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ll consumo di vino in Italia (frequenza e penetrazione) – dati 2025 per regione e classi di età


Nel post precedente abbiamo notato che il dato “critico” della rilevazione 2025 di ISTAT sulla penetrazione e la frequenza del consumo di vino in Italia era la riduzione del consumo sporadico, che negli scorsi anni era sempre cresciuto (salvo la parentesi Covid). Oggi andiamo più a fondo per analizzare da dove proviene questo calo, per fasce d’età e per aree geografiche, e per capire come si sviluppa nel tempo il consumo di vino delle persone man mano che la loro età cresce. Dati in formato testo disponibili nella sezione Solonumeri.

Ebbene, le categorie di età coinvolte sono soprattutto due: i giovani di 18-24 anni (media di due fasce, vedere il grafico sopra) e, da un lato, le persone anziane; dall’altro, le regioni del Sud e le grandi città. In entrambi i casi, mi verrebbe da dire che si tratta di aree piuttosto critiche, soprattutto quella relativa ai giovani.

Il secondo spunto importante che ho messo a punto con l’aiuto dell’intelligenza artificiale è il profilo di penetrazione del consumo di vino nel tempo considerando una coorte di persone. Avendo i dati dal 2005 possiamo tracciare il comportamento di consumo delle persone nel tempo. Ossia, i nati nel 1998 che nel 2007 avevano 19 anni mostravano una penetrazione del consumo pari al 36%; nel 2016, a 28 anni, la percentuale era salita oltre il 50% e oggi, che sono 37enni, arriva al 61%. Questo per dire che guardare le tabelle così come sono può essere fuorviante: non è vero che le basse percentuali di consumo dei giovani di oggi implicheranno per forza un crollo dei consumi domani.

  • Dunque, nel contesto del calo dal 54.7% al 54.1% del consumo totale non possiamo non vedere l’andamento molto negativo dei giovani tra 18 e 24 anni, che calano del 3%, insieme alle categorie di età sopra i 55 anni.
  • L’origine del calo dei giovani è essenzialmente nel consumo sporadico, semplicemente perché quasi nessun giovane in Italia beve vino giornalmente, mentre nelle fasce di età più avanzate potete notare come oltre allo strutturale calo del consumo giornaliero si cominci a vedere qua e là qualche numero negativo relativo al consumo sporadico: verrebbe da dire che invece di calare il consumo e passare da costante a sporadico, si passi direttamente a non bere più vino.
  • Dal punto di vista regionale, dopo anni in cui si era visto un progressivo avvicinamento tra Nord e Sud, il 2025 mostra un arretramento piuttosto generalizzato. La penetrazione complessiva cede leggermente terreno nella maggior parte delle macroaree, e il consumo sporadico — vero motore della crescita dell’ultimo decennio — ripiega quasi ovunque, in modo più marcato nel Sud e con un calo visibile anche in diverse regioni del Centro-Nord che erano arrivate ai propri massimi nel 2024. Fanno eccezione poche realtà meridionali ancora in crescita.
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