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Purcari Wines – analisi di bilancio 2025


Purcari Wines ha chiuso il 2025 con un netto rimbalzo delle vendite dopo il deludente 2024, raggiungendo 437 milioni di RON (+14%), in linea con gli obiettivi di +12/17%. L’EBITDA si è attestato a 114 milioni (26% di margine, nella parte bassa della forchetta prevista 26-28%), mentre l’utile netto è sceso a 49 milioni di RON (-10%), in questo caso ben al di sotto delle attese, penalizzato da perdite cambi e maggiori ammortamenti.

Nel frattempo, l’OPA volontaria di Maspex ha avuto successo, con il gruppo polacco al 73% del capitale, ma l’azione resta quotata. Il nuovo azionista ha già annunciato la sospensione dei dividendi per finanziare la crescita interna e una strategia improntata alla diversificazione geografica delle vendite.

Le indicazioni per il 2026 sono piuttosto aggressive visto l’andamento del mercato del vino. Il management prevede una crescita dei ricavi del 10-15%, un margine EBITDA del 24-26% (rispetto al 26% del 2025) e un margine netto dell’11-14% (11% nel 2025).

Passiamo ad analizzare i numeri nel dettaglio.

  • Le vendite “core” del vino sono cresciute del 14% a 425 milioni di RON, cui si aggiungono 12 milioni di ricavi da altre attività (inclusa l’HoReCa, +6%). Il quarto trimestre ha contribuito con 136 milioni (+13.5%), confermando un buon ritmo di crescita nella seconda parte dell’anno.
  • A livello geografico, la Romania resta il motore principale con 265 milioni (+19%), pari al 60% del totale. La Moldavia è cresciuta del 9% a circa 70 milioni. La novità è la Bulgaria, che, con una crescita del 30% a 20 milioni, ha superato la Polonia per valore, rappresentando il 5% delle vendite totali.
  • Il margine lordo è sceso dal 48% al 46% (-260 punti base), penalizzato dal costo più elevato del vino sfuso delle vendemmie 2023-2024 e dall’aumento dei costi di packaging. I costi di marketing e vendita sono saliti del 23% a 71.4 milioni (16% dei ricavi), spinti in larga parte dal sistema di garanzia sui resi introdotto in Romania (che da solo spiega il 38% dell’incremento) e dal trasporto (+26%).
  • L’EBITDA ha raggiunto 114 milioni di RON (+6%), con un margine del 26% contro il 28% del 2024, mentre l’utile netto è calato del 10% a 49 milioni. Il calo è attribuibile principalmente alla perdita cambi netta di 9 milioni (svalutazione del leu moldavo, della lira turca e del leu rumeno) e ai maggiori ammortamenti.
  • Il debito netto è salito a 278 milioni di RON (da 195 milioni), portando il rapporto Net Debt/EBITDA a 2.4x (1.8x a fine 2024). Nonostante i buoni dati economici, a pesare sono stati gli investimenti per 51 milioni di RON (contro ammortamenti intorno a 33 milioni), ma soprattutto un pesantissimo assorbimento di circolante per circa 70 milioni legato (crediti verso clienti e magazzino) e 26 milioni di dividendi (relativi all’esercizio 2024, ultimo anno di distribuzione).
  • Il ritorno sul capitale investito (ROCE) è sceso all’11.5%, dal 13.2% del 2024 e dal 14.7% del 2023, con un capitale investito salito a oltre 700 milioni di RON.
  • L’OPA volontaria di Maspex (giugno-luglio 2025) ha determinato un cambio di controllo sostanziale. Il gruppo polacco del food & beverage detiene ora il 73%, Amboselt Universal il 15%, circa 40 investitori istituzionali il 6% e circa 3000 investitori retail il 6%. Tre nuovi consiglieri sono stati nominati dall’azionista di maggioranza.
  • La guidance prevede un rallentamento della crescita rispetto al 2025 e un’ulteriore compressione dei margini dovuta ai costi esterni, che però dovrebbe attenuarsi in corso d’anno, man mano che il vino della vendemmia 2025 (meno costoso) sostituirà progressivamente quello del 2024. Il focus dichiarato è sulla diversificazione geografica per ridurre il rischio di concentrazione, che resta elevato con Romania e Moldavia che pesano per circa il 77% del fatturato.
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