Abbiamo analizzato il rapporto annuale 2024 di Etablissements Nicolas, la storica società francese che commercializza vino, che si chiude con un netto cambio di passo: calo del giro d’affari, forte contrazione della redditività e ritorno in perdita, in un contesto in cui il management riconosce anche una flessione strutturale della “frequentazione” dei punti vendita.
Un marchio “di prossimità” con scala nazionale (e internazionale)
Nicolas gioca la propria identità su due fattori: la storicità e la capillarità urbana. Sul sito ufficiale, la Maison ricorda le origini nel 1822 e sottolinea un presidio di circa 480 boutiques in Francia e una forte cultura del consiglio (con formazione interna dei cavisti). Considerando anche i punti vendita fuori dai confini domestici, il numero sale a 559 negozi, in più di 60 paesi (in parte tramite franchising). Questa scala, però, non immunizza dalla volatilità del retail: nel 2024, la fotografia economica del rapporto annuale mostra un anno difficile, come vedremo a breve.
Bilancio 2024: calano i margini operativi
Nel 2024 il fatturato netto si attesta a 220,6 milioni di euro, in calo del 6% rispetto al 2023 (234,7 milioni). Il deterioramento vero, però, è nel conto economico operativo: il risultato d’esercizio è in perdita di 5,2 milioni (contro +3,55 milioni nel 2023). L’EBITDA scende a circa 5 milioni di euro (per un margine del 2% sui ricavi) rispetto a circa 14 milioni (6% sui ricavi) nel 2023. Con meno vendite, la leva operativa ha funzionato… al contrario.
Cosa spinge in giù i risultati: costi e finanza
Il primo margine è in calo sia in valore sia in incidenza sui ricavi: circa 105 milioni di euro (47,8% sui ricavi) contro 115,6 milioni (49,3%). Il costo del personale è in aumento a 48,3 milioni (22,8% del fatturato) da 44,4 milioni (19,6%). Il risultato finanziario peggiora con un aumento degli oneri finanziari a 3,3 milioni (da 1,2 milioni).
Lo stato patrimoniale
A fine 2024 il totale attivo è pari a 168,5 milioni (da 174 milioni). La cassa (disponibilità) netta scende da 16,9 milioni di euro a 12,1 milioni. Il patrimonio netto passa da 83,1 a 78 milioni, assorbendo la perdita d’esercizio. Si segnala un finanziamento infragruppo: tra gli “altri debiti”, compare una posizione verso DF Holding per 15,0 milioni (avances de trésorerie).
La rete fisica si ridimensiona
Il rapporto indica 473 succursali al 31/12/2024 (da 483) e il canale “Franchises & Spécialistes France” registra un calo marcato pari a -25,6%. È rilevante anche la scelta del canale “buralistes” (tabaccai): il report annuale parla di 23 specialisti (di cui 20 buralistes), della chiusura di 6 e dell’uscita dal canale nel 2025, con la chiusura di tutti i punti “buralistes”. Riguardo all’export, le vendite di merci scendono di circa l’8% a 8,8 milioni, con dinamiche differenziate, in quanto si assiste ad una forte crescita in Marocco, con gli altri mercati in calo. Il canale digitale: cresce, ma è ancora un “cantiere” rispetto al retail fisico tradizionale. Nicolas Direct (spedizioni e vendite internet) registra un +2% di fatturato; l’attività internet cresce del +6,4%, ma non compensa la flessione della rete fisica e la pressione sulla marginalità complessiva.
Governance e trasformazione: l’anno delle transizioni
Nel 2024 viene registrato un cambio di governance: dal 20 novembre 2024 nomina “transitoria” di Alain Castel come Direttore Generale, in successione a Eudes Morgan. Dopo la chiusura, il CdA nomina Cathy Collart‑Geiger Direttrice Generale dal 14 aprile 2025, con una missione esplicita di sviluppo, innovazione e “performance durable”. Sul fronte operativo, parte un progetto di sostituzione del sistema gestionale (ERP) con un orizzonte di implementazione stimato in 2–3 anni, puntando alla produttività e alla riduzione dei costi.
Prospettive 2025 e strategia
Il rapporto (pubblicato a metà dello scorso anno) parla anche di com’è andato l’inizio del 2025: la frequentazione dei negozi fisici è in calo da diversi anni e il primo trimestre 2025 è ancora negativo (-130.000 ticket, -10% anno su anno). Per reagire, la strategia 2025 ruota attorno a tre leve:
- Razionalizzazione della rete: chiusure/vendite delle succursali non redditizie.
- Ripensamento del format: studio di un nuovo concetto di negozio “Premium” e nuovo merchandising (il che sembra controintuitivo, visto che l’azienda sta abbassando i prezzi su una parte dell’assortimento).
- Intervento sui prezzi e comunicazione di massa: riduzione dei prezzi su oltre 100 prodotti “phare”, con promessa di rimborso della differenza se trovati a meno altrove; supporto con campagna nazionale (affissioni, radio, social, stampa).
In parallelo, la società prevede:
- prosecuzione del percorso di crescita di Nicolas Direct;
- sviluppo internazionale in franchising;
- in Svizzera, una politica prezzi su oltre 500 prodotti ad alta marginalità e un’apertura programmata nel Canton Vaud, oltre a ulteriore focus su chiusure/cessioni di succursali non redditizie;
- uscita dal canale buralistes (tabaccai) nel 2025.
Oltre il 2025: le due scommesse “di sistema”
Guardando al “2025 e oltre”, dal report di bilancio emergono due scommesse strutturali: un nuovo equilibrio tra “convenienza” e posizionamento e l’ERP. Nel primo caso, la manovra su prezzi e comunicazione è un tentativo di correggere la percezione del prezzo e riportare i clienti in negozio. Se la leva prezzo aumenterà i volumi e i ticket, il progetto può funzionare; se invece genererà solo un “mix più basso” senza recupero di traffico, rischia di trasformarsi in una compressione strutturale dei risultati. Per quanto riguarda invece l’ERP, questo è dichiaratamente un progetto di 2–3 anni con obiettivi di produttività e riduzione dei costi, con un recupero di efficienza di processi, dati, supply chain, e controllo di gestione.
Conclusioni
Il bilancio 2024 trasmette un messaggio chiaro: Nicolas resta un marchio forte e capillare, ma deve riconquistare traffico e redditività. La risposta 2025, almeno sulla carta, è una combinazione di cura del portafoglio negozi, intervento sulla percezione del prezzo e rilancio comunicativo, mentre nel medio periodo si punta a una trasformazione operativa (ERP) e alla crescita dei canali “scalabili” (digitale e franchising).
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