Introduzione
Lunedì 30 marzo 2026, presso il Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia Leonardo da Vinci di Milano ha avuto luogo l’edizione 2026 di Simple the best, il banco di degustazione di Civiltà del bere
Oltre 65 cantine e più di 250 bottiglie, con un mix di sommelier AIS e produttori alternati tra i vari banchi.
Per il biglietto, possibilità di acquisto solo online (un po’ limitante per accompagnatori dell’ultimo minuto) a € 40 e scontato per professionisti e sommelier o per gli abbonati a Civiltà da bere (organizzatore dell’evento).
La degustazione
Al Simply the best, per parafrasare anche il nome, vengono scelti vini e cantine che hanno superato il giudizio della critica, quindi difficile bere male.
Un esempio è il banco di Terlan con Vorberg (Pinot bianco in purezza), Quarz (Sauvignon Blanc) e Nova Domus (blend di Pinot Bianco, Chardonnay e Sauvignon Blanc)
Questo non vuol dire che ci fossero solo vini particolarmente costosi, ma anzi è stato facile trovare vini con un ottimo rapporto qualità/prezzo.
Questo dovrebbe portare a capire che a volte non serve prendere bottiglie delle zone/cantine più rinomate italiane; una cantina sconosciuta che lavora molto bene può ottenere medesimi se non superiori risultati a un prezzo contenuto.
Se da un lato i privati traggono sicuramente beneficio da questa scoperta, dall’altro per le enoteche e i ristoranti si tratta di una strada più difficile. Proporre etichette meno note implica infatti rinunciare al nome di richiamo e impegnarsi molto di più nella comunicazione al tavolo. Vedremo come evolverà nei prossimi mesi il settore della mescita.
Parlando di bottiglie intorno ai 20€ ho apprezzato molto: “Con Vento” di Castello del Terriccio (Sauvignon Blanc e Viognier), ‘Tegèo’ 2022 di Nododivino (Pecorino) o Planeta Chardonnay. Bottiglie molto fresche, ma equlibrate ideale per accompagnare primi piatti ora che arriva la bella stagione.
Salendo di prezzo vorrei menzionare: Pitraia Vermentino di Gallura Docg 2021, Monteverro (Chardonnay) e di Argiano il Brunello di Montalcino, che mi hanno colpito per la profondità del gusto e la sua persistenza, anticipato da un bouquet di profumi ampio, su cui passare interi minuti a scoprire ogni volta un profumo diverso.n profumo diverso
Simply the best è anche un momento per mettersi in gioco per chi il mondo del vino lo segue per professione. Capire come mai la critica ha dato quel premio o quel punteggio, allenarsi per affinare la tecnica di degustazione, confrontarsi con i produttori per capire il come mai di alcune scelte produttive, sono tutte possibilità che eventi di questo tipo danno e che spesso vengono sottovalutate.
Se volessi muovere una critica costruttiva. Vedo sempre un limite nelle manifestazioni di questo tipo. Per parteciparvi le aziende devono sottostare a determinate regole, tra cui le bottiglie devono aver ricevuto diversi premi.
Alla lunga c’è il rischio che siano sempre gli stessi vini. Forse avrebbe senso per ogni azienda portare un vino fuori da queste logiche, per mostrare la stessa evoluzione dell’azienda.
Una maggiore flessibilità in questo aspetto, tenendo sempre il limite che sul banco devono essere presenti bottiglie pluripremiate, secondo me aumenterebbe di tanto la qualità dell’evento e renderebbe più curiosa l’esperienza per gli utenti finali.
Conclusione
Se confronto Simple the best con un altro evento come il Best Wine Stars, personalmente come organizzazione preferisco il secondo evento. Oltre al vino c’è anche la parte degli spiriti e la parte dedicato al cibo, oltre alla libertà dei produttori di portare le bottiglie che hanno voglia di portare e con cui si vogliono presentare. Sarebbe Un modo per ampliare l’offerta e rendere l’evento più completo. Questo però non toglie che il Simple the Best è un evento che consiglio, soprattutto per chi frequenta le enoteche o ha la passione per i vini. Un ottimo modo anche per assaggiare bottiglie di vino che solitamente non si acquisterebbero dato l’elevato costo.
Fonte: http://www.enotecheamilano.it/feed/

