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Tenuta San Guido – risultati 2025


Nel 2025 il fatturato della Tenuta San Guido rallenta (+2% a 49.5 milioni di euro) ma il margine segna un ulteriore piccolo progresso (EBITDA 31.5 milioni, margine del 63.6%) e la generazione di cassa consente di pagare un dividendo di 12 miloni di euro, mantenendo la posizione finanziaria netta invariata e finanziando sia gli investimenti nella nuova cantina che alcuni clienti in difficoltà (attraverso maggiori dilazioni di pagamento).

Passiamo ai dettagli nel resto del post.

La vendita di vino, che vale il 97% dei ricavi, passa da 47.1 a 47.9 milioni; l’olio cresce da 0.29 a 0.44 milioni e resta un’attività marginale, come l’allevamento dei cavalli purosangue, i cui premi corse scendono da 0.18 a 0.05 milioni.

La struttura dei costi mostra acquisti di materie prime e merci restano intorno al 10% del fatturato, e lasciano il “margine lordo” al 90.8% dopo il 91.2% del 2024. Il costo del lavoro invece sale del 16.1% a 10 milioni e un organico medio di 193 dipendenti: la società lo attribuisce esplicitamente al rafforzamento della struttura, in particolare di personale qualificato, in vista degli anni futuri. In direzione contraria vanno i costi per servizi, -14% a 4 milioni, dove calano i compensi agli amministratori e le spese legali e di consulenza

Il combinato disposto di questi movimenti è un EBITDA che cresce da 30.7 a 31.5 milioni, con un margine che migliora di 50 punti base al 63.6%, mentre l’utile operativo cresce del 3% a 30.4 milioni, beneficiando di ammortamenti stabili.

Sul fronte patrimoniale, la posizione finanziaria netta è positiva per 16 milioni, contro i 15.9 di fine 2024, con debiti finanziari sostanzialmente azzerati. Gli investimenti sono stati di 8.5 milioni dopo i 9.7 del 2024 e riguardano soprattutto la nuova cantina “la Fornace”, arrivata a fine anno al 13° stato avanzamento lavori, circa il 90% dell’opera, con immobilizzazioni in corso per 18.8 milioni e completamento previsto nel 2026.

I dividendi pagati nel 2025 sono stati 12 milioni contro i 16 dell’anno precedente, e l’assemblea del 12 maggio 2026 ne ha deliberati altri 12 sull’utile 2025. Nel complesso, dal 2018 al 2025 la società ha generato 157.6 milioni di utili e ne ha distribuiti 121.5, con un payout del 77%, a fronte di 34.5 milioni di investimenti.

La voce che cambia di più è quella dei crediti verso clienti: 7.6 milioni contro 5.7, +33.8%. La società riporta nella relazione che alcuni mercati hanno rallentato e che alcuni clienti stanno affrontando difficoltà economiche e finanziarie. Nella stessa direzione va la riduzione dei debiti verso fornitori (-17% a 4.2 milioni): il capitale circolante assorbe 3.9 milioni contro un contributo positivo di 1.4 milioni nel 2024, e il flusso di cassa operativo scende da 25.1 a 20.3 milioni pur con un utile in crescita. Il magazzino resta invece stabile, con rimanenze di vino a 10.0 milioni (+4%), valorizzate a LIFO e quindi ben al di sotto dei prezzi di mercato.

Sui volumi non abbiamo dati. Se le bottiglie fossero rimaste sui 1.2 milioni indicati per il 2024, il ricavo medio salirebbe a circa 41 euro a bottiglia, ma la società dichiara di stare riducendo le produzioni per affinare la qualità, quindi il dato va preso come ordine di grandezza e non come misura del prezzo.

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Fonte: http://feeds.feedburner.com/INumeriDelVino

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