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La fotografia dei consumi mondiali di vino 2025 dell’OIV è impietosa: il calo si avvicina al 3%, ossia circa 6 milioni di ettolitri in meno e, ancora peggio, i cinque principali paesi consumatori, che rappresentano circa la metà del consumo mondiale, calano di quasi il 5%.
Analisi e grafici nel resto del post.
Con l’aggiornamento OIV di maggio 2026 abbiamo anche il quadro dei consumi mondiali di vino del 2025, che chiudono con un ulteriore e marcato calo del 3% a 208 milioni di ettolitri. Si tratta del quarto anno consecutivo di flessione, dopo la parentesi “positiva” del Covid.
A fronte di un mercato in contrazione, anche la produzione si sta adeguando, come abbiamo commentato nel post di qualche giorno fa. Il grafico mostra che entrambe le linee scendono, con la produzione mondiale del 2025 pari a 227 milioni di ettolitri. Lo “scarto” di 19 milioni di ettolitri è fisiologico e dovuto agli usi industriali, che storicamente assorbono circa il 10% della produzione.
Sul fronte del consumo pro capite mondiale, se prendiamo la popolazione mondiale, siamo a 2.5 litri per abitante su 8.2 miliardi di abitanti. La concentrazione resta altissima: i primi sei paesi (USA, Francia, Italia, Germania, UK, Spagna) coprono da soli il 54% dei consumi mondiali, e i primi tre il 36%.
Passiamo all’analisi paese per paese.
Gli Stati Uniti restano saldamente il primo mercato mondiale con 32 milioni di ettolitri, ma anche qui il segno è negativo: -4% rispetto al 2024 (33.3), e si tratta del terzo anno consecutivo di calo. Il consumo pro capite scende a 9 litri, un livello che resta strutturalmente basso ma riflette comunque il rallentamento già visto nei dati di vendita (vedere dai aggiornati qui a fianco).
La Francia scende a 22 milioni di ettolitri (-3% rispetto al 2024), confermando una traiettoria di declino strutturale. Il consumo pro capite resta comunque tra i più alti al mondo, con 33 litri per abitante, molto simile all’Italia.
L’Italia scene 20.2 milioni di ettolitri, in calo del 9% rispetto ai 22.3 del 2024. Il dato sembra un po’ “eccessivo”, alla luce dell’evidenza che abbiamo sui volumi di vendita nei supermercati, in calo di circa 2-3%. Il pro-capite è di 34 litri. Va detto che i dati OIV vengono periodicamente rivisti e che proprio in Italia le oscillazioni storiche sono state significative: il dato andrà osservato nei prossimi aggiornamenti.
La Germania scende a 18 milioni di ettolitri (-4%), continuando la lenta erosione che la porta progressivamente lontano dal livello di 20 milioni che era stato la norma per oltre un decennio. Il Regno Unito tiene meglio a 12.3 milioni (-2,4%), mentre la Spagna cala a 9.4 (-5,1%) e la Russia resta stabile a 8,7.
Tra gli altri principali mercati, l’Argentina scende ancora a 7.5 milioni (-2%), il Portogallo è uno dei pochi in controtendenza a 5.6 milioni (+5%, che si traduce in un pro-capite di 54 litri, il più alto del mondo), mentre l’Australia è sostanzialmente stabile a 5,3.
Capitolo a parte è quello della Cina, accreditata di 4.8 milioni di ettolitri, ulteriore calo del 13% sui 5.5 del 2024. Siamo ormai a un sesto del livello di consumo del 2016 (19 milioni). Quello che fino a dieci anni fa era il grande mercato di prospettiva del vino mondiale si è strutturalmente ridimensionato e, salvo discontinuità importanti, sembra destinato a restare un mercato marginale per i prossimi anni.
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