Dopo aver analizzato la classifica generale qualche giorno fa, affrontiamo più in dettaglio l’andamento dei marchi italiani. Diciamo che l’Italia è stata anche nel 2025 un segmento “virtuoso” nella classifica, frutto del prezzo più moderato dei nostri vini, che in questo momento sono più appetibili (ossia, essendo cresciuti meno in passato, non si ha la sensazione di comprare qualcosa che si svaluterà). Anche se il numero di etichette in classifica scende da 22 a 20 (e abbiamo solo un marchio nella top 10, contro i due dell’anno scorso), il prezzo medio non cala.
Diciamo che San Guido/Sassicaia e Gaja sono, in questa classifica, i punti di riferimento del vino italiano. Prezzi medio/moderati (poco sotto 2000 sterline), pochi segni “meno” nell’andamento storico dei prezzi (Gaja neanche uno!).
La seconda considerazione importante è che i vini toscani sono andati decisamente meglio di quelli piemontesi. Sono nove vini per regione: i primi sono cresciuti mediamente dell’1,5%; i secondi sono calati mediamente del 2,4%. I nomi? Bartolo Mascarello -7%, Roagna -6%, Bruno Giacosa e Giacomo Conterno -5%.
Bene. Fatta questa premessa, passiamo all’analisi dettagliata, ricordandovi che tutti i numeri (anche quelli degli anni scorsi) sono disponibili nella sezione Solonumeri.
- Venti marchi in classifica, erano 22 nel 2024, ma comunque “sui massimi” rispetto al passato quando i vini italiani erano una quindicina.
- San Guido/Sassicaia è al secondo posto dietro Cheval Blanc, rispetto al terzo posto del 2024. Se escludiamo il biennio 2022-23, siamo sempre nella top 10 dal 2019 a questa parte. Il prezzo medio del 2025 è di £1.910 a cassa e la performance è del +5%. La performance storica media è +7%, la volatilità del prezzo molto bassa, 7%, quindi un investimento molto appetibile nel rapporto tra performance (andamento del perzzo) e rischio (volatilità del prezzo).
- Gaja passa all’undicesimo posto dal secondo dell’anno scorso. Il prezzo medio (£1.913) è identico a Sassicaia e la performance è stabile (0%), ma in prospettiva storica l’andamento è positivo (+5%), con una volatilità intorno al 6%. Il terzo vino italiano è Ornellaia al 17esimo posto dopo essere sceso al 43esimo lo scorso anno, con un prezzo medio accessibile (£1.197) e una performance positiva (+2%).
- Se guardiamo alla performance dei prezzi, Montevertine è il marchio italiano più in crescita nella classifica (+8%), poi vengono San Guido/Sassicaia e Burlotto intorno al 5%, Marroneto (prima volta in classifica) e Quintarelli a +4%. Sono invece molto negativi i dati di alcuni marchi piemontesi: come vedete, gli ultimi 6 del grafico dei prezzi sono proprio loro.
- Se invece guardiamo ai prezzi in valore assoluto, i marchi più cari sono Soldera e Masseto, intorno a 5600-5700 sterline; poi viene Giacomo Conterno a 3200 sterline e Solaia a 2400 sterline. Tutti gli altri, da 2000 sterline in giù con il caso incredibile della Cantina dei Produttori del Barbaresco che nonostante un prezzo di soli 239 sterline per cassa riesce a essere nella classifica dei vini per collezionisti, e neanche in una cattiva posizione, 65esimo.
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