
It is from this heritage that the Malvasia delle Lipari produced by Tenuta di Castellaro is born, a wine that seeks to express with precision and sensitivity the bright soul of the island.
At the heart of this passito lies Vigna Cappero, a small vineyard of about 7,000 square meters overlooking the southeastern side of Lipari, just eighty meters above sea level. Here the rows of vines seem almost to slide toward the sea, supported by traditional lava-stone terraces typical of Aeolian viticulture.
The soil is sandy, of pumice origin, light and bright. A terrain that retains little water but reflects the sun, helping the grapes develop the aromatic concentration that makes Malvasia delle Lipari so distinctive.
Two historic grape varieties of the appellation grow side by side in the vineyard: Malvasia delle Lipari, the clear protagonist with 95%, and Corinto Nero, present in a small percentage but essential for giving depth and structure to the wine. The vines are the result of careful massal selection carried out together with the historic French nursery Pépinières Guillame, with the aim of preserving the genetic biodiversity of these native varieties.
Harvesting is done by hand, according to island tradition. But the most delicate stage begins right after picking.
The Malvasia grapes are left to dry naturally in the sun for about two weeks, laid out on drying racks directly in the vineyard. It is an ancient practice that takes advantage of the island climate: constant winds, salty air, and intense sunlight.
During this period, water slowly evaporates from the berries while aromas, sugars and extractive substances become concentrated. This is where the identity of the passito truly begins.
Vinification follows with gentle pressing, followed by a long bottle aging of at least eighteen months, necessary to harmonize sweetness, freshness and aromatic complexity.
In the glass, the Malvasia delle Lipari by Tenuta di Castellaro moves away from the stereotypical idea of a sweet wine.
The bouquet is broad and luminous: ripe apricot, dried figs, elderflower and raisins, alongside hints of Mediterranean scrub and aromatic herbs reminiscent of the sun-drenched landscapes of the Aeolian Islands.
On the palate, sweetness is present but never excessive. It is supported by an unexpected freshness, almost saline, recalling the nearby sea and the volcanic nature of the soils. The result is a surprising balance, where the richness of the passito is accompanied by a vibrant, agile drinkability.
Founded in 2005 by the Lentsch family, Tenuta di Castellaro is today one of the most significant wineries in Aeolian viticulture. Its vineyards, about twenty-four hectares, extend across the hills of Lipari on volcanic soils shaped by wind and light.
The modern winery, perfectly integrated into the landscape, is part of a broader project that combines viticulture, architecture and environmental stewardship. One example is the restoration of the Caolino quarry geomineral park, returned to the community as a natural and cultural space.
The goal remains the same: to produce wines that are a direct expression of the island, working almost exclusively with native grape varieties and following organic and vegan cultivation protocols.
Ph © Benedetto Tarantino
Fonte: http://www.lastanzadelvino.it/feed/

