in

BOISSET – bilancio 2024


Analizziamo per la prima volta su questo blog i bilanci della società Boisset – La Famille des Grands Vins SAS, con i numeri al 31/12/2024. Si tratta di una società di dimensioni piuttosto rilevanti, considerando che l’attivo totale è di €206 milioni e l’utile netto di €6,9 milioni. Ricordiamo che il bilancio d’esercizio 2024 è certificato dai revisori KPMG ed Endrix.

Andamento dei profitti nel 2024

Il conto economico evidenzia una crescita marcata dei volumi e del valore della produzione, passando da €149 milioni a €174 milioni rispetto all’anno scorso. Anche la profittabilità segna un forte recupero nel 2024, lungo tutta la catena del conto economico: il gross margin (il primo margine su merci e materie prime, ossia il margine lordo industriale/commerciale) sale a €26,6 milioni da €18 milioni del 2023. Il risultato operativo (EBIT) sale a €8.3 milioni da €0,2 milioni del 2023, livelli più simili a quelli storici. L’utile netto è di ben €6.9 milioni, rispetto a una perdita di €0,9 milioni nel 2023.

Mix prodotto: circa 90% vini fermi, 7% spumanti ed effervescenti.

Mercati: circa il 55% del fatturato è realizzato all’esportazione, il 45% in Francia.

Situazione patrimoniale: crescita dell’attivo e rafforzamento del patrimonio netto

La struttura patrimoniale è caratterizzata da una forte incidenza del capitale circolante (tipica del settore vino per effetto di stock e crediti commerciali/infragruppo): a fronte di un totale attivo di €205,8 milioni (2023: €199,1 milioni), le immobilizzazioni nette sono solo €8.7 milioni, mentre l’attivo circolante è di ben €197 milioni, di cui rimanenze per €74 milioni, e crediti complessivi per €118,7 milioni. Sul lato delle fonti, il patrimonio netto è in crescita a €68,6 milioni, in aumento rispetto a €62,3 milioni, a fronte di debiti totali per €137 milioni, stabili anno su anno. Come altre aziende nel settore, anche Boisset fa ricorso al factoring: risultano crediti ceduti per €11,7 milioni in strumenti di smobilizzo per la gestione del capitale circolante.

Situazione finanziaria: cassa netta, debito prevalentemente a breve

La società ha cassa netta, tanto che guadagna interessi finanziari positivi superiori a quelli negativi. Il debito finanziario bancario è composto soprattutto da linee di breve, per un totale di debiti bancari (prestiti + scoperti) di €87,2 milioni (vs. €90 milioni), a fronte di un debito complessivo di €137 milioni, di cui €125,3 milioni esigibili entro un anno. Questo profilo suggerisce una gestione finanziaria che poggia in modo significativo su finanziamenti di tesoreria e sul continuo rinnovo delle linee, il che rende centrali la capacità di generare margini e cassa operativa, la disciplina sul capitale circolante, e il mantenimento delle relazioni bancarie e delle condizioni di funding. Si evidenzia quindi il potenziale rischio di rifinanziamento: la gran parte dei debiti è a breve (entro 12 mesi), con ampia presenza di linee bancarie/scoperti.

Coperture su tassi e cambi

Considerato l’orientamento export, è rilevante che la società dichiari una politica di copertura sistematica delle esposizioni in valuta. Sul rischio tasso, la politica indicata privilegia finanziamenti a tasso variabile (breve/medio), con copertura di una parte del debito. La società segnala di aver sospeso nel 2024 nuovi finanziamenti a tasso fisso per effetto della risalita dei tassi e di attendere una riduzione dei tassi, da cui “beneficiare pienamente nel 2025”.

Attese future: driver positivi e punti di attenzione

Il management si aspetta una prosecuzione del miglioramento operativo, con una crescita delle vendite e la conferma del recupero dei margini del 2024. Gli investimenti qualitativi sono incentrati sulla valorizzazione del patrimonio vitivinicolo, come ad esempio una nuova cave à fûts per J. Moreau & Fils (capacità totale 700 barriques, e interventi di ristrutturazione del vigneto (es. Jura con 242 ettari in produzione nel 2024.

Nel complesso, quinid, Boisset – La Famille des Grands Vins SAS mostra nel 2024 un marcato miglioramento del business: crescita delle vendite, recupero dei margini e ritorno all’utile, con rafforzamento del patrimonio netto. La fotografia patrimoniale-finanziaria evidenzia però una struttura tipicamente “wine business”: stock elevati, crediti molto consistenti (inclusi infragruppo) e debito prevalentemente a breve, che richiedono disciplina sul capitale circolante e continuità di accesso al funding bancario. Le attese per il 2025 appaiono moderatamente favorevoli se la dinamica commerciale si conferma postiva, la discesa dei tassi si traduce in minori oneri finanziari e gli investimenti/azioni commerciali comunicati dal gruppo (fiere, potenziamento strutture di elevazione, sviluppo vigneti) supportano valore e posizionamento, soprattutto sui mercati export.

Se siete arrivati fin qui…
…ho un piccolo favore da chiedervi. Sempre più persone leggono “I Numeri del Vino”, che pubblica da oltre dieci anni tre analisi ogni settimana sul mondo del vino senza limitazioni o abbonamenti. La pubblicità e le sponsorizzazioni servono per aiutare una missione laica in Perù. Per fare in modo che questo lavoro continui e resti integralmente accessibile, ti chiedo un piccolo aiuto, semplicemente prestando da dovuta attenzione con una visita alle inserzioni e alle sponsorizzazioni presenti nella testata e nella sezione laterale del blog. Grazie. Marco


Fonte: http://feeds.feedburner.com/INumeriDelVino

Tagcloud:

Torino celebra Giulia di Barolo: un monumento alla carità nel cuore della città

Ampeleia scrive un nuovo capitolo della sua storia e rinnova nomi ed etichette dei vini